Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/83: Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 · 9 pagine
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3.4 Direzione di marcia 3: capacità di difesa
Alcuni partiti e associazioni militari o attive nell’ambito della politica di sicurezza nonché diversi Cantoni chiedono di rafforzare la capacità di difesa in modo più rapido e vincolante. Pongono in evidenza le lacune nelle capacità dell’esercito, in particolare a livello di difesa aerea, difesa dai droni, capacità a lunga gittata, munizioni, pezzi di ricambio e logistica di guerra. Inoltre avanzano rivendicazioni in merito all’equipaggiamento completo, all’acquisto di armamenti, all’interoperabilità e alla cooperazione internazionale.
In diversi pareri si chiede di definire in maniera più chiara il concetto di dissuasione, mettendolo in relazione più stretta con la resilienza, la protezione, la difesa, la capacità di difesa e la cooperazione internazionale. Secondo questi attori, la Strategia deve precisare maggiormente quali capacità di deterrenza e difesa occorra aumentare in via prioritaria e quali contributi in tal senso sono forniti dall’esercito, dalla protezione della popolazione, dalle infrastrutture critiche, dall’economia e dalla cooperazione internazionale.
Inoltre, nei pareri pervenuti vengono espresse varie aspettative nei confronti della politica in materia di armamento, del diritto in materia di materiale bellico e dell’industria rilevante per la sicurezza. Mentre alcuni attori attivi nell’ambito della politica di sicurezza sottolineano la base industriale, la capacità d’acquisto e l’affidabilità della Svizzera come partner, in altri pareri invece si mette in guardia da un allentamento della politica d’esportazione e si fa riferimento alla neutralità, alla tradizione umanitaria e al controllo democratico.
Alcuni attori vicini al settore militare e taluni partiti chiedono mezzi garantiti per assicurare la capacità di difesa, lo sviluppo delle capacità e l’acquisto. In singoli pareri vengono proposti specifici strumenti di finanziamento. Per contro alcune opere assistenziali, organizzazioni attive nell’ambito della politica di sviluppo, gruppi attivi nel settore della politica di pace e attori attivi in quello ambientale mettono in guardia da un ridimensionamento della cooperazione allo sviluppo, dell’aiuto umanitario, del finanziamento climatico, della prevenzione e della coesione sociale.
4. Conclusioni e adeguamenti
Visto l’ampio consenso riscosso dal progetto di Strategia, ne sono stati mantenuti la struttura, la presentazione della situazione, le direzioni di marcia e il grado di precisione degli obiettivi e delle misure.
Dopo alcuni adeguamenti, la Strategia attribuisce le priorità nella risposta alle minacce più probabili. Si tratta nella fattispecie della lotta alle minacce ibride, agli attacchi a distanza e – nell’ambito della sicurezza interna – alla criminalità organizzata. A tali minacce viene attribuita particolare attenzione in sede di attuazione. Le indicazioni temporali dei lavori d’attuazione sono state completate nelle tabelle per ogni obiettivo. L’urgenza è stata precisata. Le competenze, la gestione e il monitoraggio sono stati messi in evidenza più chiaramente. La procedura relativa ai mezzi finanziari è stata illustrata più nel dettaglio. La Strategia tiene comunque conto delle decisioni politiche sull’attribuzione dei mezzi finanziari e rimangono determinanti i processi politici sanciti in materia di budget.
Inoltre sono stati apportati numerosi adeguamenti contenutistici puntuali per tenere conto dei pareri pervenuti. Eccone qui di seguito alcuni. Alle rivendicazioni sul ruolo dei Cantoni e delle conferenze cantonali si è risposto con adeguamenti nel testo, soprattutto nell’ambito della sicurezza interna e della protezione della popolazione come pure a livello dell’attuazione. La dissuasione è stata maggiormente ancorata e illustrata. È stata evidenziata l’importanza di una comprensione completa e integrale della situazione, in considerazione di una situazione di sicurezza acuitasi e divenuta volatile. Vista la rilevanza delle attività di influenza per la politica di sicurezza, sono stati aggiunti alcuni lavori in questo ambito e nel contempo sono stati messi in rilievo la protezione della libertà d’espressione e il ruolo di un giornalismo rigoroso. Sono stati evidenziati il ruolo, il coinvolgimento e la responsabilità della scienza e dell’economia privata. Sono state aggiunte formulazioni in risposta alle rivendicazioni concernenti, tra l’altro, l’importanza della prevenzione dei conflitti, la responsabilità in prima persona della popolazione per la sua resilienza, la produzione energetica decentralizzata, la perdita di biodi-