Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/83: Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 · 9 pagine

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Alcuni attori dell’economia e di diversi settori precisano che sicurezza dell’approvvigionamento e resilienza economica non significano isolamento. Pongono al centro dell’attenzione la diversificazione delle catene di approvvigionamento, la capacità d’innovazione, l’accesso al mercato, le basi industriali capaci di garantire le esportazioni e il coinvolgimento degli attori privati. Economiesuisse e altri attori dell’economia chiedono un’impostazione dell’attuazione su base di partenariato, che tenga conto della proporzionalità e della capacità competitiva e d’innovazione.

Taluni attori attivi nel settore ambientale ed energetico come pure alcuni partiti, opere assistenziali e ONG richiedono che i rischi ecologici ed energetici siano presi maggiormente in considerazione come fattori della politica di sicurezza. Attirano l’attenzione soprattutto sul clima, sulla perdita di biodiversità, sui pericoli naturali, sulla sicurezza alimentare e dell’acqua e sulla resilienza dell’approvvigionamento energetico. In altri pareri queste rivendicazioni sono abbinate anche alla richiesta di tenere maggiormente conto dell’infrastruttura ecologica, dei servizi ecosistemici, dell’istruzione, dell’uso sostenibile delle risorse nonché dei corsi d’acqua.

I pareri pervenuti dal settore energetico sono di vario tenore. Le organizzazioni ambientaliste e attive in ambito energetico sottolineano l’importanza delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica, degli impianti di stoccaggio, delle reti, della flessibilità e dei sistemi energetici decentralizzati. Altri attori fanno invece riferimento alla rilevanza per la politica di sicurezza dei vettori energetici liquidi, delle scorte obbligatorie e dell’alimentazione elettrica d’emergenza.

3.3 Direzione di marcia 2: difesa e protezione

Il ruolo dei Cantoni e delle conferenze cantonali è tra i temi centrali della consultazione. Cantoni come Zurigo, Berna, Basilea-Città, Basilea-Campagna e Vaud nonché conferenze cantonali e organi di esperti come CG MPP, CDDGP, CCPCS, CSS/CDSCS e CSP sottolineano che certe parti essenziali della politica di sicurezza sono improntate al federalismo. Questo concerne in particolare la sicurezza interna, la protezione della popolazione, il perseguimento penale, il settore sanitario, i corpi dei pompieri, la gestione delle crisi e la protezione delle infrastrutture critiche. Una rivendicazione ricorrente consiste nel chiedere di rendere più visibili i Cantoni non solo come attori preposti all’esecuzione ma anche come attori autonomi della politica di sicurezza. In diversi pareri si invoca un maggiore coinvolgimento delle conferenze cantonali in idonee strutture per l’accompagnamento e l’attuazione.

Nell’ambito della sicurezza interna, diversi Cantoni chiedono di illustrare con più precisione i ruoli della Confederazione e dei Cantoni. Si riferiscono in particolare alla lotta alla criminalità organizzata, che nella pratica viene attuata in ampia parte dalle autorità cantonali di perseguimento penale. Altre rivendicazioni riguardano gli standard uniformi per i dati, i sistemi di informazione interoperabili e le strutture di scambio, garantite giuridicamente, tra Confederazione, Cantoni e autorità di perseguimento penale.

Per quanto riguarda la protezione della popolazione, i Cantoni, le conferenze cantonali e i rappresentanti delle organizzazioni di pronto intervento chiedono una maggiore visibilità del sistema integrato e delle forze d’impiego civili. Mettono in risalto i ruoli dei corpi dei pompieri, della protezione civile, dei servizi sanitari e delle aziende tecniche in caso di pericoli naturali e di eventi CBRN come pure in relazione alle infrastrutture critiche, alle crisi di lunga durata e alle situazioni ibride. Le loro rivendicazioni riguardano in particolare la medicina in caso di catastrofe, l’allarme, la comunicazione sicura, le costruzioni di protezione, gli standard comuni e l’istruzione.

Inoltre da diverse prospettive vengono abbordate anche questioni riguardanti l’obbligo di prestare servizio e l’apporto di personale. CIVIVA, Service Civil International Svizzera e altri partecipanti alla consultazione auspicano che il servizio civile sia maggiormente consolidato come strumento per la sicurezza civile e la resilienza. In altri pareri si sottolinea l’importanza di garantire gli effettivi dell’esercito e della protezione civile e si chiede di fare luce su eventuali doppioni e sovrapposizioni con le organizzazioni di pronto intervento.