Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/15: Revisione dell’ordinanza del DFI concernente gli elenchi dei Paesi secondo l’ordinanza sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso · 4 pagine

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Allegato 3

Il taglio del becco senza anestesia è vietato nella Confederazione svizzera e nel Prin- cipato del Liechtenstein per polli domestici e tacchini.

Allegato 4

L’elenco resta privo di voci.

Allegato 5

Analogamente all’allegato 1, un divieto di decornazione di bovini senza anestesia è in vigore nella Confederazione svizzera, nel Principato del Liechtenstein, nel Regno dei Paesi Bassi, in Inghilterra, nel Galles, in Irlanda del Nord e nella Repubblica d’Austria. Il latte vaccino proveniente da animali originari di questi Paesi è pertanto esente dall’ob- bligo di dichiarazione.

Allegato 6

Analogamente all’allegato 3, il taglio del becco senza anestesia è vietato nella Confe- derazione svizzera e nel Principato del Liechtenstein. Le uova di galline domestiche provenienti da questi due Paesi sono pertanto esenti dall’obbligo di dichiarazione.

3 Ripercussioni

Ripercussioni per la Confederazione

Nessuna.

3.2 Ripercussioni per i Cantoni

Per le autorità cantonali di esecuzione, responsabili del controllo degli obblighi di ca- ratterizzazione previsti dal diritto alimentare, gli elenchi dei Paesi semplificano il con- trollo delle derrate alimentari interessate provenienti dai Paesi elencati.

3.3. Ripercussioni sull’economia

Gli obblighi di caratterizzazione comportano un certo onere aggiuntivo, in particolare nei settori della ristorazione e del commercio al dettaglio. Gli elenchi dei Paesi dovreb- bero tuttavia portare a una riduzione di detto onere, in quanto gli le derrate alimentari provenienti da Paesi inclusi nel relativo elenco e prodotti conformemente alla legge di questi Paesi non devono essere caratterizzate.

3.4 Ripercussioni sulla società

Gli obblighi di caratterizzazione garantiscono ai consumatori una maggiore trasparenza sui metodi di produzione delle derrate alimentari interessate, consentendo loro di fare acquisti in modo più consapevole e contribuendo probabilmente a sensibilizzarli sul tema della protezione degli animali. È inoltre ipotizzabie che l’obbligo di caratterizza- zione possa lanciare un segnale ai Paesi non inclusi nell’elenco.