Ergebnisbericht

Vernehmlassung 2000/27: Bundesgesetz über die Revision und Vereinheitlichung des Haftpflichtrechts (Haftpflichtgesetz) · 452 Seiten

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Auch die Überbindung der Beweislast für den Werkmangel, bzw. eben dessen Nichtvorliegen auf den Halter des Werkes, ist letztlich eine rechtspolitische Entscheidung.

SO: Wir stimmen der Erweiterung des Kreises der haftpflichtigen Personen auf jene, die das Werk hält, zu.

SZ: Die Umkehr der Beweislast für die Haftung aus Werkeigentum ist bei öffentlichen Werken sehr problematisch. Das öffentliche Werk ist praktisch unter allen Bedingungen betriebsbereit zu halten. Will der Staat auch nur einigermassen Haftpflichtansprüchen entgegentreten, so muss er ein Überwachungssystem für sein Strassennetz auf die Beine stellen, damit die Beweise für den ordentlichen Unterhalt erbracht werden können. Sein Beweisdispositiv ist flächendeckend aufzubauen und nicht nur punktuell, wie dies jemand tun muss, der einen Schaden erleidet.

TG: Die bei der Werkeigentümerhaftung vorgesehene Umkehr der Beweislast ist unsystematisch und nicht praxistauglich; es sind keine Fälle bekannt, in denen sich ein Bedürfnis nach einer solchen Regelung manifestiert hätte.

TI: Tra le disposizioni speciali l'art. 61 AP attiene alla responsabilità per opere, norma che contiene un'importante modifica sostanziale nei confronti dell'art. 58 CO poiché considera responsabile per i danni che ne possono derivare non il proprietario dell'edificio o di altra opera, ma „in primis“ il suo detentore. La possibilità per il leso di postulare la responsabilità solidale del proprietario é prevista solo qualora la persona del detentore e del proprietario non siano identiche (cpv. 2). Su questa norma l'opinione dello scrivente Consiglio non è di sola perplessità, ma di dissenso. Infatti, gli autori dell'AP si sono allontanati dal concetto di proprietà dell'opera sulla base di giurisprudenza federale e cantonale che ha adottato sì criteri più ampi per definire la responsabilità dell'art. 58 CO, come quello di „maîtrise effective sur l'ouvrage“, ma in casi particolari, ossia ad esempio laddove il proprietario non è stato ritenuto responsabile dell'opera, non essendo tenuto alla sua manutenzione, oppure essendo estraneo all'opera stessa a dipendenza della distinzione fisica riscontrabile fra l'opera e il fondo su cui sorge (Rapporto esplicativo, pag. 294 e 295). Giurisprudenza di cui si sarebbe dovuto tenere debito conto, ma semmai per offrire la possibilità alla persona lesa di convenire in giudizio, in linea di principio, anche il detentore dell'opera, accanto al proprietario o invece del proprietario, segnatamente qualora ritenesse data l'eventualità che questi

- a dipendenza delle caratteristiche della fattispecie - potesse essere esonerato dalla responsabilità per l'opera. Soluzione fondamentaImente diversa da quella prospettata dall'AP che, andando oltre il significato delle indicazioni giurisprudenziali ed escludendo dalla norma generale la responsabilità del proprietario, finisce per porre eventualmente problemi processuali al leso nell'individuazione del detentore e mette d'altra parte il detentore, cui non necessariamente incombe la manutenzione dell'opera, o che non dispone della „maîtrise effective“ sulla stessa, nella situazione di dover rispondere per i danni che da quella per legge gli derivano. Si sostiene poi che l'eventuale difficoltà di individuazione del detentore sarebbe ovviata dal capoverso 2 della norma (Rapporto esplicativo, pag. 297); anche questa affermazione tuttavia suscita perplessità dal momento che intende risolvere un problema di tipo processuale per mezzo di una