Dichiarazione di fallimento

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Come tema principale
  1. DTF 111 III 6614.10.1985Dichiarazione d'insolvenza ( art. 191 LEF ). Non è arbitrario considerare che i creditori non sono legittimati ad impugnare una decisione con cui è stato pronunciato il fallimento in base ad una dichiarazione d'insolvenza del debitore.
  2. DTF 110 III 8103.08.1984Art. 197, 199, 206 e 219 LEF. Con la dichiarazione del fallimento il diritto alla realizzazione di beni immobili già pignorati ed alienati in precedenza dal debitore passa alla massa, così come esisteva a favore dei creditori pignoranti (conferma di giurisprudenza).
  3. DTF 109 II 20211.02.1983Art. 936 CC ; azione mobiliare. L'apertura del fallimento di una società che si occupa della distribuzione di pellicole cinematografiche su licenza non comporta l'automatica caducità dei contratti di licenza e, quindi, della protezione giuridica fondata sul possesso (consid. 2).
  4. DTF 106 III 11819.12.1980Debito del fallito o debito della massa; qualifica dei contributi agli oneri e alle spese comuni di un immobile costituito in proprietà per piani (art. 712 h CC). 1. Ammissibilità dell'azione d'accertamento? (consid. 2). 2. Chi s'é fatto collocare nella graduatoria come creditore
  5. DTF 102 Ia 15305.05.1976Art. 4 Cost. , art. 2 disp. trans. Cost.; dichiarazione di fallimento. 1. La questione se nella procedura di ricorso prevista dall' art. 174 LEF siano ammissibili, ed in quale misura, oppure esclusi fatti nuovi propriamente detti, è regolata dal diritto cantonale ai sensi dell' a
  6. DTF 97 I 60922.12.1971Dichiarazione di fallimento; anticipo delle spese; arbitrio. L'anticipo delle spese ai sensi dell' art. 169 cpv. 2 LEF dev'essere chiesto prima della dichiarazione del fallimento. Il giudice del fallimento che domanda l'anticipo delle spese dopo la dichiarazione del fallimento e
  7. DTF 92 I 18903.10.1966Art. 4 CF e 174 LEF. La questione di sapere se l'autorità di ricorso possa tener conto di fatti prodottisi solo dopo la dichiarazione di fallimento da parte del giudice di prima istanza è dalla giurisprudenza dei Cantoni risolta in parte negativamente, in parte (con certe restriz
  8. DTF 91 I 131.03.1965Art. 4 CF, art. 174 LEF . Non costituisce arbitrio il fatto di non tener conto, in una procedura di ricorso, dell'estinzione del credito in esecuzione avvenuta solo dopo la dichiarazione di fallimento pronunciata in prima istanza, o di tenerne conto soltanto quando il pagamento t
  9. DTF 90 II 24716.09.1964Cessione di un credito da parte dell'amministrazione di una società cooperativa dopo la sospensione e la chiusura del fallimento della società. Effetti della dichiarazione di fallimento, della sospensione e della chiusura di questa procedura per mancanza di attivo, sull'esistenza
  10. DTF 87 II 29328.11.1961Azione di responsabilità ai sensi degli art. 752 e segg. CO. 1. Chi è creditore e azionista di una società anonima ha diritto di promuovere l'azione in veste di creditore anche se ha omesso di proporla in veste di azionista. 2. Il decorso del termine di prescrizione di cinque ann
  11. DTF 81 IV 2910.01.1955Gli art. 164 cifra 1 e 165 cifra 2 CP sono applicabili al debitore escusso in via di pignoramento quand'anche egli fosse soggetto all'esecuzione in via di fallimento (casi dell' art. 43 LEF ); essi non sono invece applicabili, quando il fallimento è stato dichiarato, benchè il de
  12. DTF 76 I 27309.12.1950Dichiarazione di fallimento. Ricorso (art. 174 LEF). 1. E' arbitraria la decisione che rifiuta di attribuire effetto sospensivo al ricorso? 2. E' arbitrario di tener conto 0 di non tener conto dei fatti posteriori alla sentenza dichiarativa del fallimento (ritiro della domanda
  13. DTF 74 III 3309.06.1948ElJ.oouzione cambiaria. art. 177 cp. 2 LEF. Obbligo del creditore di consegnare all'ufficiale l'originale delle cambiale. Modo di adempire quest'obbligo in caso di esecuzioni simultanee contro diverse persone debitrici in virtù della medesima cambiale.
  14. DTF 74 IV 4024.03.1948Art. 167, 24, 26 CP. Favori concessi ad un creditore, istigazione, comp 1. Intenzione di favorire certi creditori a detrimento degli altri (consid. 2). ·. a) Non e necessario che il favore procurato ad un creditore sia il motivo dell'atto. b) Intenzione eventuale di favorire.
  15. DTF 70 III 8108.12.1944Azione revocatoria (art. 285 e ss. LEF). TI debitore che, avendo ceduto dei crediti verso dei clienti, rimette al cessionario quanto versatogli dai debitori ceduti non commette un atto revocabile a' sensi dell'art. 288 LEF, — anche se il versamento al cessionario avvenne nell'im
  16. DTF 65 III 11601.12.1939Azione di inesistenza di debito. Forma della domanda, effetti. E' possibile rimediare più tardi a vizi di forma che presenta una domanda di inesistenza di debito inoltrata entro il termine legale davanti al giudice competente? f - La risposta a tale questione détermina il caratt
  17. DTF 62 III 6614.04.1936Le società anonime e le società cooperative dichiarate in fallimento possono proporre un concordato (consid. 2). Se il fallito domanda d'essere ammesso al beneficio del concordato ipotecario, l'autorità concordataria competente deciderà anzitutto se la procedura relativa dev'ess
  18. DTF 62 III 2204.03.1936La concessione della moratoria e l'inizio della procedura del concordato ipotecario non possono essere rifiutati ad una società anonima pel motivo che non diede al giudice del falli mento la notizia prevista dall'art. 657 CO.
  19. DTF 61 III 5408.03.1935tiquees par un créancier porteur d'un acte de défaut de biens. Il diritto di promuovere l'azione rivocatoria in virtù degli art. 286 e 287 LEF appartiene alla massa anche quando il termine di sei mesi era decorso al momento della dichiarazione di fallimento, se venne precedentem
  20. DTF 56 III 11627.06.1930La decisione mercè la quale un credito che non è costituito prima della dichiarazione di fallimento a dichiarato un debito della massa deve essere presa dall'autorità competente in proposito. Incompetenza delle autorità di Vigilanza.
  21. DTF 55 III 12805.07.1929[[PAGE:BGE 55 III 128 S. 129]] Deposito fatto per garantire l'esecuzione d'un concordato. Il fallimento è dichiarato prima che il concordato sia eseguito. S'insinua prima un credito ordinario, poi un credito garantito da pegno sui beni depositati. Rinuncia al diritto di pegno in
  22. DTF 54 III 20511.07.1928[[PAGE:BGE 54 III 205 S. 206]] Diritto di ritenzione per pigioni ed affitti. II verbale di ritenzione di cui all, an; 283 cap. 3 LEF. e mero mezzo di garanzia e non costituisce costatazione inoppugnabile del diritto di ritenzione, che è di competenza del giudice. Aperto il falli
  23. DTF 54 III 16207.06.1928Il disposto dell'art. 63 del Regolamento sull'amministrazione dei fallimenti (RAF), che concerne la collocazione di crediti liligiosi, non è applicabile, ove, prima della dichiarazione del fallimento, altro non sia avvenuto che un tentativo di conciliazione.
  24. DTF 54 I 25411.05.1928Art. 204, 207, 247-250 SchKG. Urteil des Strafrichters, wodurch der Gemeinschuldner in einer Strafsache, in der die Überweisung an den erkennenden Richter erst nach der Konkurseröffnung erfolgt war, adhäsionsweise zum Ersatz des aus der strafbaren Handlung entstandenen Schadens a
  25. DTF 54 III 902.02.1928Non sono ammissibili simultaneamente più procedimenti di fallimento contro lo stesso debitore (consid. 1). Art. 197 capv. 1 LEF (36, 174). Se il fallito acquista dei beni posteriormente all'apertura del fallimento, ma prima della definizione del ricorso diretto contro il giudizi
  26. DTF 52 II 40130.09.1926OG Art. 87 Ziff. 1: Begriff der Zivilsache; Unzulässigkeit der z i viI r e c h t I ich e n B e s c h wer d e gegen die Einstellung des Konkurseröffnungsverfahrens mit Rücksicht auf das vom Schuldner gestellte Gesuch um Bewilligung einer Nachlasstundung. Dass ein Entscheid einfach
  27. DTF 52 III 5219.05.1926Wir k u n gen ein e s K 0 n kur ses a u.f ein e n b e s t ehe n den N ach las s ver t rag. Ein Nachlassvertrag gilt mit Bezug auf die Forderungen derjenigen Gläubiger, gegenüber welchen die Bedingungen des Nachlassvertrages nicht erfüllt worden sind, als durch die Konkurseröffnun
  28. DTF 47 III 5906.05.1921HPfNV Art. 31: Nach Eröffnung des Konkurses ist die Eröffnung des Pfandnachlassverfahrens nicht mehr zulässig.
  29. DTF 46 II 35630.09.1920DTF 46 II 356
  30. DTF 46 II 13106.05.1920Beitrittserklärung des Begünstigten, Widerruf der Begünstigung im Konkurs.
  31. DTF 45 I 4924.03.1919Art..55 SchKG. Sind an verschiedenen Orten mehrere Konkurserkenntnisse gegen denselben Schuldner erlassen worden, so geht das zuerst erlassene nur vor, wenn es rechtgültig, also nicht etwa von einem unzuständigen Richter ausgegangen ist. — Art. 191 SchKG. Oertliche Kompetenz zur
  32. DTF 43 III 6501.02.1917Berechnung der nach Art. 818 Ziff. 3 ZGB die Pfandsicherheit genies senden drei verfallenen Jahreszinse, wenn zuerst ein Pfandverwertungsbegehren gestellt und erst später der Konkurs eröffnet wurde.
  33. DTF 42 III 49630.11.1916Der Verkäufer, der im Konkurs des Käufers eine Kaufpreisforderung angemeldet hat, kann darin nicht auch noch eine Schadenersatzforderung aus Nichtbeschaffung der ihm vom Käufer für den Kaufpreis versprochenen Akzepte geltend machen.
  34. DTF 41 III 31508.07.1915Anfechtungsklage. Oertlich antwendbares Recht. Natur der in Art. 292 SchKG festgesetzten fünf jährigen Frist (Verjährung, Verwirkung oder Befristung 1). Unterbrechung: der Verjährung durch Arrest. Klaglegitimation nach Art. 260. Recht des Anfechtungsbeklagten auf Kompensation ein
  35. DTF 40 III 39501.10.1914Anfechtung einer vom Gemeinschuldner unmittelbar vor Konkursausbruch vorgenommenen, vom Angewiesenen ebenfalls noch vor Konkursausbruch angenommenen, jedoch erst nach Konkursausbruch honorierten Anweisung. Unanwendbarkeit des Art. 204 SchKG' auf diesen Fall; Anwendbarkeit des Art
  36. DTF 40 III 33830.09.1914Liege n s c haft ss tei g eru ng. Aufhebung des in einer PfAndungsbetreibung trotz erfolgter Konkurseröflnung über den Schuldner erteilten Zuschlages, Art. 136 bis, 197 und 206 SchKG. Hatte die Eintragung in das Grundbuch inzwischen bereits stattgefunden, so ist sie auf Vorweisun
  37. DTF 37 II 58111.11.1911Voraussetzung der Anfechtungsklage (Art. 285 ff. SchKG) bildet eine durch die angefochtene Rechtshandlung bedingte rechtswidrige Entäusserung von Vermögenswerten des Schuldners zum Vorteil des Anfechtungsbeklagten. Mangel einer solchen Vermögensentzugs bei der Befreiung des Anfec
  38. DTF 36 II 45815.10.1910Sicherstellung der Voltziehung des Nachlassvertrages im Sinne des Art. 306 Ziff. 3 SchKG und Hinterlegung der auf bestrittene Forderungen entfallenden Nachlassquoten gemäss Art. 313 SchKG, im Verhältnis zu einander: Die Sicherheit des Art. 313 tritt neben diejenige des Art. 306 Z
  39. DTF 34 I 59415.09.1908Liegenschaftenpfändung; Verkauf der gepfändeten Liegenschaft, nachheriger Konkurs des gepfändeten Verkäufers. Die Liegenschaftspfändung fällt in diesem Falle mit der Konkurseröffnung nicht dahin.
  40. DTF 34 II 39005.06.1908Verrechnung im Konkurse. Kann der Schuldner einer gepfändeten Forderung, dem Anzeige von der Pfändung gemacht ist, in dem nachher eröffneten Konkurse seines Gläubigers der Konkursmasse die Einrede der Verrechnung entgegenhalten für Forderungen an den Gemeinschuldner, die er nach
  41. DTF 33 I 45114.05.1907Verlustschein aus Konkurs. Recht auf Pfändung. Art. 265 Abs. 2, 149 Abs. 3 SchKG. — Wirkungen des Fehlens eines Zahlungsbefehls auf eine Betreibung.
  42. DTF 32 I 35502.04.1906Art. 312 SchKG: Schicksal gepfändeter Vermögensstücke bei nachfolgender Nachlasstundung. Was ist unter Verwertung zu verstehen? Art. 199 eod. — Modus der Verteilung, wenn nur einzelne Gläubiger gegen die Verfügung rekurrieren, wonach gewisse Vermögensstücke dem Nachlasschuldner f
  43. DTF 31 II 32207.04.1905Begriff der Konkursforderungen; nach der Konkurseröffnung entstandene sind nicht solche. Art. 197, 208, 209, 213 SchKG. — Anfechtung von Rechtsgeschäften — speziell einer Faustpfandbestellung — im Konkurse, Art. 285 ff. SchKG. — Faustpfand für eine schon bestehende, oder aber für
  44. DTF 30 I 84724.12.1904Durchführung des Konkurses. Stellung der Konkursämter und Aufsichtsbehörden. Wirkung eines Nachlassbegehrens nach Eröffnung des Konkurses. Art. 17, 15, 171, 172, 173; 295, 297. 317 Sch.
  45. DTF 28 I 6531.01.1902Schicksal gepfändeter Vermögensstücke im Konkurse, Art. 199, 197 Sch.-K.-Ges. Verletzung dieser Bestimmungen; Rekurs des Schuldners hiegegen; Aktivlegitimation.
  46. DTF 27 I 55818.10.1901Pfändung und Ergänzungspfändung, Art. 145 Sch.- u. K.-G. Frist zur Anfechtung einer Nachpfändung, Anforderungen für eine Ergänzungspfändung. Kompetenz hiefür (Art. 53 Sch. u. K.-G.). Beanspruchung von Objekten, die in dieser Pfändung gegen einen Gesellschafter einbezogen worden s
  47. DTF 27 I 23311.05.1901Legitimation des Konkursamtes (als Konkursverwaltung) zur Beschwerde aus Betreibung. — Vindikation im Konkurse. Fristansetzung an die Vindikanten. Art. 242 Schuldb.- u. Konk.-Ges. Greift Klageaufforderung nach diesem Artikel auch hinsichtlich eines nach Art. 260 eod. abgetretenen
  48. DTF 26 I 48706.10.1900Vorzeitiger Verkauf von gepfändeten Gegenständen im Sinne des Art. 124, Abs. 2, Betr.-Ges. Verhältnis zur Verwertung, Art. 199 eod.
  49. DTF 25 I 37125.07.1899Lohnpfändung und nachherige Konkurseröffnung. Der zur Zeit der Konkurseröffnung noch nicht verdiente Lohn fällt nicht in die Konkursmasse. — Art. 197 und 199 Abs. 1 Betr.- Ges.
  50. DTF 25 II 43809.06.1899Kauf= oder Tauschvertrag über Liegenschaften; Klage auf Rückfertigung im Konkurse des Käufers; Kompetenz des Bundesgerichts. Art. 212 Betr.-Ges. Vindikation von Aktien.