Rapporto sui risultati
Consultazione 2004/70: Protocollo aggiuntivo concernente l'estensione dell'Accordo di libera circolazione delle persone ai nuovi Stati membri dell'UE · 6 pagine
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persone sottostanti al Protocollo e cittadini di Stati terzi). I Cantoni esigono pertanto che la Confederazione tenga conto delle loro esperienze nell’elaborare l’ordinanza di applicazione (OLCP) e le istruzioni.
I Cantoni non vogliono che siano reintrodotti contingenti indicativi; per i nuovi Stati membri sono approvati dei contingenti speciali. I Cantoni chiedono che sia riesaminato il sistema dei contingenti trimestrali nel contesto della gestione dei contingenti OLCP. Chiedono inoltre che siano mantenuti gli attuali contingenti per cittadini di Stati terzi. Attendono una presa di posizione tempestiva e chiara da parte del Consiglio federale in tal senso.
La regolamentazione che il Protocollo propone per i lavoratori indipendenti non convince i Cantoni, che si dicono preoccupati dal fenomeno dell’indipendenza fittizia e raccomandano pertanto di rivedere in quest’ottica le misure di accompagnamento. I Cantoni non propongono modifica alcuna agli Allegati I-III.
Infine, i Cantoni sono convinti che un rifiuto dell’estensione dell’ALC e la conseguente eventualità che l’insieme degli accordi settoriali decada in virtù della “clausola ghigliottina” avrebbero quale conseguenza una grave destabilizzazione dei rapporti tra la Svizzera e l’UE, il che influirebbe assai negativamente anche sull’economia svizzera.
113 Risultati della procedura di consultazione presso i partiti politici
Il PPD, il PLR, il PS, l’UDC, i Verdi e i DS si sono pronunciati esplicitamente in merito al Protocollo aggiuntivo. Tutti tranne l’UDC e i DS approvano l’estensione dell’ALC ai nuovi Stati membri. La maggioranza approva l’apertura graduale e controllata del mercato del lavoro nonché il pacchetto di misure di rafforzamento delle misure di accompagnamento.
L’obiettivo principale del PPD è di conservare l’attrattiva del nostro mercato del lavoro e di controllare l’immigrazione. L’estensione degli accordi bilaterali ai nuovi Stati membri implica anche un accesso agevolato per le nostre imprese ai mercati emergenti dell’Europa centrale e orientale, nonché un aumento della sicurezza per gli investimenti. Sono inoltre resi accessibili nuovi mercati per il reclutamento di manodopera con un livello di formazione e di qualifica relativamente elevato. Il mercato del lavoro risulta così ingrandito di un buon quinto. Per il PPD, l’estensione dell’ALC ai dieci nuovi Stati membri è un fatto imprescindibile.
Il PLR è convinto che l’estensione dei Bilaterali I influirebbe positivamente sulla crescita economica, mentre il rifiuto del Protocollo avrebbe conseguenze disastrose per la Svizzera (clausola ghigliottina). Il PLR è favorevole al contingentamento convenuto in sede negoziale nonché all’apertura graduale del mercato del lavoro convenuta nel quadro del periodo transitorio. Con ciò è garantito che la Svizzera non sarà penalizzata rispetto ai quindici vecchi Stati membri. L’estensione della libera circolazione non solo aprirà nuovi mercati del lavoro, ma consentirà di coprire il fabbisogno di manodopera in determinati settori – come il settore alberghiero, la ristorazione, il settore sanitario, l’edilizia e il genio civile, l’agricoltura. L’estensione aprirà nuove possibilità per il reclutamento di manodopera qualificata o meno qualificata.
Il PS è favorevole al Protocollo aggiuntivo anche per motivi legati alla politica integrativa. L’obiettivo del PS è e resta l’adesione della Svizzera all’UE; il Protocollo aggiuntivo avvicina la Svizzera all’UE. Il PS svizzero approva l’apertura graduale (fino al 2011) e controllata (priorità dei lavoratori indigeni, controllo delle condizioni salariali, aumento progressivo dei contingenti) nei confronti dei cittadini dei nuovi Stati membri. L’economia e l’agricoltura svizzere possono così accedere al mercato del lavoro degli Stati dell’Europa centrale e orientale, beneficiando di nuovi impulsi. Il PS ritiene che l’applicazione del Protocollo aggiuntivo necessiti di un intervento massiccio sotto forma di misure di accompagnamento. Il PS appoggia pertanto esplicitamente le nuove disposizioni legali per l’attuazione del Protocollo aggiuntivo.
L’UDC e i DS si trovano al cospetto di un vasto fronte di fautori dell’estensione dell’ALC, che dal canto loro respingono. Considerato che le associazioni economiche si sono dette disposte a fare “concessioni sostanziali” nei confronti dei sindacati per quel che concerne le misure di accompagnamento, per l’UDC l’approvazione del Protocollo è esclusa. Inoltre, negli ultimi due anni dall’entrata in vigore degli accordi bilaterali, non sarebbero maturate esperienze concludenti in merito all’ALC. Anche nel settore delle assicurazioni sociali bisogna aspettarsi un aumento massiccio dei costi. Anzitutto occorre raccogliere delle esperienze relative all’ALC (UE 15), evitando di precipitare le cose.
Per i Verdi, l’estensione è una necessità.