Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/107: Approvazione del rinnovo dell'Accordo tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone · 9 pagine

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Il PLS è favorevole al proseguimento dell’ALC e lo situa in un contesto più ampio a livello di politica europea. Questo partito sostiene da diversi anni una collaborazione possibilmente stretta tra la Svizzera e l’Unione europea: in riferimento agli accordi bilaterali esso traccia un bilancio sostanzialmente positivo, in particolare anche per quanto concerne l’ALC. Come risulta dalle pertinenti analisi effettuate dalla Confederazione, i timori concernenti l’immigrazione di massa, il “turismo in materia di assistenza sociale", la pressione sui salari e la sostituzione della manodopera svizzera si sono rivelati infondati. Il PLS ritiene che ciò sia dovuto in particolare alla congiuntura favorevole e alle condizioni di ammissione contenute nelle norme in materia di libera circolazione delle persone (esistenza di un contratto di lavoro, prova della disponibilità di mezzi finanziari sufficienti, ecc.).

Il PS è del parere che le esperienze fatte finora con l’ALC abbiano avuto successo e si esprime quindi a favore del proseguimento dell’Accordo. Tuttavia esso subordina il proprio sostegno alla condizione che le misure di accompagnamento vengano rafforzate. Occorre aumentare nettamente il numero dei controlli, inasprire le sanzioni nonché colmare le lacune inerenti all’obbligo di notificazione e alla relativa procedura. Anche l’attuazione della legge contro il lavoro nero deve essere valutata regolarmente. Il PS invita inoltre il Consiglio federale a stimare le ripercussioni dell’ALC sul mercato dell’alloggio e a proporre, se necessario, misure di accompagnamento mirate. Infine il PS esige che il calendario sia stabilito in modo tale da permettere di prendere una decisione, dapprima in merito all’ottimizzazione delle misure di accompagnamento e soltanto successivamente in merito al proseguimento (e all’estensione) dell’ALC (concretamente: sessione autunnale 2008). A suo parere occorre decidere in merito al proseguimento e all’estensione dell’ALC alla Romania e alla Bulgaria in un unico decreto federale. Un ricorso alla clausola valvola entro il 1° giugno 2008, rispetto agli Stati dell’UE dei 15, sarebbe dannoso per l’economia e potrebbe costituire inoltre un segnale politico sbagliato. Di conseguenza il PS invita il Consiglio federale a rinunciare in un primo tempo all’applicazione della clausola in questione.

Per il PCS il proseguimento dell’ALC e dei Bilaterali I rappresenta complessivamente un passo logico e coerente inteso a garantire relazioni stabili con l’Unione europea. Anche esso, tuttavia, fa dipendere il sostegno al progetto da determinate condizioni: occorre infatti completare le misure di accompagnamento ed esaminare seriamente l’applicazione della clausola valvola e, se necessario, attuarla. Infine il proseguimento dell’ALC e l’adeguamento delle misure di accompagnamento devono essere connessi e posti in votazione prima di affrontare il progetto di estensione dell’Accordo ad altri Paesi.

Il PES ha rinunciato a una presa di posizione in merito al proseguimento dell’ALC (per quanto riguarda il progetto di estensione, si veda il rapporto separato sulla procedura di consultazione).

L’UDC riconosce che l’ALC, durante il periodo di congiuntura favorevole, ha permesso all’economia svizzera di beneficiare di determinati vantaggi, impedendo in particolare un aumento del livello dei salari e consentendo quindi di salvaguardare la competitività delle imprese svizzere. Tuttavia essa ritiene che la valutazione del Consiglio federale delle esperienze fatte con l’ALC sia unilaterale e abbellita. A suo parere l’applicazione dell’Accordo durante un periodo di soli cinque anni non è sufficiente per poter parlare in generale di “esperienze positive”. Infine l’UDC esige che il progetto, considerata la rilevanza della decisione, sia sottoposto a referendum obbligatorio.

L’ASNI si esprime criticamente in merito al proseguimento dell’ALC, poiché ritiene che esso tocchi la sovranità svizzera in settori delicati. Essa reputa che sia possibile disciplinare in modo soddisfacente il reclutamento di manodopera proveniente dall’Unione europea nell’ambito di un sistema di contingentamento. Inoltre l’ASNI suppone che, in caso di recessione, potrebbero insorgere rischi imprevedibili per il sistema sociale del nostro Paese e che potrebbe verificarsi un ulteriore aumento del tasso di disoccupazione dei cittadini svizzeri. Essa è contraria a un rafforzamento delle misure di accompagnamento e si riserva la facoltà di ricorrere al referendum contro il proseguimento dell’ALC o di sostenere un tale