Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/107: Approvazione del rinnovo dell'Accordo tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone · 9 pagine

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referendum. Inoltre essa si dichiara contraria a un rafforzamento delle misure di accompagnamento.

L’UDF rifiuta il proseguimento dell’ALC nella forma prevista attualmente. Per questo partito un proseguimento dell’Accordo entra in considerazione soltanto se esso viene corretto (vale a dire rinegoziato). In particolare l’UDF richiede una limitazione della durata dell’ALC a dieci anni al massimo, la concessione di un diritto alla Svizzera di poter decidere in qualsiasi momento limitazioni all’immigrazione nel nostro Paese, l’esclusione del settore immobiliare dal campo d’applicazione dell’ALC, compreso un eventuale inasprimento della Lex Koller, nonché la rinuncia alla trasposizione della "Direttiva relativa ai cittadini dell’Unione" 2004/38/CE.

4. Risultati della procedura di consultazione presso le associazioni mantello svizzere dell’economia e le altre organizzazioni interessate

Le associazioni mantello degli imprenditori e dei datori di lavoro come pure l’Unione svizzera dei contadini (USC) si esprimono con fermezza a favore del proseguimento dell’ALC. A tale proposito ci si riferisce all’importanza fondamentale dell’Accordo per l’economia svizzera (reclutamento di manodopera, realizzazione del progetto nell’UE mediante il distaccamento agevolato di lavoratori), alla sua posizione quale elemento portante dell’approccio bilaterale e alle esperienze positive fatte in questo ambito. L’Unione svizzera degli imprenditori (USI) contraddice inoltre l’idea espressa dagli avversari dell’ALC, secondo cui la Svizzera potrebbe tutelare i propri interessi mediante norme autonome di accesso al mercato. Un regime unilaterale di accesso al mercato comporterebbe maggiori spese e più insicurezza (tra l’altro: mancanza di coordinamento delle assicurazioni sociali e riconoscimento dei diplomi), per cui la Svizzera perderebbe la propria attrattiva quale posto di lavoro. Inoltre l’accesso della manodopera svizzera al mercato del lavoro europeo non sarebbe più garantito. Per quanto riguarda le misure di accompagnamento, economiesuisse, l’USI e l’USC si dichiarano esplicitamente contrarie all’adozione di provvedimenti supplementari, anche se sono disposte a esaminare un miglioramento della loro attuazione. Le prime due associazioni menzionate sono inoltre contrarie a una connessione del progetto con altri dossier inerenti alla politica europea o con altre questioni pendenti. Per quanto concerne il coordinamento dei sistemi delle assicurazioni sociali, l’USI propone di esaminare con la massima attenzione il passaggio dal Regolamento 1408/71 al Regolamento 883/2004. Infine l’USI sottolinea il fatto che i problemi menzionati nelle note esplicative per la consultazione (in particolare gli ostacoli amministrativi) nel settore delle esportazioni di servizi sono stati confermati da diverse associazioni che fanno parte dell’USI.

L’associazione mantello dei lavoratori (Travail.Suisse) ritiene che il proseguimento dell’ALC sia, in linea di massima, un passo logico e coerente inteso a garantire relazioni stabili con l’Unione europea. Tuttavia questa associazione condivide soltanto in parte la valutazione positiva, presentata dal Consiglio federale (come pure dagli imprenditori e dai datori di lavoro), delle esperienze fatte finora con l’ALC. Infatti, a suo parere, la pressione sui salari è notevole, ciò che si riflette – malgrado una forte crescita economica – sull’andamento stagnante dei salari stessi. Inoltre il numero crescente dei frontalieri in Ticino e nella regione del Lago di Ginevra si accompagna a un calo piuttosto lento del tasso di disoccupazione. Infine, nell’ambito delle misure di accompagnamento, esiste la necessità di prendere provvedimenti. Per questo motivo Travail.Suisse chiede che, in merito al proseguimento dell’ALC, vengano adottate le seguenti misure: a) Occorre esaminare seriamente l’applicazione della clausola valvola e, se necessario, attuarla. b) Occorre completare le misure di accompagnamento. Tra l’altro si richiede quanto segue: un aumento del numero dei controlli, un inasprimento delle sanzioni, l’assunzione dei costi dei controlli presso i datori di lavoro svizzeri da parte della Confederazione, l’introduzione della responsabilità solidale degli appaltatori primari, la notifica obbligatoria e preliminare dei salari nel caso di lavoratori distaccati nonché un contratto collettivo di lavoro di obbligatorietà generale per l’edilizia. c) Il proseguimento dell’ALC e l’adeguamento delle misure di accompagnamento devono essere