Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/76: Programma Nazionale Alcol 2008 - 2012 (PNA) · 61 pagine

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poliziesca contro la maggioranza della popolazione generata dall’attuazione di controlli sistematici.

Misura 03.02: Tutela della gioventù nelle manifestazioni pubbliche soggette a permesso.

20 pareri si esprimono sulla misura 03.02.

Una minoranza dei pareri (5 su 20) vede fondamentalmente di buon occhio la misura

03.02. Tra i Cantoni, AG chiede perché tra i partner figuri la CDCD, ma non la CDCT. L’Unione delle Città svizzere esorta a provvedere affinché la suddivisione in diverse aree di intervento non separi l’individuazione precoce dalla tutela della gioventù e i partner coinvolti in questa misura siano consapevoli anche del loro ruolo nell’individuazione precoce. Inoltre, lamenta la mancanza di indicazioni sulle modalità di coordinamento tra le aree di intervento interconnesse. Tra le organizzazioni di polizia, la CDPCS ritiene che potrebbero rendersi necessarie modifiche legislative puntuali per indurre gli esercizi e le persone che servono o vendono alcol ad adempiere i propri obblighi nel caso non vogliano adottare spontaneamente le misure necessarie.

La metà dei pareri (10 su 20) solleva critiche e riserve. Tra le organizzazioni del settore,

GastroSuisse e hotelleriesuisse reputano inaccettabile che, in vista del Campionato europeo di calcio 2008, l’ISPA abbia già pubblicato su Internet – anticipando la misura 03.02 - un elenco di condizioni indirizzate alle autorità preposte al rilascio dei permessi senza aver dapprima sentito il parere delle cerchie interessate: in futuro, l’elaborazione di determinate misure non dovrà più prescindere dalla consultazione di tutte le parti coinvolte. Altre cinque organizzazioni (ANCV, Communauté Interprofessionnelle des Vins de Genève, FSV, Société des encaveurs de vins suisses, Associazione svizzera del commercio dei vini) appoggiano i piani per la tutela della gioventù purché si limitino strettamente al controllo dell’età, all’impegno ad offrire anche bevande analcoliche e all’informazione. Il ricorso a misure repressive, ad esempio indirette (divieto di vendere bevande alcoliche ad adulti, prezzi proibitivi), è comunque escluso. L’Unione petrolifera e lo Schweizer Brauerei-Verband contestano l’esclusione delle cerchie economiche interessate dall’elenco dei partecipanti alla consultazione ciò che, a loro avviso, non costituisce certo una buona premessa per il successo di questi piani di tutela della gioventù. Lo Schweizer Brauerei-Verband respinge l’adozione di disposizioni riguardanti la mescita che intervengono sulla concorrenza. In linea di principio, tuttavia, si dichiara favorevole all’attuazione di controlli finalizzati a imporre il rispetto delle basi legali attualmente in vigore (divieto di vendere e servire alcolici a giovani di età inferiore ai 16 o 18 anni) come pure all’elaborazione di piani in grado di aumentare la sicurezza (bicchieri di plastica). Inoltre, fa presente che già oggi in 22 Cantoni vengono offerte bevande senz’alcol a basso prezzo senza alcuna prescrizione da parte della Confederazione e che le birrerie svizzere hanno in assortimento un’ampia gamma di birre e bibite senz’alcol. Nel settore delle dipendenze e della salute, la CFIG rileva che un’implementazione isolata di piani per la tutela della gioventù nell’ambito di manifestazioni di grande richiamo non è sufficiente, poiché in occasioni come quelle i giovani sono difficilmente isole di sobrietà