Rapporto sui risultati

Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 50 pagine

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PPD, 3 associazioni nazionali (CENTRE PATRONAL, SAB, USAM), 6 associazioni economiche, 3 organizzazioni del settore energetico (tra cui UP) e 9 organizzazioni del settore dei trasporti sono invece contrari all’estensione.

Numerosi rappresentanti dell’economia, tra cui economiesuisse, chiedono che la tassa sul CO2 trovi applicazione solo in via sussidiaria, qualora le misure volontarie dovessero fallire.

In alternativa alla tassa sul CO2 SH, PLR, UP, SwissOil, Alleanza per il clima e le Accademie delle scienze propongono un sistema globale cap and trade.

Per quanto concerne l’impostazione della tassa sul CO2 alcuni Cantoni e buona parte dell’economia esigono che l’aliquota sia fissata dal Parlamento, che la tassa venga abrogata al conseguimento degli obiettivi e che si tenga conto della sostenibilità per l’economia. Chiedono inoltre che la ridistribuzione avvenga per settore economico, coinvolgendo anche le imprese che beneficiano dell’esenzione. 6 Cantoni, CDFC e DCPA vorrebbero agganciare l’ammontare della tassa sul CO2 ad altre imposte e tasse sui vettori energetici fossili.

Secondo 5 Cantoni, CDFC, PCS, Verdi, PS, Alleanza per il clima e le Accademie svizzere delle scienze si dovrebbe aumentare l’aliquota massima.

16 Cantoni, CDFC, DCPA, 4 partiti (PCS, glp, Verdi, ufs), diversi rappresentanti dell’economia e i membri dell’Alleanza per il clima sono favorevoli a una correlazione tra la tassa e il prezzo del petrolio. Questa eventualità è per contro respinta da 7 Cantoni, 5 partiti (Donne PPD, UDF, PEV, PLR, PS) e da buona parte dei rappresentanti dell’economia.

Scambio di emissioni

Trovano ampio consenso sia il sistema di scambio di emissioni che fa capo alle aziende sia l’allineamento all’Emission Trading Scheme dell’UE. Solo UDF e un’impresa bocciano espressamente questa possibilità. Alcuni rappresentanti dell’economia (tra cui economiesuisse, IGEB, SGCI) auspicano un’integrazione sulla base di accordi bilaterali senza tuttavia riprendere direttamente le direttive dell’UE.

Alcuni partecipanti alla consultazione criticano il meccanismo previsto per l’attribuzione dei diritti di emissione (tra cui GL, economiesuisse) e la loro messa all’asta progressiva (tra cui SO, GL, PLR, IGEB, SWISSMEM, UP). Mentre PCS, Verdi e Alleanza per il clima definiscono il percorso di abbattimento del 2 per cento annuo troppo poco ambizioso, altri – tra cui GL e SWISSMEM – temono che non sia realizzabile per molte aziende ad elevata intensità energetica.

L’obbligo di compensazione per le centrali termiche a combustibili fossili non è praticamente messo in discussione. I pareri divergono però sull’ammontare della quota estera massima ammessa. VS e diverse organizzazioni e imprese del settore energetico preferirebbero rinunciare alla distinzione tra impianti che producono energia elettrica e impianti che producono energia termica come pure alla definizione di un grado minimo di efficacia.

Ulteriori standard qualitativi nazionali per i certificati esteri sono accolti piuttosto favorevolmente, soprattutto nel caso in cui le disposizioni internazionali non bastino. Ai partecipanti alla consultazione preme in particolare che la Svizzera si adoperi per migliorare gli standard internazionali per i certificati di emissione.

Misure nel settore degli edifici

2 Cantoni, PS, 5 associazioni economiche, 3 organizzazioni e imprese del settore energetico e le Accademie svizzere delle scienze si dicono favorevoli a prescrizioni sulle emissioni nel settore degli edifici. Per contro, 10 Cantoni, DCPA, CDFC, PPD, PLR, UDC, economiesuisse e altre associazioni economiche così come alcune associazioni e organizzazioni del settore energetico (tra cui IGEB, SGCI, SWISSMEM, UP) assumono un atteggiamento critico. 14 Cantoni non si esprimono su questo argomento.

5//50 274/2006-01959/27/18/I083-1633