Rapporto sui risultati

Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 50 pagine

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4 Valutazione generale

4.1 Scelta della variante, obiettivi di riduzione e quote estere

Tra la preferenza per una delle due varianti, l'obiettivo di riduzione e la quota massima imputabile di certificati esteri (supplementarietà) esiste un nesso molto forte. In generale si osserva che la scelta della variante è strettamente legata alla preferenza per l’accento nazionale (variante 1) o estero (variante 2).

4.1.1 Cantoni, Conferenze e Uffici cantonali1

Scelta della variante

16 Cantoni (AR, BE, BS, FR, GE, GR, JU, NE, NW, OW, SG, SH, SO, TI, UR, VS) si esprimono a favore della variante 1 e contro la variante 2. D’accordo con EKL, BS, NW, OW e UR chiedono una politica ambientale che tenga conto nella stessa misura della protezione del clima e degli obiettivi di lotta contro l’inquinamento atmosferico. Gli stessi 4 Cantoni ritengono fondamentalmente auspicabile una neutralità climatica completa a lungo termine ma reputano inadeguate le misure previste dalla variante 2. GR suggerisce di valutare una variante mista con un obiettivo di riduzione vincolante più elevato e una più vasta possibilità di compensazione estera (massimo 50%). Altri 3 Cantoni (AG, AI, BL) e la CDCF si dicono favorevoli alla variante 1 seppur con riserve di principio.

SZ respinge la variante 1 giudicandola troppo intervenzionista e approva la variante 2. Consiglia tuttavia di semplificarla e di avvalersi delle strutture esistenti (Fondazione Centesimo per il Clima). ZG sostiene la variante 2 riservandosi però di bocciare l’intero progetto.

4 Cantoni (LU, TG, VD, ZH) non esprimono preferenze per nessuna delle due varianti adducendo un’insufficienza di informazioni. La DCPA non trova convincente nessuna delle due varianti. Anche GL le respinge e invita a mantenere l’attuale legge sul CO2 ponendo l’accento soprattutto sulle misure volontarie.

Obiettivi di riduzione e quote estere

Ad eccezione di TG, CDCF e DCPA tutti i Cantoni si esprimono sull’ammontare degli obiettivi e sulle quote estere.

5 Cantoni (BS, GE, JU, UR, VD) chiedono un obiettivo più elevato rispetto alla variante 1 prediligendo le misure da adottare in Svizzera. BS e UR auspicano un obiettivo vincolante sul piano nazionale del 30 per cento, VD del 20 per cento. GE e JU invitano a fissare al 30 per cento l’obiettivo complessivo di riduzione a prescindere dalle decisioni dell’UE.

7 Cantoni (BE, FR, GR, NW, OW, SH, SO) giudicano adeguato l’obiettivo proposto. NE, SG, TI condividono questo parere purché si tratti di un obiettivo minimo. 6 Cantoni (NE, NW, OW, SG, SH, UR) approvano esplicitamente l’obiettivo del 30 per cento previsto dalla sottovariante. SG accoglie positivamente le compensazioni all’estero a titolo di provvedimento transitorio per compensare cicli di investimento lunghi (ad es. per gli edifici). FR boccia la sottovariante e l’obiettivo della variante 2 poiché non si focalizzano a sufficienza sulle misure nazionali e veicolano all’estero una quantità eccessiva di risorse. NW e OW ritengono parimenti adeguato anche l’obiettivo della variante 2, ma evidenziano che il rischio dell’abbattimento all’estero è difficilmente calcolabile. ZG argomenta che si potrebbero ottenere risultati migliori attraverso una vasta armonizzazione internazionale e giudica adeguato l’obiettivo del 50 per cento della variante 2.

1 ZG e ZH rispondono alle domande del questionario formulando riserve di principio. ZG respinge il testo di legge adducendo che bisogna attendere le trattative internazionali. ZH deplora l’assenza di una visione d’insieme e sottolinea l’incertezza che contraddistingue il contesto internazionale. Le osservazioni di ZG e ZH vanno intese sempre sullo sfondo di queste riserve. 9//50 274/2006-01959/27/18/I083-1633