Rapporto sui risultati

Consultazione 2011/2: Salvaguardia dell'esportazione di bestiame dalla Svizzera · 4 pagine

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Numeri di riferimento/incarto: 2011-02-07/55 / has / stc

3.2 Contrari al progetto in consultazione

Cantoni: AG, BE, BL, BS, GE, LU, SH e ZH (8).

Partiti: PLR.I Liberali e PS (2).

Gruppi d'interesse: economiesuisse e Protezione Svizzera degli animali (2).

La volontà di respingere il progetto è motivata in gran parte dal fatto che gli aiuti all'esportazione hanno un effetto distorsivo del mercato e l'agricoltura svizzera potrebbe essere sostenuta in maniera più efficace ed efficiente mediante i pagamenti diretti. AG, BL, BS e GE così come PLR.I Liberali si dichiarano contrari al progetto anche perché ritenuto in totale contraddizione con i negoziati internazionali attualmente in corso. BS sottolinea che la reintroduzione di uno strumento d'incentivazione all'esportazione a favore della produzione animale spingerebbe anche altri settori ad avanzare la stessa richiesta. Protezione Svizzera degli animali, AG, LU e ZH ribadiscono che degli aiuti all'esportazione beneficerebbe soltanto un numero ristretto di commercianti di bestiame e contadini. BE mette in dubbio che la misura sia indicata per contrastare il calo dei prezzi del bestiame indigeno da allevamento e da reddito. Per BL l'esportazione deve essere sostenuta soprattutto attraverso la strategia della qualità lanciata dalla Confederazione.

3.3 Non si sono espressi

Stiftung für Konsumentenschutz e Unione svizzera degli imprenditori (2).

4 Riassunto dei risultati

16 cantoni (AI, AR, FR, GL, GR, LU, NE, NW, OW, SG, SO, TG, TI, UR, VD e VS), 3 partiti (PPD,

PCS, UDC) e 17 organizzazioni e federazioni hanno approvato una reintroduzione degli aiuti all'esportazione di bestiame da allevamento nell'autunno 2011 e, in linea di principio, la tipologia del finanziamento previsto pari a 4 milioni di franchi l'anno. In singoli casi vengono proposte forme alternative di finanziamento: ricavi delle vendite all'asta dei contingenti per l'importazione di carne, fondi federali supplementari, risorse dalla promozione dello smercio ai sensi dell'articolo 12 LAgr e trasferimento di altri pagamenti diretti. I sostenitori ribadiscono che attraverso questa tipologia di sostegno è possibile accrescere l'economicità dell'allevamento di bestiame, soprattutto nella regione collinare e di montagna. Gli aiuti all'esportazione vanno reintrodotti anche perché non si profila ancora alcuna ipotesi di conclusione del ciclo di Doha dell'OMC e l'UE continua a concedere incentivi finanziari alle sue esportazioni di bestiame in Paesi terzi (Svizzera compresa). Mediante gli aiuti all'esportazione si potrebbe ripristinare la competitività sui mercati esteri e ciò avrebbe ripercussioni positive sulle relazioni commerciali. 8 Cantoni (AG, BE, BL, BS, GE, LU, SH e ZH), 2 partiti (PLR.I Liberali e PS) e 2 organizzazioni e federazioni respingono il progetto. Ritengono, infatti, che gli aiuti all'esportazione abbiano un effetto distorsivo del mercato e che l'agricoltura possa essere sostenuta in maniera più efficace ed efficiente attraverso i pagamenti diretti. La politica agricola, inoltre, dovrebbe essere coerente e attendibile, perciò sarebbe poco indicato modificare nuovamente il diritto vigente a distanza soltanto di un anno e mezzo. La reintroduzione di uno strumento d'incentivazione dell’esportazione a favore della produzione animale spingerebbe, inoltre, altri settori ad avanzare la stessa richiesta.