Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/62: Revisione dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt) nell'ambito della combustione del legno · 5 pagine

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Riferimento/Numero d'incarto: L242-2121

nizione è stata modificata in modo da comprendere solo il legno trattato (non solo lavorato meccanicamente) proveniente dalla lavorazione del legno a livello industriale.

All. 5 cifra 31 cpv. 2 lett. a

Nella sua risposta alla mozione von Siebenthal 07.3844 respinta, il Consiglio federale si è detto disposto a classificare come legno combustibile le palette monouso in legno massiccio non trattato. A tale fine, dette palette devono essere incluse, secondo l’iniziativa parlamentare, nella categoria di cui al

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capoverso 1 lettera a ed essere escluse invece dalle palette elencate in modo esplicito di cui al capoverso 2 lettera a. Vige tuttavia la condizione che tutti chiodi siano stati tolti («sostanze estranee»), altrimenti le palette sono da considerarsi legname di scarto.

5 Rapporto con il diritto internazionale

Mediante le modifiche apportate nell’ambito della legna da ardere e le disposizioni correlate, che stabiliscono in quali impianti e secondo quali valori limite la legna debba essere incenerita, cambiano i flussi delle sostanze di determinate categorie di legno all’interno della Svizzera. Le modifiche non sono in contrasto con il diritto internazionale.

6 Effetti

6.1 Aspetti ambientali

La realizzazione dell’iniziativa parlamentare 10.500 non ha effetti indesiderati sulla qualità dell’aria e quindi sulla salute solo se i gestori degli impianti a combustione sanno distinguere correttamente e pienamente, da un lato, tra legname non trattato e non contaminato e, dall’altro, tra legname contaminato e non trattato. Oltre alle emissioni di sostanze nocive provenienti dalla combustione del legno, l’incenerimento di legno contaminato in piccoli impianti può tuttavia provocare anche la fuoriuscita di altre particelle altamente problematiche, come ad esempio di metalli pesanti o diossina, ossia sostanze altamente tossiche, difficilmente o non degradabili e suscettibili a entrare nella catena alimentare.

Nella pratica è difficile valutare solo dall’aspetto se il legno non è stato trattato oppure se è stato trattato con pittura o lacca. Numerosi produttori di lacche per l’interno e l’esterno che proteggono il legno promuovono i propri prodotti sulla scorta della quasi totale invisibilità del materiale. Nel caso del legno usato, come il legname di scarto, adottando la terminologia OIAt attualmente in vigore, trascorsi uno o due anni di esposizione alle intemperie risulta difficile riconoscere con sicurezza se si tratti di legno non trattato o legno trattato in precedenza, ad esempio con un prodotto per la protezione del legno.

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Secondo uno studio statunitense della State University of Florida del 2005 , che ha esaminato questa problematica in relazione al legname da opera e da demolizione, la distinzione in base al colore o ad altre impressioni visive può indurre a errori di giudizio. Lo studio conclude che una ripartizione ottica del legname da opera e da demolizione è insufficiente per separare dal legname non trattato il legname trattato con prodotti chimici di protezione. Per questo motivo il legno proveniente dai cantieri e dalla demolizione di edifici continua ad essere classificato come legname di scarto con la presente proposta di revisione dell’OIAt. Questo legname non può pertanto rientrare nella categoria di materiali

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di cui alla lettera a dell’allegato 5 cifra 31 capoverso 1.

Nello studio dell’EMPA menzionato al capitolo 1 il legno delle diverse categorie è stato esaminato in relazione al suo tenore di metalli pesanti, sostanze organiche per la protezione del legno e composti organo-alogenati. Successivamente il legno è stato bruciato e si è misurato l’inquinamento nei gas di scarico. L’incenerimento di legno allo stato naturale causa solo quantità esigue di metalli pesanti e ha livelli di diossina ampiamente inferiori rispetto al nuovo valore limite per la diossina valido per gli im-

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pianti di incenerimento dei rifiuti urbani (0.1 ng/m secondo l’allegato 2 cifra 714 OIAt). Dato l’elevato tenore di inquinanti negli scarti di legno e nel legname di scarto (scarti provenienti dalle falegnamerie con frammenti in pannello truciolare, legno da cantiere assortito, imballaggi, legname da demolizione), il loro incenerimento ha provocato elevate emissioni di metalli pesanti e diossine. Anche il legno privo

2 4/5 Educational Outreach and Stain Distribution Project for Identifying Copper-Treated Wood. Solo-Gabriele, H.M. et al., State University of Florida, 2005. 312/2005-02198/08/15/05/L242-2121