Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/62: Revisione dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt) nell'ambito della combustione del legno · 5 pagine

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Riferimento/Numero d'incarto: L242-2121

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di tracce visibili di pittura o lacca ha dato gli stessi risultati. Ma anche altri studi condotti nel 1994 e nel 2005 da Thomas Nussbaumer, professore in energie rinnovabili alla scuola universitaria di Lucerna, confermano questa problematica. Mentre la combustione di legno allo stato naturale in impianti

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che si caricano a mano provoca esigue emissioni di diossina, tale valore raggiunge i 2.9 ng/m , pari ad un aumento di 1000 volte, con la combustione di legno laccato, facendo impennare le emissioni oltre il valore limite per gli impianti di incenerimento prescritto dall’OIAt. Nel corso dei controlli effettuati nel 2005 è stato inoltre accertato un problematico effetto memory: in seguito all’incenerimento di rifiuti in un impianto a combustione valori di diossina molto elevati possono essere ancora misurati per diversi giorni consecutivi, anche se è stato impiegato soltanto legno allo stato naturale. Questo effetto può essere presumibilmente ricondotto alle deposizioni negli impianti a combustione.

Si deve supporre che classificando la legna contaminata come verosimilmente non trattata, i gestori degli impianti a combustione commettano degli errori di valutazione. Il legno contaminato potrebbe essere considerato come non trattato per essere poi bruciato negli impianti di piccola taglia. In questo caso i vantaggi offerti dalla nuova normativa, la valorizzazione locale del legno e la diminuzione dei percorsi nonché l’eventuale sostituzione di altri carburanti (fossili) possono essere eliminati o addirittura aggravare la situazione a causa dell’incremento delle emissioni di diossina e metalli pesanti.

6.2 Aspetti finanziari

La presente modifica dell’OIAt non ha effetti sulle finanze e sulle risorse umane per la Confederazione.

Nella misura in cui attraverso la proposta di modifica dell’OIAt si equipara il legno trattato solo meccanicamente al legno allo stato naturale, si corre il pericolo – soprattutto nel caso del legno usato, vecchio o corroso dalle intemperie – che i gestori compiano degli errori di valutazione. In tal caso, non è da escludere che in piccoli impianti venga incenerito legno di scarto che andrebbe invece eliminato solo nei grandi impianti a partire da 350 kW. Si prevede un onere supplementare da parte delle autorità cantonali incaricate dell’esecuzione nell’ambito degli impianti di combustione a legna, a causa del controllo dei combustibili. Finora la suddivisione in legno allo stato naturale, scarti di legno e legname di scarto era abbastanza chiara ed eseguibile. Con la nuova normativa i confini delle categorie diventano più vaghi e vanno ad ostacolare l’implementazione: per garantire che in un impianto si bruci soltanto legno allo stato naturale o non trattato le autorità di esecuzione devono far analizzare la cenere. In ogni caso è richiesta l’esecuzione di analisi chimiche che aumentano l’onere finanziario e di esecuzione per i Cantoni ed, eventualmente, anche per i gestori.

Per le persone private si prevede una diminuzione dei costi dovuta alla possibilità di bruciare legno non trattato e usato nei propri piccoli impianti.

Anche i gestori dell’industria di lavorazione del legno possono bruciare quantitativi superiori di legno nei propri impianti, beneficiando delle possibilità di risparmio sopraelencate. I gestori della seconda fase di elaborazione (carpenterie, falegnamerie, industrie di piallatura ecc.) possono inoltre produrre e vendere pellet o mattonelle come fonte d’entrata supplementare dai propri resti di legno non trattati.

Per contro, il legno utilizzato non trattato che viene bruciato dai privati e dall’industria di lavorazione del legno non è più a disposizione dei gestori di impianti per il legname di scarto. La riduzione

dell’energia prodotta o l’acquisto supplementare di combustibile si tradurrebbe in un aumento dei costi per questi impianti.

3 Dioxinemissionen von Holzfeuerungen. Heizung/Klima Nr. 3/1994, Nussbaumer, Th., 1994.

4 5/5 PCDD/F-Emissionen der illegalen. Abfallverbrennung: Einflussgrößen, Korrelationen und Konsequenzen für Holzfeuerungen. Nussbaumer, Th., 2005. 312/2005-02198/08/15/05/L242-2121