Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/62: Revisione dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt) nell'ambito della combustione del legno · 9 pagine

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sfruttamento intelligente degli scarti di legno non trattati provenienti dalla lavorazione del legno. Dal punto di vista quantitativo sono interessate soprattutto le imprese i cui collaboratori possono distinguere, in base alle loro conoscenze, il legname allo stato naturale da quello non allo stato naturale. Le associazioni dell’industria delle pallet di legno e degli imballaggi (EPAL, VHPI), che approvano il progetto con riserva, si schierano a favore di adeguamenti nell’ambito degli scarti di legno solo a favore delle imprese di lavorazione del legno. Per ridurre al minimo il rischio di errori nell’ambito della valutazione qualitativa, in singoli pareri si auspica che l’UFAM avvii una campagna d’informazione e di sensibilizzazione. Alcune delle associazioni favorevoli sottolineano che nell’ambito dell’attuazione delle prescrizioni secondo l’avamprogetto non possono essere prese misure di esecuzione nuove o più onerose, poiché ciò sarebbe contrario allo scopo dell’iniziativa.

L’altra metà delle associazioni economiche e specializzate, compresi in particolare i rappresentanti dei fabbricanti di impianti di combustione, respinge la proposta in questa forma (ECO SWISS, Energia legno Svizzera, SFIH, ideafuocodilegna, ASMS, SSIGA, VHP, Economia forestale Svizzera). Tra i pericoli si teme soprattutto un degrado della qualità dell’aria a causa dell’incenerimento involontario di legname contaminato, poiché i gestori degli impianti a combustione non sono grado di distinguere tra legname contaminato e non contaminato. Benché un allentamento della definizione di scarti di legno mediante la distinzione tra scarti di legno trattati e non trattati susciti consensi, si fa notare che gli scarti di legno non trattati non possono essere bruciati in impianti che si caricano a mano, a causa della pezzatura e della secchezza. Queste associazioni intravedono addirittura degli svantaggi per la politica energetica: le maggiori emissioni potrebbero infatti danneggiare l’immagine del combustibile legno.

3.3 Organizzazioni per l’ambiente e la salute

Tutte le organizzazioni per l’ambiente e la salute partecipanti respingono l’avamprogetto presentato (Medici per l’ambiente, ARPEA, Lega svizzera contro il cancro, Lega polmonare svizzera, SVG, Swiss TPH). Gli argomenti coincidono perlopiù con quelli dei Cantoni contrari: si temono errori di valutazione da parte dei gestori, un inquinamento dell’aria da sostanze tossiche e cancerogene, un degrado della qualità dell’aria in generale, un controllo ostacolato associato a un maggior onere esecutivo nonché un aumento dei costi per i gestori. Si attira inoltre l’attenzione sul fatto che la polvere di legno proveniente dalla cattiva combustione, simile alla fuliggine, è molto più dannosa della fuliggine da diesel in termini di citotossicità e mutazioni cromosomiche e contiene una quantità multipla di idrocarburi policiclici aromatici (PAH) cancerogeni. Di conseguenza, invece di promuovere la combustione del legno in piccoli impianti, come intende fare la proposta, il legname dovrebbe essere utilizzato principalmente in impianti grandi, efficienti e a basse emissioni. La stessa obiezione è stata avanzata anche da alcuni Cantoni. Alcune associazioni approvano unicamente un allentamento nell’ambito degli scarti di legno a favore dell’industria di lavorazione del legno.

3.4 Altri

Altri pareri sono pervenuti da autorità, organizzazioni affini e altre organizzazioni. Ad eccezione di due di esse, che si astengono, tutte le altre sono contrarie al progetto (CFIAR, CCA, IC, QS-Support Holzfeuerungen, Cercl’Air, UGZ), poiché equivale a un passo indie-

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