Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/73: Mandato per l'avvio di negoziati sullo sviluppo dell'accordo del 10 settembre 1998 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica italiana relativo alla cooperazione tra le autorità di polizia e doganali · 5 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 2Fedlex · Rapporto esplicativo
2. Motivi per una revisione dell’accordo di cooperazione di polizia
Il 10 settembre 1998 è stato firmato a Roma l’accordo tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica italiana relativo alla cooperazione tra le autorità di polizia e doganali. Il trattato è entrato in vigore il 1° maggio 2000 ed era, dopo l’accordo di polizia dell’11 maggio 1998 con la Francia, il secondo accordo di polizia concluso dalla Svizzera con un Paese limitrofo. Rispetto agli accordi di polizia stipulati con la Germania, l’Austria e il Liechtenstein e la Francia, quello con l’Italia già allora prevedeva possibilità di cooperazione meno estese. L’accordo vigente disciplina lo scambio d’informazioni, l’istituzione di uffici di collegamento e del CCPD di Chiasso nonché l’invio di agenti di collegamento nei rispettivi uffici di collegamento. Le misure transfrontaliere quali l’osservazione, l’inseguimento e le consegne sorvegliate, possono essere svolte con l’Italia soltanto in seguito all’associazione della Svizzera a Schengen.
Dall’entrata in vigore dell’accordo con l’Italia, la cooperazione internazionale di polizia della Svizzera è evoluta. Il cambiamento più importante dal 1998 consiste nell’adesione della Svizzera all’accordo di Schengen. Negli ultimi anni la Svizzera ha inoltre adeguato e sviluppato gli accordi di polizia con la Francia (RS 0.360.349.1, in vigore dal 1° luglio 2009) nonché con l’Austria e il Liechtenstein (firmato il 4 giugno 2012). Nel corso degli ultimi dieci anni sono inoltre aumentate le difficoltà riconducibili alla criminalità transfrontaliera che le diverse autorità di polizia sono chiamate ad affrontare. Per la Svizzera l’Italia costituisce un partner importante nella lotta alla criminalità transfrontaliera, in particolare nell’ambito della criminalità organizzata e della migrazione illegale. La Svizzera necessita di strumenti aggiornati e mirati per combattere tali fenomeni criminali. La revisione dell’accordo di polizia con l’Italia sembra pertanto fondamentale.
Alla luce degli ambiti di sviluppo individuati, una revisione consentirebbe di elevare il vigente accordo con l’Italia, che è stato concluso dodici anni fa, a un livello paragonabile con i trattati stipulati con gli altri Stati limitrofi. Sarebbe quindi possibile colmare le lacune che sono state eliminate negli altri accordi di polizia conclusi dalla Svizzera e introdurre nuovi ambiti di cooperazione che la Svizzera ha già concordato nei trattati con la Francia e con l’Austria e il Liechtenstein.
3. Possibili adeguamenti e sviluppi dell’accordo di polizia con l’Italia
3.1 Proposte sull’entità e sul contenuto dello sviluppo dell’accordo
La Svizzera intende avvicinare il più possibile il vigente accordo di polizia con l’Italia al livello dei trattati di cooperazione di polizia conclusi con gli altri Paesi limitrofi. Inoltre prevede l’introduzione di nuove disposizioni volte a chiarire i rapporti giuridici durante lo svolgimento di atti ufficiali sul territorio dell’altra Parte contraente (responsabilità, responsabilità penale, porto di uniformi e di armi).