Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine

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nell'ottica della solidarietà intergenerazionale (TG) e quale alternativa al finanziamento tramite l'IVA (UR). ZG è convinto che in futuro l'economia sarà in grado di offrire posti di lavoro sufficienti per le persone più anziane e sarebbe pertanto favorevole, in caso di carenza di risorse finanziarie, a un aumento graduale dell'età di riferimento a 67 anni al posto di un innalzamento dell'IVA.

BE è scettico rispetto all'aumento dell'età di riferimento delle donne: sottolineando l'importanza della collaborazione con i datori di lavoro, si attende difficoltà nell'attuazione dell'età di riferimento a 65 anni. Il Cantone chiede inoltre che l’aumento sia impostato in modo socialmente sostenibile. VD respinge l'aumento dell'età di pensionamento delle donne fintantoché non sarà risolta la questione della disparità salariale e privilegia un'età di riferimento flessibile, in funzione della durata di contribuzione.

Alcuni Cantoni (AR, AI e AG nonché SH e GL, che si rifanno al parere di CDOS/CDF) auspicano che vengano illustrate le ripercussioni di questa misura sulle PC e, quindi, sui Cantoni.

Partiti politici e sezioni di partito

I partiti di centro e di destra (PBD, PPD, PEV, PLR, pvl e UDC) sono disposti a sostenere l'armonizzazione dell'età di riferimento a 65 anni nei due pilastri. Per il PBD questa misura è una priorità assoluta; per il pvl corrisponde a una politica coerente in materia di parità. Per PBD, PLR e UDC occorre attuare l'allineamento il più rapidamente possibile (con un periodo transitorio di quattro anni al massimo) e anche per il pvl la tempistica prevista dalla riforma è troppo lenta. PBD, PLR, pvl e UDC sono fondamentalmente favorevoli a un ulteriore aumento dell'età di riferimento in un secondo momento, mentre PEV e PPD vorrebbero discuterne solo nel momento in cui l'economia sarà pronta per occupare anche persone di questa età. Nel lungo periodo, per il PEV è ipotizzabile un meccanismo in base al quale l'età di riferimento possa variare in funzione dell'evoluzione della speranza di vita. pvl e PBD prendono in considerazione l'idea di stabilire una relazione automatica tra l'età di riferimento e la speranza di vita (conformemente alla mozione 12.4131 Adeguare automaticamente l'età di pensionamento alla speranza di vita). Il pvl è del parere che l'aumento della speranza di vita giustificherebbe un incremento dell'età di riferimento a 67 anni, il che però non otterrebbe una maggioranza dei consensi né si concilierebbe con l’attuale situazione del mercato del lavoro. Il partito propone inoltre di passare a un sistema che preveda il versamento di rendite dopo un determinato periodo di vita attiva. L'UDC ritiene che subito dopo l'armonizzazione (immediata) dell'età di pensionamento delle donne vadano assolutamente create le basi strutturali per poter innalzare l'età di riferimento oltre i 65 anni (conformemente alla mozione de Courten 13.3542 Garantire il finanziamento dell'AVS senza massicci aumenti di imposte o contributi e alla mozione 12.4131 Adeguare automaticamente l'età di pensionamento alla speranza di vita). Il PLR chiede un ulteriore aumento graduale di al massimo 24 mesi che funga da freno all'indebitamento, vincolato a un aumento dell'IVA di 0,4 punti percentuali al massimo. Tra gli argomenti addotti dai partiti per giustificare le loro posizioni figurano il prolungamento dell'attività lucrativa quale strumento di finanziamento principale (PBD) e l'impossibilità per la popolazione di sostenere in futuro l'onere finanziario senza un aumento dell'età di riferimento (pvl).

I partiti di sinistra e centrosinistra (PSS, PES, PCS e PSdL) si dichiarano contrari a un allineamento dell'età di pensionamento delle donne a quella degli uomini. Considerando la discriminazione salariale, il PSS si oppone alla pretesa di penalizzare ulteriormente le donne e respinge l'aumento a 65 anni fintantoché la parità salariale non diventi una realtà consolidata e non si intravvedano concretamente notevoli miglioramenti a favore delle donne, in particolare mediante il rafforzamento del 1° pilastro, nel cui quadro il partito esige progressi tangibili e quantificabili a favore delle donne. Anche PES, PCS e PSdL fanno valere le peculiarità dei percorsi di vita delle donne e gli svantaggi per queste ultime in termini di salario e in altri ambiti, ritenendo necessario risolvere innanzitutto tali problemi.