Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/160: Avamprogetto di ordinanza relativa alla riveduta legge sulla cittadinanza · 46 pagine
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6 Sintesi
Riassumendo, la maggioranza (37) dei partecipanti alla consultazione (61) approva l’ordinanza relativa alla riveduta legge sulla cittadinanza.
Una netta maggioranza dei Cantoni plaude all’avamprogetto e in particolare
all’armonizzazione delle condizioni di naturalizzazione a livello svizzero, pegno di
un’esecuzione uniforme delle naturalizzazioni in Svizzera. Alcuni Cantoni formulano tuttavia alcune critiche a causa dell’ingente onere lavorativo supplementare e delle difficoltà che potrebbero insorgere all’attuazione. A fronte dei necessari lavori di attuazione, l’entrata in vigore della nuova legge sulla cittadinanza e della pertinente ordinanza è prevista per la primavera 2017. 8 Cantoni si oppongono espressamente a questa scadenza.
Tra i partiti rappresentati in seno all’Assemblea federale pronunciatisi nel quadro della consultazione, PES e UDC si oppongono all’avamprogetto. L’UDC motiva il proprio rigetto adducendo che l’avamprogetto è contrario alla volontà maggioritaria espressa durante i dibattimenti in Parlamento. Il PES teme invece che le numerose nozioni giuridiche indeterminate presenti nel testo conducano a decisioni arbitrarie in sede di procedura di naturalizzazione.
L’avamprogetto gode dell’appoggio delle associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna. Tra le associazioni mantello dell’economia, l’USAM approva
l’avamprogetto mentre Travail.Suisse teme che non tenga debitamente conto del principio di proporzionalità e di quello della non discriminazione. La CFM considera che si sia persa un’opportunità di operare un cambiamento di prospettiva dovuto da tempo. Anche altre organizzazioni si mostrano critiche, segnatamente per quanto riguarda i criteri d’integrazione, la cui concretizzazione lascia alle autorità, come sinora, un ampio margine di discrezionalità. Chiedono una procedura trasparente e professionale, che tuteli i richiedenti la naturalizzazione da discriminazione e arbitrarietà.
I criteri d’integrazione rappresentano il punto che più di tutti suscita rigetto e riserve. Questi i criteri: familiarità con le condizioni di vita svizzere, rispetto della sicurezza interna ed esterna e della sicurezza e dell’ordine pubblici, rispetto dei valori della Costituzione federale, competenze linguistiche, partecipazione alla vita economica o all’acquisizione di una formazione nonché incoraggiamento all’integrazione dei membri della famiglia.
Familiarità con le condizioni di vita svizzere: la maggioranza dei partecipanti alla consultazione trova giusto che i richiedenti la naturalizzazione siano sottoposti a questa condizione. Anche l’esecuzione di test sulla realtà geografica, storica, politica e societale è approvata in maniera pressoché incontestata.
Compromissione della sicurezza interna o esterna della Svizzera: la maggioranza dei partecipanti alla consultazione approva questa disposizione. Singoli partecipanti precisano tuttavia che per supporre una minaccia per la sicurezza interna o esterna della Svizzera non basta la mera esistenza di indizi concreti.