Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/160: Avamprogetto di ordinanza relativa alla riveduta legge sulla cittadinanza · 46 pagine

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Osservanza della sicurezza e dell’ordine pubblici: oltre un terzo dei partecipanti alla consultazione formula riserve per quanto riguarda la concretizzazione della nozione di osservanza della sicurezza e dell’ordine pubblici. Le riserve sono legate all’impossibilità di testare tutte le condizioni mediante consultazione del casellario giudiziale. Nello specifico appare troppo complessa la disciplina derogatoria che consente la naturalizzazione anche in presenza di un’iscrizione nel casellario giudiziale della Confederazione. Al riguardo i Cantoni segnalano che i Comuni non hanno accesso al casellario giudiziale informatizzato VOSTRA.

Rispetto dei valori della Costituzione federale: poco meno di un terzo dei partecipanti alla consultazione si oppone alla firma di una dichiarazione di lealtà, considerandola un mero atto simbolico per nulla garante di un impegno futuro in termini di lealtà nei riguardi dei valori fondamentali della Svizzera. Qualora la dichiarazione di lealtà sia mantenuta, alcuni partecipanti alla consultazione chiedono che la Confederazione ne decida la forma e il contenuto.

Capacità di comunicare in una lingua nazionale: metà dei partecipanti alla consultazione formula riserve in merito alla dimostrazione delle conoscenze linguistiche richieste in vista della naturalizzazione. Le opinioni divergono anche per quanto riguarda il livello di conoscenza richiesto. Circa un terzo dei pareri critica la proposta del Consiglio federale di esigere competenze orali corrispondenti al livello di riferimento B1 e competenze scritte corrispondenti al livello di riferimento A2 del Quadro di Riferimento Europeo Comune per le lingue (QCER). Vi è divergenza di opinioni anche per quanto riguarda le condizioni che rendono superflua una dimostrazione del livello linguistico.

Partecipazione alla vita economica o acquisizione di una formazione: circa un terzo dei partecipanti alla consultazione chiede che la percezione dell’aiuto sociale non costituisca un ostacolo alla naturalizzazione o perlomeno considera la disciplina proposta troppo radicale. Il Canton VD e la CSIAS non riconoscono al Consiglio federale una competenza sufficiente per dichiarare la dipendenza dall’aiuto sociale incompatibile con la naturalizzazione.

Incoraggiamento all’integrazione dei membri della famiglia: 8 partecipanti alla consultazione rigettano questa disposizione in quanto fornisce un catalogo di desiderata non esaustivo che dà un ampio margine di discrezionalità alle autorità.

Deroghe ai criteri di integrazione: la maggior parte dei partecipanti alla consultazione è favorevole alla possibilità di derogare ai criteri di integrazione per determinati gruppi di persone. Le opinioni divergono tuttavia per quanto riguarda i gruppi di persone che devono poter beneficiare delle deroghe. Alcuni propongono come gruppo target le persone affette da malattie psichiche o da disturbi da stress postraumatico oppure che percepiscono una rendita di invalidità.

La concretizzazione degli iter procedurali riscontra perlopiù approvazione, sebbene i Cantoni sollevino frequenti critiche a fronte dell’onere lavorativo supplementare. Secondo alcuni Cantoni e secondo le associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna è pressoché impossibile rispettare il termine previsto per la stesura del rapporto d’indagine in vista di determinare se sono adempite le condizioni per la naturalizzazione agevolata. I Cantoni approvano, in linea di massima, l’aumento delle aliquote delle tasse. Soltanto Binational deplora il fatto che le tasse siano prelevate, di norma, in anticipo e a fondo perso.