Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/78: Protocollo n. 15 recante emendamento alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali · 6 pagine

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Sintesi dei risultati della consultazione Riferimento/incarto: COO.2180.109.7.143719 / 2014/00004

1. Introduzione

Il 13 agosto 2014 il Consiglio federale ha autorizzato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) a porre in consultazione l’approvazione del Protocollo n. 15 alla CEDU. Il DFGP ha dunque invitato i Cantoni, i partiti rappresentati in seno all'Assemblea federale e le associazioni e organizzazioni interessate a esprimersi entro il

13 novembre 2014.

Hanno risposto 41 dei 58 interpellati1, due dei quali hanno esplicitamente rinunciato a esprimersi sul contenuto (UCS, SIC Svizzera). Hanno preso posizione 25 Cantoni,

quattro partiti e 12 organizzazioni (2 hanno rinunciato).

2. Valutazione generale del progetto

La maggior parte dei partecipanti è favorevole all’approvazione del Protocollo n. 15 (22 Cantoni, 3 partiti, 7 organizzazioni), tre l’hanno respinta (1 partito [UDC] e 2 organizzazioni [usam, syna]), mentre tre Cantoni non hanno formulato alcuna osservazione.

Un’organizzazione (FSA) non ha preso posizione, ma ha espresso grande scetticismo. Due organizzazioni (USS, ICJ-CH) auspicano una rapida ratifica del Protocollo.

Per alcuni partecipanti le modifiche proposte sono di carattere tecnico (ZH, UR, OW, SO, TI, FSA, Uni-GE) o di poco conto (usam). Un Cantone e due organizzazioni (GE, usam, FSA) dubitano che le misure proposte permettano di ridurre il carico di lavoro della Corte EDU (qui di seguito Corte). Visto il numero dei potenziali ricorrenti, un Cantone (GE) ritiene più efficace aumentare il numero di giudici della Corte. Per

un’organizzazione, la Svizzera dovrebbe contrastare il sovraccarico della Corte non creando nuovi ostacoli, bensì mettendo a disposizione risorse supplementari (syna).

3. Pareri relativi alle singole disposizioni

La maggior parte dei partecipanti si è limitata ad esprimersi a favore di una ratifica. Sette Cantoni (LU, SZ, OW, AG, VD, NE, GE), tre partiti (PPD, PLR-Lib, UDC) e dieci organizzazioni (usam, USS, syna, ai, ASM, ICJ-CH, FSA, Uni-GE, fer-GE, CP) hanno esplicitamente commentato singole disposizioni del Protocollo.

3.1. Decreto federale che approva il Protocollo n. 15

22 Cantoni (ZH, LU, UR, SZ, OW, GL, ZG, SO, BS, BL, SH, AR, AI, SG, AG, TG, TI, VD, VS, NE, GE, JU), tre partiti (PPD, PLR-Lib, PS) e sette organizzazioni (ai, ASM, ICJ-CH, Uni-GE, fer-GE, CP) sostengono espressamente l’approvazione del Protocollo

n. 15 alla CEDU. Tre Cantoni (BE, FR, GR) non hanno osservazioni in merito al progetto. Secondo Uni-GE le proposte di riforma, seppur modeste, vanno nella direzione giusta. L’ASM sottolinea la necessità di ulteriori riforme (in particolare obbligo per la Corte di attenersi ai fatti accertati dai tribunali nazionali e selezione dei giudici della Corte).

3.2. Articolo 1 del Protocollo n. 15

Cinque Cantoni (LU, SZ, OW, AG, VD), due partiti (PPD, PLR-Lib) e tre organizzazioni (USS, fer-GE, CP) ritengono che la menzione del principio di sussidiarietà nel preambolo rappresenti un segnale importante all’indirizzo della Corte; per un partito (PLR-Lib) si tratta anche di negare alla Corte il ruolo di «quarta istanza». Per l’ASM, il principio di sussidiarietà è fondamentale per la credibilità della giurisprudenza della Corte. Un Cantone (TG) ritiene che la ratifica del Protocollo n. 16 vanificherebbe il potenziamento del principio di sussidiarietà. Per un Cantone (GE) la disposizione non incide sulla prassi; un Cantone (VD) ritiene necessario che la Corte controlli in maniera rigorosa il margine

1 Non hanno preso posizione: NW, NE, CdC; PBD, csp-ow, psc-AV, PEV, PES, glp, Lega, MCG; ACS, SAB; Ecosu, USI, USC, ASB, Travail.Suisse; GDS, LSDH, mers, CSDU.