Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/104: Revisione dell'ordinanza sull'energia (OEn): Aumento del supplemento di cui all'art. 15<i>b</i> della legge sull'energia (art. 3<i>j</i> cpv. 1 OEn) · 9 pagine
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1.3 Calendario
I gestori di rete sono tenuti, al più tardi entro il 31 agosto di ogni anno, a pubblicare, tra le altre cose, i tariffari per l’utilizzazione della rete e quelli per l'energia elettrica (art. 12 cpv. 1 della legge del 23 marzo 2007 sull'approvvigionamento elettrico, LAEl in combinato disposto con l'art. 10 dell'ordinanza del 14 marzo 2008 sull'approvvigionamento elettrico, OAEl), nonché a notificare alla Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) eventuali aumenti delle tariffe dell'energia elettrica (art. 22 cpv. 2 lett. b LAEl in combinato disposto con l'art. 4 cpv. 3 OAEl). La fissazione di queste tariffe dipende, tra l'altro, dall'importo del supplemento di rete nell'anno seguente. Se quest'ultimo viene modificato, i gestori di rete devono saperlo con sufficiente anticipo, nel caso ideale circa due mesi prima del 31 agosto. Ciò implica che il Consiglio federale stabilisca il nuovo importo del supplemento di rete al più tardi a metà dell'anno civile. I dati per il calcolo del supplemento di rete sono disponibili solo nel corso del primo trimestre.
La presente modifica dell'articolo 3j OEn sarà quindi decisa dal Consiglio federale nel giugno 2016 e messa in vigore a decorrere dal 1º gennaio 2017.
2 Punti essenziali del progetto
2.1 Aumento del supplemento di rete dal 1° gennaio 2017
Attualmente con il supplemento di rete di 1,3 ct./kWh vengono incassati 741 milioni di franchi all'anno, utilizzati, in gran parte, per la promozione della produzione di energia elettrica a partire da fonti rinnovabili, ma anche per l'indennizzo delle misure di risanamento delle centrali idroelettriche (57 milioni di franchi), per gare pubbliche per l'efficienza energetica (40 milioni di franchi) e per rimborsi ai grandi consumatori (53 milioni di franchi; cfr. tabella 2).
Dalle analisi dell'UFE è emerso che queste entrate, dal prossimo anno, non saranno più sufficienti a garantire la liquidità del fondo LEne nei vent'anni che seguiranno (fino alla scadenza della durata della rimunerazione). Ciò si deve al fatto che i progetti concernenti in particolare l'energia eolica, la biomassa e le piccole centrali idroelettriche necessitano di vari anni per la messa in esercizio dell'impianto e incidono sui costi solo dopo molti anni. Ci vorrà quindi tanto tempo prima che le decisioni attuali si ripercuotano sul fondo LEne. Poiché al momento non è ancora certo se e quando la nuova legge sull'energia entrerà in vigore nell'ambito della Strategia energetica 2050, la liquidità deve essere garantita comunque, anche senza il previsto aumento del tetto massimo di spesa a 2,3 ct./kWh. Per questo motivo, dal 2016 si dovranno costituire le adeguate riserve.
Data la situazione tesa, sono stati al contempo ridotti notevolmente i contingenti per gli impianti che saranno ammessi a beneficiare della RIC: nel 2016 saranno liberati solo 50 MW per gli impianti fotovoltaici e 27 MW per altre categorie (piccole centrali idroelettriche, eoliche, a biomasse e geotermiche). Saranno anche ridotti, nel limite del possibile, i versamenti delle RU. In questo modo, la promozione di nuovi impianti al momento potrà essere ancora mantenuta a un livello limitato.
Per poter finanziare le misure summenzionate, nel 2017 saranno necessarie entrate per circa 798 milioni di franchi (più 57 milioni di franchi per l'indennizzo delle misure di risanamento delle centrali idroelettriche). Il supplemento di rete attualmente in vigore dovrà pertanto essere aumentato a 1,5 ct./kWh dal 1° gennaio 2017.
2.2 Fattori che determinano i costi
Oltre alle variabili controllabili, come l'accettazione di nuovi impianti nel sistema di promozione, vi sono numerosi fattori supplementari non influenzabili che causano, al momento, un maggior fabbisogno di risorse. Tra questi figurano le entrate provenienti dal supplemento di rete che, in questi ultimi anni, tendono a diminuire dato il calo del consumo finale di energia elettrica (soprattutto a causa dell'inverno mite). Inoltre, i prezzi del mercato dell'elettricità1 si mantengono ancora al minimo storico (cfr. sotto).
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1 Quando i prezzi dell'energia elettrica sono bassi, calano i proventi della vendita dell'elettricità prodotta dagli impianti che beneficiano della RIC.