Rapporto sui risultati
Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 74 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 22Fedlex · Rapporto sui risultati
Referenz/Aktenzeichen: Q384-0702
Quanto ai partiti politici, PPD, PBD e PVL condividono, di massima, l’obiettivo globale. I Verdi, Giovani Verdi e PS lo respingono perché troppo basso. Da parte sua, il PLR approva l’obiettivo globale a certe condizioni, in particolare che le quote di riduzione in Svizzera e all’estero possano essere flessibili. L’UDC rifiuta per principio di definire obiettivi di riduzione. I Verdi, Giovani Verdi e PS ritengono che gli obiettivi dell’attuale progetto non basteranno per raggiungere gli obiettivi internazionali e che incomba alla Svizzera, Paese dalle forti emissioni passate e presenti, proporre obiettivi ambiziosi. Sono anche dell’avviso che la mancanza di ambizione del progetto porti la società e l’economia svizzere verso costi probabilmente insopportabili dopo il 2030. PS, I Verdi e Giovani Verdi vorrebbero che la pianificazione dei provvedimenti da prendere per giungere a emissioni a zero netto sia integrata nel progetto. Il PVL pensa anche che gli obiettivi del progetto siano insufficienti, ma riconosce che la situazione attuale (in particolare la mancanza di tecnologie innovative) non permette di fare di più. Da parte sua, il CSPO esprime un parere più sfumato, trova l’obiettivo ambizioso e afferma che non è realizzabile con provvedimenti soltanto in Svizzera. Inoltre teme che perseguire obiettivi di tale portata obbligherà con l’andare del tempo la Svizzera ad adottare un provvedimento che comporterà un aumento dei prezzi dei carburanti. I Giovani liberali radicali ritengono che l’obiettivo globale sia troppo ambizioso. Negli altri commenti, vari partiti politici rilevano che rimane ancora molto da fare nel settore dei trasporti. Così, PVL e PBD auspicherebbero che sia preso in considerazione un sistema di mobility pricing. Il PBD sottolinea che tutti i settori dovrebbero partecipare allo sforzo di riduzione delle emissioni. PS, I Verdi e Giovani Verdi si esprimono a favore dell’introduzione di un obiettivo medio. Il PLR chiede obiettivi medi più flessibili, il PPD vorrebbe che questi siano menzionati soltanto in modo indicativo, non vincolante, nella legge.
Le associazioni mantello dell’economia sono divise riguardo all’obiettivo globale. Travail.Suisse, öbu e swisscleantech approvano l’obiettivo di riduzione del 50 per cento, a condizione che la quota minima di riduzione da realizzare in Svizzera sia portata al 40 per cento. Swissmem ed economiesuisse sono condividono l’obiettivo globale, chiedono però una ripartizione più flessibile tra Svizzera ed estero. L’USS chiede obiettivi indicativi invece che vincolanti e costruzionesvizzera sottolinea che l’obiettivo globale dovrebbe essere orientato maggiormente sul potenziale di riduzione effettivo. L’USS chiede un obiettivo globale più elevato. Al contrario, GastroSuisse, SSIC e Centre Patronal propongono di abbassare l’obiettivo globale al 40 per cento. GastroSuisse e SSIC sottolineano che l’obiettivo globale è troppo alto, in particolare rispetto all’UE, nostro principale partner commerciale. Da parte sua, il Centre Patronal sostiene che l’impatto delle riduzioni di emissioni della Svizzera saranno esigue su scala mondiale e ricorda anche che, contrariamente all’UE, la Svizzera non può suddividere una media di riduzione tra varie entità. In modo più attenuato, USC e USAM esprimono dubbi riguardo alla possibilità di raggiungere gli obiettivi nei tempi previsti, e costruzionesvizzera ricorda che la capacità concorrenziale della Svizzera dev’essere curata. Quanto all’obiettivo medio, USS, Swissmem, öbu ed economiesuisse vi si dicono favorevoli. Swissmem saluta la fissazione di un obiettivo medio purché rimanga possibile per la Svizzera raggiungere l’obiettivo globale persino in caso di superamento di questa media durante uno o più anni. L’öbu auspica che l’obiettivo medio sia aumentato al 40 per cento.
Nel gruppo degli attori dell’economia energetica, la maggioranza dei partecipanti (p. es. Energie Wasser Bern, APP, Fachverband WKK) condivide l’obiettivo globale proposto. Gruppo E e regioGrid dicono in particolare di appoggiare la sostituzione di agenti energetici fossili con agenti rinnovabili. SES, Swissolar e AEE sostengono per contro un obiettivo globale del 60 per cento. SES, Swissolar e Società Svizzera per la Geotermia (SSG) ritengono che gli obiettivi del progetto non basteranno a raggiungere gli obiettivi internazionali. AEE è altresì dell’avviso che l’ambizione di contenere l’aumento delle temperature al di sotto di 2° C dev’essere inserita nella legge. Viceversa, tre partecipanti, tra i quali Swissoil, respingono l’obiettivo globale perché troppo ambizioso. Regio Energie Solothurn e V3E vogliono ad esempio abbassare l’obiettivo al 40 per cento (quello che credono essere l’obiettivo dell’UE16). Per Swissoil, l’obiettivo globale previsto è irrealizzabile, poiché persino l’obiettivo attuale del 20 per cento non sarebbe, a
16 L’obiettivo di riduzione delle emissioni di meno 40 % che si è fissato l’UE corrisponde in realtà al suo obiettivo di riduzione delle emissioni da realizzare sul proprio territorio e non è quindi paragonabile all’obiettivo globale proposto dal presente progetto, poiché questo obiettivo di meno 50 % comprende le parti delle riduzioni da conseguire in Svizzera e all’estero. 22/74 233.11-00703/00034/00003/Q384-0702