Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 74 pagine

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Referenz/Aktenzeichen: Q384-0702

6 Revisione totale della legge sul CO2 per il periodo successivo al 2020

Di seguito vengono presentati i pareri sui diversi aspetti e strumenti del progetto di revisione totale della legge sul CO2. Dopo una breve analisi quantitativa, di volta in volta i pareri vengono riassunti secondo il gruppo di partecipanti.

6.1 Obiettivo globale e obiettivo medio della Svizzera

Già alla vigilia dell’Accordo di Parigi, la Svizzera aveva annunciato a livello internazionale i propri obiettivi di riduzione delle emissioni:

- un obiettivo globale: entro il 2030 riduzione delle emissioni di gas serra del 50 per cento rispetto al 1990; e

- un obiettivo medio: nella media del periodo 2021–2030 riduzione delle emissioni di gas serra del 35 per cento rispetto al 1990.

Quanto all’obiettivo globale, il 47 per cento dei partecipanti15 è favorevole, il 32 per cento vorrebbe vederlo più elevato e il 21 per cento ne auspicherebbe la riduzione. Per quanto concerne l’obiettivo medio, le posizioni sono molto serrate: 43 partecipanti (p. es. FR, ZG, CDE, PLR, VSZ, Swissoil) vi si oppongono, mentre 37 (p. es. GL, BE, UR, IG DHS, Alleanza climatica Svizzera) vi sono favorevoli.

I Cantoni e i Comuni condividono a maggioranza l’obiettivo globale della Svizzera, così AG, GR, SO, BL, ZG, GL, UR e SG spiegano che il 50 per cento proposto si coniugherebbe bene con le conoscenze scientifiche. BE, BS e AG sottolineano che l’obiettivo globale del 50 per cento, pur se ambizioso, è però assolutamente attuabile. LU condivide l’obiettivo globale del 50 per cento. AG e GR osservano che un obiettivo globale ambizioso può essere una grossa opportunità per l’economia svizzera. GE, SH e Città di Zurigo chiedono un obiettivo globale più ambizioso. I Cantoni esprimono però anche riserve. Molti di loro (AI, GL, SG, ZH, NE, VS, NW, OW, BL, UR) seguono così i pareri della CDE e della DCAP e pur sostenendo, di massima, l’obiettivo globale del 50 per cento, giudicano però inadeguati i provvedimenti proposti per raggiungere questo obiettivo. Fintanto che si pongono obiettivi così ambiziosi soltanto nei settori degli edifici e dell’industria, ma non nel settore dei trasporti, questi Cantoni chiedono un abbassamento dell’obiettivo globale al 40 per cento. Sei del gruppo dei Cantoni e dei Comuni (FR, ZG, AG, GL, VS, Città di Soletta) giudicano in modo piuttosto critico l’introduzione di un obiettivo medio: FR, ZG e Città di Soletta non ritengono necessario l’obiettivo medio, mentre AG lo designa come irrealistico. VS vorrebbe peraltro che questo obiettivo medio fosse abbassato al 28 per cento. JU, UR e VD evidenziano in particolare che l’ambito dei trasporti possiede ancora grandi potenziali di riduzione.

Conferenze, commissioni, associazioni dei Comuni si esprimono in modo divergente sull’obiettivo globale. DCAP, CDE e CGCA argomentano che l’obiettivo globale del 50 per cento può essere raggiunto soltanto con un contributo più importante da parte del settore dei trasporti. Ma poiché i provvedimenti proposti nella legge sul CO2 non lo prevedono, questo obiettivo dovrebbere essere abbassato al 40 per cento. Questi tre partecipanti ritengono tuttavia che incomba alla Svizzera, quale Paese responsabile di importanti emissioni di CO2, stabilire obiettivi ambiziosi. Quanto agli altri partecipanti, l’ACS sostiene l’obiettivo globale, mentre l’UCS ritiene che gli obiettivi manchino d’ambizione. Quest’ultima propone un tasso di riduzione di almeno il quattro per cento l’anno (invece del due % l’anno). DCAP, CDE e CGCA si esprimono in modo critico sull’obiettivo medio e pensano che non sia davvero utile. L’ACS auspica una certa flessibilità per l’obiettivo medio, ad esempio una fascia di fluttuazione tra il 30 e il 50 per cento.

15 Queste percentuali tengono conto unicamente dei partecipanti che hanno esplicitato in modo chiaro la propria posizione rispetto agli obiettivi di riduzione delle emissioni. Il 100 % non corrisponde dunque alla totalità dei partecipanti alla consultazione, ma a 150 partecipanti. 21/74 233.11-00703/00034/00003/Q384-0702