Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 74 pagine

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Referenz/Aktenzeichen: Q384-0702

tiene conto di una parte molto importante delle emissioni, vale a dire quelle del traffico stradale. Klima-Seniorinnen Schweiz chiede allora che si fissi una tassa applicata a tutte le fonti di emissione di CO2, senza eccezione.

Tra le altre organizzazioni e associazioni, una netta maggioranza composta da 27 partecipanti (p. es. cemsuisse, EPFL, Holzbau Schweiz, KliK, Ökozentrum, SIA) è favorevole al principio dell’obbligo di compensazione per gli importatori di carburanti fossili. La FRC ritiene che, considerato che i carburanti non possono essere assoggettati a una tassa poiché graverebbe troppo sulle economie domestiche, questo provvedimento debba essere portato avanti. Diversi partecipanti (p. es. IG DHS, Alliance Sud, myclimate, Suissetec) vorrebbero fare di più e ritengono necessario abolire in particolare l’aliquota di compensazione massima dell’80 per cento. Al contrario, Accademie svizzere delle scienze, Prométerre o anche CNCI sono contrari al mantenimento dell’obbligo di compensare. Accademie svizzere delle scienze ritiene che sarà sempre più difficile per gli importatori trovare compensazioni utili. Quanto al fatto di fissare aliquote di compensazione in Svizzera e all’estero, una buona maggioranza dei partecipanti (p. es. Sacrificio Quaresimale, Lignum, Suissetec, Swiss Beef, TVS) è favorevole a un aumento di quella svizzera. Undici partecipanti (p. es. WaldSchweiz, myclimate, Holzbau Schweiz, Alliance Sud) sono in particolare dell’avviso che l’aliquota di compensazione minima in Svizzera non debba essere inferiore al 20 per cento. Holzindustrie Schweiz e Holzenergie Schweiz dicono di rifiutare la proposta fintanto che l’aliquota di compensazione minima in Svizzera non raggiunge almeno il 50 per cento. KliK è di un altro avviso e ritiene che l’aliquota di compensazione in Svizzera non debba superare il dieci per cento, aliquota che le sembra essere ottimale. Al contrario, cinque partecipanti (Fromarte, VSZ, Accademie svizzere delle scienze, CCIG, FER) si oppongono alle aliquote di compensazione. D’altra parte, 15 partecipanti (p. es. Alliance Sud, KliK, myclimate, Suissetec, SSIGA, Stiftung TRIGON) ritengono che debbano essere adottati più provvedimenti nel settore dei trasporti. UFS e Accademie svizzere delle scienze ritengono ad esempio che tutti i carburanti/combustibili dovrebbero essere tassati. Al contrario, cinque partecipanti (SAB, WBB, Solidaritätsfond Luzerner Bergbevölkerung, Prométerre, FRC) sono contrari all’aumento del prezzo dei carburanti. La FRC sottolinea anche che il settore del carburante non è flessibile, poiché le persone che abitano nelle zone periferiche non hanno le stesse possibilità delle altre quando devono spostarsi. Inoltre, KliK sottolinea che i biocarburanti costituiscono circa la metà del potenziale dei provvedimenti di compensazione in Svizzera. A causa di ciò, se l’abolizione dell’agevolazione fiscale per i biocarburanti dovesse indurre il crollo del loro mercato, l’aliquota di compensazione minima in Svizzera dovrebbe essere ridotta al cinque per cento.

Per quanto riguarda le imprese e i privati, una piccola maggioranza costituita da 18 partecipanti (p. es. Genève Aéroport, USC, business campaigning GmbH, Paul Scherrer Institut) è favorevole all’obbligo di compensare per gli importatori di carburanti. Cinque di questi partecipanti (business campaigning GmbH, Coop, Bell AG, Migros, Emmi Schweiz AG) vorrebbero d’altronde l’aumento dell’aliquota di compensazione minima globale. Al contrario, 14 partecipanti (p. es. Energie Seeland AG, Gaznat SA) si oppongono all’obbligo di compensare per gli importatori di carburanti. SFPI, Energie Zürichsee Linth AG o anche Wynagas AG rifiutano questo provvedimento a causa dell’ineguaglianza di trattamento tra i carburanti e i combustibili. L’ETHZ ritiene che sarà sempre più difficile per gli importatori trovare compensazioni utili e che prevenire i doppi conteggi richiede troppo lavoro amministrativo. Per quanto concerne le aliquote di compensazione svizzere ed estere, 14 partecipanti (p. es. USC, business campaigning GmbH, KFN) sono non soltanto favorevoli, ma vorrebbero anche vedere aumentata l’aliquota di compensazione minima in Svizzera. Diversi partecipanti (Swiss Krono AG, Glasi, Flumroc AG) sono dell’avviso che le compensazioni effettuate in Svizzera permettano di sviluppare conoscenze e posti di lavoro in Svizzera e garantiscano anche una certa qualità. La fenaco Genossenschaft ritiene che l’insieme delle compensazioni si dovrebbe fare in Svizzera. Coop, Bell AG e Migros sono dell’avviso che le aliquote di compensazione in Svizzera e all’estero devono essere fissate in un rapporto di 60:40. Al contrario, 12 partecipanti (p. es. AG Ziegelwerke Muri, AGZ Ziegeleien AG, ETHZ, General Electric (Switzerland) GmbH) vorrebbero più flessibilità tra le aliquote di compensazione svizzere ed estere. Peraltro, 19 organizzazioni (p. es. business campaigning GmbH, ETHZ, IB Langenthal AG, Werke am Zürichsee AG, Ziegelwerke Roggwil AG) invitano all’adozione di più provvedimenti nel settore dei trasporti. Per vari partecipanti (p. es. IBAarau AG, SWL Energie AG, ZZ Wancor AG) il trattamento dei

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