Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 74 pagine

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Referenz/Aktenzeichen: Q384-0702

Quanto alle organizzazioni di trasporto privato e pubblico, la maggioranza dei partecipanti (PRO VELO Svizzera, ATA, CESAR, Mobilità pedonale Svizzera, auto-schweiz, FSS, UPSA) ritiene che la Svizzera debba seguire le prescrizioni dell’UE. FSS, UPSA, TCS e auto-schweiz si oppongono invece alle normative sugli autofurgoni e sui trattori a sella. L’UPSA è dell’avviso che la Svizzera non possa introdurre prescrizioni per questi tipi di veicoli a causa della sua topografia, della durata di trasporto e delle condizioni fiscali generali. Il TCS, inoltre, essendo comunque favorevole alle prescrizioni applicabili alle emissioni dei nuovi veicoli, ritiene tuttavia che le norme per gli autofurgoni e i trattori incoraggerebbero le imprese a utilizzare veicoli più grandi piuttosto che i loro furgoncini. L’UPSA è altresì dell’avviso che con questo progetto si rischia di incoraggiare l’acquisto di veicoli eccessivamente potenti. L’UPSA ricorda peraltro che rispetto all’UE, che può compensare con la minore densità di veicoli ad alto consumo in Europa dell’Est, la Svizzera ha maggiori difficoltà a raggiungere i valori prescritti. Viceversa, PRO VELO Svizzera, ATA, Mobilità pedonale Svizzera e CESAR salutano l’abbassamento della media da 130 a 95 g di CO2/km prodotti per i nuovi veicoli, ma con l’andare del tempo vorrebbero tuttavia un rafforzamento delle norme (p. es. 60g CO2/km nel 2023 e 20 g CO2/km nel 2030). Queste quattro organizzazioni ritengono anche necessario stilare un regolamento specifico per i veicoli di oltre 3,5 tonnellate. Propongono inoltre che la Confederazione verifichi la validità e la conformità dei test anti-inquinamento. Per quanto riguarda i «Supercrediti», PRO VELO Svizzera, ATA, Mobilità pedonale Svizzera e CESAR reputano criticabile il mantenimento di questa norma poiché anche i veicoli elettrici inquinano. Al contrario, FSS, UPSA e auto-schweiz sostengono questa normativa in phasing-in per il computo dei veicoli a basse emissioni. La FSS sostiene peraltro il computo dei biocarburanti nelle riduzioni delle emissioni.

Dalla parte delle organizzazioni ambientaliste, tutti i partecipanti che si sono espressi su questo argomento (p. es. Alleanza climatica Svizzera, PUSCH, BirdLife Svizzera, ACG, Greenpeace Schweiz) sono favorevoli alla proposta. Questi partecipanti accolgono con soddisfazione l’abbassamento del valore di emissioni medio da 130 a 95 g di CO2/km per i nuovi veicoli. Ritengono che la Svizzera debba seguire le prescrizioni dell’UE, ma che con l’andare del tempo le norme del progetto potrebbero ancora essere rafforzate (p. es. 60g CO2/km nel 2023 e 20 g CO2/km nel 2030). Le organizzazioni ambientaliste vorrebbero anche l’emanazione di un regolamento specifico per i veicoli di oltre 3,5 tonnellate. Quasi tutti i partecipanti propongono inoltre che la Confederazione verifichi la validità e la conformità dei test antiinquinamento. Poiché anche un veicolo elettrico inquina, la maggior parte dei partecipanti critica inoltre il mantenimento dei «Supercrediti».

Tra le altre organizzazioni e associazioni, una buona maggioranza di 36 partecipanti (p. es. AWV, SAB, cemsuisse, CNCI, GSGI, IG DHS, ATS, FSPC) è favorevole al mantenimento delle prescrizioni sui veicoli. Fromarte ritiene ad esempio che sia importante che tutti i settori siano interessati da provvedimenti di riduzione delle emissioni, allo scopo di raggiungere gli obiettivi. Peraltro, 14 dei 36 partecipanti favorevoli (p. es. Accademie svizzere delle scienze, FRC, Energia legno Svizzera, UFS) vorrebbero fare di più. La FRC sottolinea che se la Svizzera non seguisse almeno le prescrizioni dell’UE, rischierebbe di diventare un santuario per i veicoli eccessivamente potenti. Accademie svizzere delle scienze ricorda che un provvedimento sui carburanti in generale sarebbe più efficace. Vorrebbe peraltro che gli acquirenti siano informati sui valori delle emissioni dei loro veicoli e sugli eventuali superamenti dei valori prescritti. Contrariamente ai partecipanti qui sopra, South Pole Group, Aqua Nostra, CCIG, FER e Commercio Svizzera trovano il progetto troppo ambizioso. Per South Pole Group, la prescrizione proposta è irrealizzabile entro il 2021 tenuto conto della flotta veicoli svizzera (assai diversa da quella dell’UE). Commercio Svizzera sarebbe favorevole all’abolizione delle prescrizioni per i trattori a sella leggeri e per i veicoli utilitari. Peraltro, IG DHS e SSIGA ritengono che la promozione dei biocarburanti debba continuare, in particolare con agevolazioni fiscali.

Quanto alle imprese e ai privati, una grande maggioranza composta da 40 partecipanti (p. es. Bell AG, Energie Zürichsee Linth AG, ETHZ, Flughafen Zürich AG) è piuttosto favorevole alla proposta. Vari partecipanti (p. es. SFPI, Erdgas Innerschwyz AG, Wynagas AG) sottolineano che lo strumento è basato sull’economia di mercato e che sembra avere dimostrato la sua efficacia. Da parte loro, taluni (p. es. Faktor-Plus KI GmbH, Swiss Krono AG, Flumroc AG) accolgono con soddisfazione l’abbassamento della media da 130 a 95 g di CO2/km per i nuovi veicoli. Metoxit AG o anche Keller AG Ziegeleien sono dell’avviso che i trasportatori svizzeri ed esteri devono essere soggetti agli stessi disciplinamenti. Nello

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