Rapporto sui risultati
Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 74 pagine
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Referenz/Aktenzeichen: Q384-0702
14.383725). Il PVL aggiunge che i biocarburanti che beneficiano di agevolazioni fiscali devono rispettare i criteri di sostenibilità. Il PPD mette in guardia contro un eventuale «Swiss Finish», che consisterebbe nel fissare prescrizioni più severe di quelle dei Paesi confinanti. Solamente l’UDC si oppone alla proposta sottolineando che queste prescrizioni penalizzano la Svizzera e la sua popolazione rispetto all’UE.
Quanto alle associazioni mantello nazionali dell’economia, Swissmem e l’USS sostengono il progetto così com’è proposto, mentre Travail.Suisse è dell’avviso che le norme potrebbero ancora essere rafforzate con l’andare del tempo (p. es. 60 g CO2/km nel 2023 e 20 g CO2/km nel 2030). Travail.Suisse auspicherebbe anche che venisse contemplata la possibilità di divieto dei motori a combustione entro il 2030. Tra i pareri più attenuati, l’USC ricorda che le famiglie contadine dipendono molto dai veicoli pesanti e chiede allora che il loro utilizzo rimanga possibile in futuro. Da parte loro, Swissmem, economiesuisse, USC concordano sulla necessità di allineare le prescrizioni svizzere a quelle dell’UE. Tuttavia, Centre Patronal, economiesuisse, öbu e swisscleantech trovano il progetto troppo ambizioso. Per queste quattro organizzazioni, la prescrizione proposta è irrealizzabile entro il 2021 tenuto conto della flotta veicoli svizzera, essendo quest’ultima molto diversa da quella dell’UE. Il Centre Patronal propone piuttosto l’introduzione di un adeguamento progressivo per fasce successive (75 % nel 2020 e 100 % nel 2025). Da parte sua, Öbu prenderebbe in considerazione l’idea di ridurre i valori delle emissioni di 20–40 g CO2/km a medio termine. Da parte sua, swisscleantech propone una riduzione a 45 g CO2/km entro il 2030 dei valori delle emissioni. economiesuisse ritiene che, tenuto conto delle specificità svizzere (montagne, redditi elevati ecc.), gli autofurgoni e i trattori a sella non dovrebbero fare parte del progetto. Negli altri commenti, economiesuisse è dell’avviso che occorra togliere le barriere normative per i biocarburanti. L’USAM pensa che i bonus per l’elettromobilità e l’agevolazione fiscale per i biocarburanti debbano essere portati avanti. L’organizzazione ritiene così che le quote di biocarburanti nelle emissioni delle nuove flotte debbano essere computate e imputate. Öbu è altresì dell’avviso che il mercato dei biocarburanti debba essere sviluppato.
Quanto agli attori dell’economia energetica, una maggioranza dei partecipanti (p. es. Fachverband WKK, IGEB, InfraWatt, IWB, Swisspower Netzwerk AG, VFS) è favorevole alla proposta. Gruppo E e regioGrid affermano ad esempio che è un provvedimento efficace. Swisspower Netzwerk AG, SES e BioFuels Svizzera preconizzano inoltre di seguire le prescrizioni dell’UE. Regio Energie Solothurn, Energie 360° AG e IWB sarebbero per contro favorevoli a una tassa sul CO2 per tutti i settori. ASIG, ewl ed Energie Thun AG propongono di considerare l’adozione di provvedimenti sui veicoli pesanti. Questi stessi tre partecipanti sottolineano che lo scandalo dei veicoli diesel ha dimostrato che l’allineamento dei valori limite ai valori reali è fondamentale. Nella stessa direzione, SES, AEE e Swissolar vorrebbero fare di più e propongono di abbassare a 20 g CO2/km entro il 2030 il valore soglia per le nuove flotte. Al contrario, SSG e Biomassa Svizzera sono dell’avviso che il progetto sia troppo ambizioso. Sottolineano che gli obiettivi fissati sono più difficili da raggiungere per la Svizzera che per l’UE, potendo quest’ultima equilibrare la più grande concentrazione di grossi motori in Europa occidentale con la più esigua concentrazione in quella dell’Est. Negli altri commenti, Regio Energie Solothurn e DSV ritengono che occorra incentivare i veicoli e carburanti alternativi e innovativi. L’AEE sottolinea il problema della fissazione della soglia limite a 3,5 tonnellate in caso di elettrizzazione dei furgoncini, data la necessità di utilizzare materiale pesante, in particolare grandi batterie. L’organizzazione propone quindi di alzare questa soglia per i veicoli elettrici. L’UP è dell’avviso che l’esenzione dall’imposta sugli oli minerali per i biocarburanti debba essere mantenuta poiché ha consentito di ridurre le emissioni. Cinque partecipanti (BioFuels Svizzera e Biomassa Svizzera, DSV, Energie 360° AG, ASIG) ritengono anche che debbano essere mantenute le agevolazioni fiscali applicate ai biocarburanti. Da parte sua, InfraWatt preconizza l’esenzione da questa imposta soltanto per i biocarburanti rispondenti alle norme ecologiche e sociali. Nello stesso ordine di idee, VFS e InfraWatt sono dell’avviso che i biocarburanti (p. es. power-to-fuel) hanno bisogno di normative d’incentivazione tuttora inesistenti.
25 Link al testo della mozione Böhni 14.3837: https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20143837 49/74 233.11-00703/00034/00003/Q384-0702