Rapporto sui risultati
Consultazione 2016/59: Decreti federali che introducono lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari con una nuova serie di stati e di territori a partire dal 2018/2019 · 17 pagine
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Rapporto del Dipartimento federale delle finanze sui risultati della procedura di consultazione riguardante l’introduzione dello scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari per il 2018/2019 con 41 Stati partner
degli Stati partner coinvolgerebbe esclusivamente Paesi in sviluppo industrializzati, emergenti e avanzati che vanterebbero un reddito relativamente elevato. Nelle file dei Partner per lo scambio automatico continuerebbero a mancare invece i Paesi in sviluppo più poveri. Alliance Sud invita pertanto il Consiglio federale ad avviare al più presto e proattivamente trattative a tale scopo con tutti gli Stati firmatari dell’Accordo SAI. A causa della fuga dei capitali all’estero, i Paesi in sviluppo sarebbero privati di miliardi di entrate ogni anno, fondi che potrebbero altrimenti investire in un miglioramento delle condizioni sociali ed economiche che esula dall’aiuto allo sviluppo. In tal senso, lo scambio automatico di informazioni potrebbe contribuire ad arginare il fenomeno dell’evasione fiscale in questi Paesi.
Il PPD approva gli accordi a favore dello scambio automatico di informazioni perché ritiene che la Svizzera debba ricorrere ai trattati internazionali in materia fiscale al fine di rafforzare la propria piazza economica. La Svizzera non dovrebbe però agire in solitaria e introdurre lo scambio automatico di informazioni con ulteriori Paesi senza tenere in considerazione le piazze finanziarie concorrenti e gli obblighi di adeguata verifica. Per questa ragione dovrebbe prestare particolare attenzione agli aspetti della parità di condizioni, della protezione dei dati, della regolarizzazione del passato nonché dell’accesso al mercato.
Anche l’ABPS, il CP, la Fondation GE sono a favore del progetto, poiché a confronto con gli altri Paesi la Svizzera sarebbe già in ritardo nell’introduzione dello scambio automatico di informazioni, suscitando il malcontento di alcuni Stati del G20 e dell’OCSE. Lo scambio automatico di informazioni su scala globale funzionerebbe invece soltanto se tutte le piazze finanziarie applicassero correttamente lo standard dell’OCSE.
In generale, l’ASB, economiesuisse, l’UBCS, l’ABES e l’ABG condividono la scelta di introdurre lo scambio automatico di informazioni con gli Stati e i territori proposti, purché l’attuale e futura politica convenzionale svizzera in materia si orienti ai seguenti criteri: adeguato posizionamento nei confronti di piazze finanziarie concorrenti, sufficienti possibilità di regolarizzazione del passato fiscale e potenziale di mercato dello Stato in questione per le operazioni transfrontaliere. Questi aspetti sarebbero determinanti allo scopo di garantire la concorrenzialità della piazza finanziaria svizzera a livello internazionale e dovrebbero sempre essere considerati nel quadro dell’attivazione dello scambio automatico di informazioni con gli Stati e i territori proposti.
Il PLR, alliancefinance, l’ASG e il PLR-GE chiedono che per introdurre lo scambio automatico di informazioni con uno Stato partner si tenga conto dell’esistenza di sufficienti possibilità di regolarizzazione, della garanzia della protezione dei dati e del principio di specialità e del reciproco scambio di dati conforme allo standard nei confronti della Svizzera e di altri importanti Stati. Essi ritengono che numerosi Stati partner selezionati presentino delle lacune in questi tre punti e pertanto criticano aspramente l’introduzione dello scambio automatico di informazioni con questi Stati. In generale essi respingono l’introduzione dello scambio automatico di informazioni con Stati e territori che non soddisfano i dovuti requisiti.
L’UDC è fermamente contraria all’introduzione dello scambio automatico di informazioni con altri Stati e territori ed esige una battuta d’arresto al fine di esaminare l’attuale rete di Stati partner per lo scambio automatico di informazioni prima di estenderla affrettatamente ad altri Stati e territori. Poiché la Svizzera ha comunque intrapreso questo cammino, dovrebbero quantomeno essere rispettati principi importanti come la parità di condizioni tra le piazze finanziarie, le possibilità di regolarizzazione, la protezione dei dati nonché sforzi evidenti in favore dell’accesso al mercato. Su tali aspetti esisterebbero tuttavia riserve profonde e motivate per la maggior parte degli Stati partner proposti. Dato che l’OCSE nutrirebbe soltanto delle semplici aspettative nei confronti della Svizzera, l’UDC considera sconcertante che il nostro Paese stia già concludendo altri accordi sullo scambio automatico di informazioni. Fintantoché gli Stati Uniti, in quanto principale membro dell’OCSE, non firmeranno accordi sullo scambio automatico di informazioni, l’UDC respingerà categoricamente l’estensione dell’attuale rete di Stati partner per lo scambio automatico di informazioni. Qualora il Consiglio federale dovesse licenziare un