Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/33: Pacchetto d'ordinanze in materie ambientale, primavera 2018 · 57 pagine

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Pacchetto di ordinanze ambientali primavera 2018 Rapporto sui risultati relativi all’OPAc

2 Rapporto sugli esiti della consultazione concernente l’ordinanza sulla protezione delle acque

2.1 Situazione iniziale

La temperatura dell’acqua è uno dei più incisivi parametri della vita e della prosperità degli organismi acquatici (specialmente i pesci) nelle acque superficiali. Pertanto gli allegati 2, 3.2 e 3.3 dell’ordinanza del 28 ottobre 1998 sulla protezione delle acque (OPAc; RS 814.201) contemplano esigenze relative alla qualità delle acque, nello specifico in merito alla loro temperatura e all’immissione di acque di scarico con carico termico modificato. Per garantire il rispetto di queste esigenze, ogni immissione di acque di scarico inquinate in un corso d’acqua, tra cui anche quelle con carico termico è soggetta all’autorizzazione dell’autorità competente (art. 7 cpv. 1 legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque, LPAc; RS 814.20). Questa autorizzazione è rilasciata soltanto se sono soddisfatte le esigenze relative all’immissione (art. 6 OPAc).

Con il progressivo riscaldamento climatico aumenta il carico termico delle acque e, di conseguenza, la pressione esercitata dal calore sugli organismi acquatici che prediligono temperature fredde. Sempre più spesso la temperatura di numerosi corsi d’acqua, senza considerare ulteriori influssi antropici diretti, supera il valore di 25 °C, oltre il quale gli apporti di calore di origine antropica non sono più ammessi. In un prossimo futuro, situazioni analoghe a quella dell’estate canicolare del 2003, quando ad esempio la temperatura del Reno a Basilea ha superato per 15 giorni l’asticella dei 25 °C (valori medi giornalieri), potrebbero verificarsi più spesso. Simili scenari avrebbero conseguenze: per adempiere le esigenze dell’ordinanza sulla protezione delle acque, la sospensione temporanea delle immissioni termiche nei corsi d’acqua avverrebbe infatti con maggiore frequenza, un’opzione spesso praticamente impossibile o possibile solo con notevoli conseguenze economiche. La problematica connessa alla temperatura massima dei 25 °C ammessa nei corsi d’acqua riguarda anche le centrali nucleari di Beznau I e II dotate di impianti equipaggiati di circuiti di raffreddamento aperti nonché, ma in misura ben minore, le centrali di Leibstadt e Gösgen dotate di torre di raffreddamento.

Onde attenuare la problematica descritta per le aziende con immissioni di calore nei corsi d’acqua, senza al contempo gravare ulteriormente le acque, occorre prevedere la possibilità di ammettere immissioni termiche con impatto minimo sulla temperatura delle acque anche quando la stessa supera i 25 °C. Sempre che lo stato della tecnica non consente di prevenire tali immissioni. Questa opportunità deve essere estesa anche alle centrali nucleari esistenti. Nei nuovi impianti equipaggiati di circuiti di raffreddamento aperti occorre adottare tutti i mezzi disponibili per contenere al minimo la produzione di calore residuo e far in modo che sia rilasciato nei corsi d’acqua soltanto il calore residuo non diversamente utilizzabile.

Inoltre va concretizzata l’attuale deroga per superamenti di breve durata della temperatura massima dell’acqua di raffreddamento in estate e in tali situazioni occorre consentire un raffreddamento più efficiente dal profilo energetico.

2.2 Pareri pervenuti

Oltre a sei riscontri relativi alla rinuncia a esprimere un parere, nel complesso sono pervenuti 46 pareri effettivi concernenti l’avamprogetto per la modifica dell’OPAc (tab. 1). Hanno espresso un parere 25 Cantoni, un’associazione cantonale, un’unione delle città, cinque organizzazioni ambientaliste nazionali, due istituti di ricerca, un partito rappresentato nell’Assemblea federale, un’organizzazione professionale, due associazioni mantello nazionali dell’economia, tre associazioni nazionali dell’economia energetica e cinque altri rappresentanti dell’economia.

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