Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/14: Modifica dell'ordinanza sui fondi propri (capitale «gone concern», deduzione per partecipazioni e altri adeguamenti) · 7 pagine
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Rapporto sui risultati concernente la consultazione relativa alla modifica dell’ordinanza sui fondi propri
3.2 Capitale «gone concern»
L’approccio differenziato adottato nell’introduzione delle esigenze «gone concern» per le banche sistemiche di rilevanza nazionale (D-SIBs) è apprezzato (GR, SG, TI, UR, PBD, PS-ZH, ASB, economiesuisse, BCZ, PostFinance, Raiffeisen, UBCS). Diversi partecipanti osservano che è ragionevole rinunciare a imporre tali esigenze alle banche non di rilevanza sistemica (GR, SG, TI, UR, VD, USAM, UBCS). Il PS-ZH ritiene che occorra riservare un trattamento differenziato nei confronti di BCZ, Postfinance e Raiffeisen al momento della definizione delle esigenze specifiche a ogni istituto.
Il PPD, l’UDC, l’ASB, economiesuisse, CS e UBS chiedono tuttavia parità di trattamento per le unità bancarie svizzere delle grandi banche, che dovrebbero essere sottoposte alle stesse esigenze delle banche sistemiche di rilevanza nazionale.
Per contro, vi sono divergenze di opinione concernenti l’ammontare delle esigenze «gone concern» (art. 132 cpv. 2 lett. b OFoP). Per il Cantone ZH e la BCZ la quota del 40 per cento dell’esigenza totale è adeguata ma dovrebbe corrispondere a un limite superiore massimo. Il PBD condivide questo parere mentre l’ASB, PostFinance e Raiffeisen, senza opporvisi, ritengono le esigenze troppo elevate, tanto più che, secondo PostFinance, le banche di rilevanza sistemica internazionale potrebbero beneficiare di sconti conformemente all’articolo 133 OFoP. Per contro, il PSS ritiene che la quota delle esigenze dovrebbe essere fissata al 50 per cento, mentre per la BNS la quota non dovrebbe scendere al di sotto del 40 per cento.
La riduzione delle esigenze in proporzione ai fondi supplementari detenuti da una banca
di rilevanza sistemica sotto forma di fondi propri di base di qualità primaria o di capitale convertibile che adempiono le esigenze applicabili ai fondi propri di base supplementari (art. 132 cpv. 4 OFoP) dà luogo a osservazioni da parte del Cantone ZH e delle banche BCZ, CS e Raiffeisen. Il Cantone ZH ritiene che il limite massimo fissato a un terzo e autorizzato per la riduzione sia arbitrario e chiede un computo integrale. Per la BCZ la disposizione penalizzerebbe le banche con importanti capitali che detengono un’elevata proporzione di fondi propri di base di qualità primaria o di capitale convertibile.
Per quanto concerne la regola secondo cui i fondi propri «gone concern» non possono es-
sere impiegati contemporaneamente per adempiere le esigenze «gone concern»
(art. 132 cpv. 6 OFoP), Raiffeisen propone che ci sia una regolamentazione differenziata a seconda che si tratti di un gruppo o di un singolo istituto.
Lo sconto concesso alle banche che dispongono di una garanzia dello Stato o di un meccanismo analogo (art. 132 cpv. 4 e 132a OFoP) è stato criticato da diversi Cantoni (GR, SG, TI, UR, ZH), dal PPD, dall’UDC, dal PS-ZH, dalla BCZ e dall’UBCS. Questi partecipanti concordano sul fatto che la garanzia dello Stato debba essere computata integralmente nelle esigenze «gone concern». Il Cantone ZH, la BCZ e l’UBCS ritengono che i Cantoni, in qualità di proprietari delle banche cantonali, non dovrebbero essere penalizzati rispetto alla Confederazione, poiché la disparità di trattamento tra la garanzia della Confederazione concessa a Post-Finance, riconosciuta al 100 per cento, e la garanzia dei Cantoni, riconosciuta soltanto al 50 per cento, sarebbe ingiustificata. Raiffeisen chiede che l’obbligo di finanziamento delle banche Raiffeisen nei confronti di Raiffeisen Svizzera sia riconosciuto come sistema simile. Per il PSS la garanzia dello Stato può essere computata al 100 per cento soltanto se i criteri che figurano nell’articolo 132 capoverso 2 lettera b OFoP sono strettamente soddisfatti. Tra questi
criteri, il termine di 48 ore entro il quale i fondi devono essere messi a disposizione della
FINMA è ritenuto poco pertinente e non opportuno da parte del Cantone ZH, del PS-ZH, dell’ASB, della BCZ e di PostFinance. Avendo una bassa quota di rischi di mercato volatili, la BCZ ritiene poco probabile il verificarsi inaspettato di una grave crisi del capitale che nel giro di 48 ore possa portare la banca all’insolvenza. L’ASB, la BCZ e PostFinance raccomandano di rinunciare a qualsiasi termine esplicito o, per lo meno, di introdurre una regola decisamente più flessibile.
Il Cantone ZH, il PS-ZH e la stessa BCZ ritengono che il progetto non prenda sufficientemente in considerazione il caso particolare della BCZ. Il Cantone ZH precisa che la BCZ beneficia
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