Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/15: Modifica della legge federale sulle indennità di perdita di guadagno per chi presta servizio e in caso di maternità (LIPG). Prolungare la durata dell'indennità di maternità in caso di soggiorno ospedaliero prolungato del neonato. · 10 pagine
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1 Situazione iniziale e contenuto del progetto
Il 2 marzo 2018 il Consiglio federale ha adottato e posto in consultazione l’avamprogetto di modifica della legge sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG; RS 834.1), il quale prevede la possibilità di versare più a lungo l’indennità di maternità alle madri il cui figlio neonato rimane in ospedale per oltre tre settimane dopo la nascita.
La modifica in questione adempie la mozione 16.3631 «Versare più a lungo l’indennità di maternità in caso di soggiorno ospedaliero prolungato del neonato», depositata dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati e accolta dalle due Camere, con la quale il Consiglio federale è incaricato di prevedere, nell’ambito delle indennità di perdita di guadagno (IPG), una disposizione che consenta di versare più a lungo l’indennità di maternità nel caso in cui il neonato debba rimanere in ospedale per oltre tre settimane dopo il parto. La mozione chiede di circoscrivere questa possibilità alle donne che riprendono un’attività lucrativa dopo il congedo di maternità.
Secondo il diritto vigente, le madri il cui figlio resta in ospedale per oltre tre settimane immediatamente dopo la nascita possono chiedere il differimento del versamento dell’indennità di maternità e, di conseguenza, del loro congedo di maternità. Per le donne in tale situazione, si pone dunque la questione del pagamento del salario durante questo lasso di tempo. La situazione giuridica attuale è incerta ed eterogenea. Né le IPG né altre assicurazioni sociali o private prevedono infatti prestazioni tali da garantire una copertura sufficiente nell’arco del periodo di differimento. Inoltre, il diritto al salario in caso d’impedimento al lavoro previsto dall’art. 324a cpv. 2 del Codice delle obbligazioni (CO) è limitato a tre settimane durante il primo anno di servizio e dipende per i successivi anni di servizio dalla discrezionalità dei giudici, il che comporta incertezze e lacune in alcuni casi.
Al fine di porre rimedio a questa situazione poco soddisfacente, si propone di prolungare di 56 giorni, ossia da 98 a 154 giorni, la durata del versamento dell’indennità di maternità nella LIPG e di circoscrivere questa possibilità alle donne che riprendono a lavorare dopo il congedo di maternità. La durata minima del soggiorno ospedaliero rimane di tre settimane. Inoltre, s’intende procedere ad alcuni adeguamenti nel CO in modo che il congedo di maternità e la protezione dalla disdetta siano prolungati nella stessa misura del diritto all’indennità.
Questo adeguamento consente di garantire l’indennizzo integrale della perdita di guadagno in circa l’80 per cento dei casi in cui l’ospedalizzazione viene prolungata e di coprire anche il periodo del divieto di occupazione durante le otto settimane dopo il parto. Inoltre, dato che l’importo annuo di 5,9 milioni di franchi necessario per la sua attuazione può essere finanziato con gli introiti attuali del regime delle IPG, esso non genera costi supplementari.
2 Sintesi della procedura di consultazione
La procedura di consultazione si è svolta dal 2 marzo al 12 giugno 2018. Oltre ai Cantoni, sono stati invitati a esprimersi i partiti rappresentati nell’Assemblea federale, le associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, le associazioni mantello dell’economia, le autorità e istituzioni affini nonché altre organizzazioni e organi d’esecuzione, per un totale di 63 destinatari. I partecipanti alla consultazione hanno potuto esprimersi liberamente in merito all’avamprogetto e al rapporto esplicativo, non avendo dovuto rispondere a domande precise. 54 partecipanti, invitati o spontanei, si sono espressi sulle disposizioni dell’avamprogetto (2 di essi hanno esplicitamente rinunciato a prendere posizione).
La tabella seguente riassume l’insieme dei pareri pervenuti.