Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/89: Servizi di mobilità multimodale · 59 pagine

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2. Atteggiamento generale

La grande maggioranza, circa tre quarti dei partecipanti, condivide l'orientamento del progetto confermando che in futuro la mobilità sarà connessa e che le offerte di mobilità multimodale racchiudono potenziale per un sistema globale dei trasporti più efficiente e devono essere promosse. Resta incontestata l'importanza del ruolo dei trasporti pubblici (TP), esplicitamente sottolineata da circa un terzo, al quale si contrappone circa un decimo dei partecipanti, che rimanda alla libera scelta del mezzo di trasporto. Singoli pareri chiedono di focalizzarsi ulteriormente su una mobilità rispettosa dell'ambiente e di realizzare offerte conformi allo stato attuale della tecnica.

Tra i sostenitori dell'orientamento la maggioranza ritiene che in linea di principio sia necessaria una regolamentazione e circa un settimo dei partecipanti di tutti gli ambienti lo ha affermato avanzando esplicite richieste. L'obiettivo è evitare che la situazione evolva in maniera incontrollata. La realizzazzione concreta di tale regolamentazione scatena opinioni divergenti: circa un terzo dei pareri chiede di valutare l’emanazione di una legge separata sulla mobilità multimodale invece di adeguare la LTV affinché, per garantire la reciprocità, si adottino disposizioni valide per tutti i fornitori di mobilità.

La maggior parte dei pareri, circa tre quarti, approva il sostegno della Confederazione alla realizzazione di infrastrutture per i dati e per la distribuzione, destinato a limitare al minimo le difficoltà di accesso dei fornitori di mobilità al mercato digitale. Spesso si ricorda che anche nei TP i poteri pubblici hanno ordinato o finanziato tramite i fondi del TRV la realizzazione della rispettiva infrastruttura per i dati e per la distribuzione.

All'apertura controllata dell'infrastruttura per la distribuzione nei TP è parzialmente o totalmente

favorevole una grande maggioranza dei pareri, circa tre quarti. Quasi la metà chiede che l'accesso alla distribuzione nei TP venga concesso solo se altri fornitori di mobilità (ad es. taxi, veicoli condivisi ecc.) accordano contemporaneamente l'accesso ai propri sistemi di distribuzione (per garantire la reciprocità). Singoli attori, in particolare del settore dei TP, pretendono che l'apertura si limiti ai biglietti singoli; circa un quarto dei partecipanti chiede che il progetto preveda una specie di «freno d'emergenza» per eventuali sviluppi negativi.

• Le condizioni di accesso (obbligo di notifica e stabile organizzazione in CH) per intermediari

della mobilità terzi sono approvate da una chiara maggioranza. Un'esigua minoranza ritiene che debbano essere autorizzate anche le imprese con sede in prossimità di una frontiera. Singole voci chiedono, inoltre, un obbligo di contratto collettivo di lavoro (CCL) per fornitori e intermediari della mobilità.

• La libertà di definizione dei prezzi è un soggetto controverso: circa un terzo dei partecipanti si

esprime chiaramente in suo favore, un altro terzo la approva ma chiede di limitarla, ad esempio, a offerte multimodali combinate, in modo che per la vendita di soli biglietti dei TP si applichi la regolamentazione dei prezzi; un altro terzo ancora la respinge soprattutto per timore che generi pressione sui prezzi dei TP.

• Una netta maggioranza è d'accordo che i TP concretizzino le disposizioni di legge nel quadro delle

normative di settore e che queste vengano approvate dall'UFT (analogamente alle norme in altri settori). Singoli pareri esigono che per determinati temi, in particolare la protezione dei dati, le disposizioni esecutive non siano emanate dal settore dei TP bensì dall'UFT.

• Circa un terzo pretende di fissare per legge un divieto di accordi di esclusiva tra intermediari e

fornitori di mobilità, per evitare situazioni di monopolio.