Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/89: Servizi di mobilità multimodale · 59 pagine
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L'apertura della distribuzione nei TP è respinta o criticata da circa un quarto dei partecipanti, in
primo luogo dal settore dei TP e dai Cantoni ZH e VD. La motivazione addotta è che il settore concede volontariamente l'accesso alla propria distribuzione senza che sia necessaria un'apposita legge e che un'apertura generale della distribuzione nei TP comporterebbe troppi rischi per questi ultimi.
Inoltre si critica il fatto che il progetto non sia ancora maturo. Un decimo, proveniente quasi esclusivamente dal settore dei TP, ne chiede il ritiro.
La CAF (ComFerr) in qualità di organo di vigilanza sul mercato è oggetto di giudizi controversi,
con risposte omogeneamente ripartite tra «sì», «in parte» e «no» alla domanda se la CAF sia in grado di svolgere la funzione di vigilanza in questo nuovo ambito. Circa la metà dei partecipanti fa anche notare che la CAF prende in carico un campo di attività completamente nuovo e quindi le risorse, le conoscenze, le competenze e la composizione di cui dispone non sono più adatte e dovrebbero essere adeguate. Per tale motivo, una parte ritiene la CAF inadatta come organo di vigilanza sul mercato e respinge parzialmente o totalmente la proposta. Singole voci chiedono che tale organo venga insediato all'UFT, che siano i tribunali civili a decidere dell'accesso e che venga presentata la delimitazione delle competenze rispetto al Sorvegliante dei prezzi e alla COMCO.
Per quanto concerne l'elaborazione dei dati una chiara maggioranza (ca. due terzi) approva, in linea di principio, l'equiparazione di TP e fornitori di mobilità privati e quindi l'assoggettamento di questi ultimi al diritto in materia di protezione dei dati. Singoli partecipanti alla consultazione chiedono una stima dell'impatto della protezione dei dati al fine di analizzare più nel dettaglio gli effetti di quest'adeguamento. Parti del settore dei TP non condividono la norma secondo la quale in caso di azioni sovrane e limitazione dei diritti e della libertà di persona debbano continuare a essere assoggettate al diritto sulla protezione dei dati applicabile agli organi federali e chiedono di rinunciarvi. Circa la metà dei partecipanti ritiene che gli interessi dei viaggiatori in materia di protezione dei dati siano sufficientemente tutelati. Tra le idee riguardo all'anonimità dei viaggi, in circa un terzo dei casi si è parlato di uno Swisspass anonimo e circa un settimo ha nominato un assortimento di base in cui si comunicano i dati personali necessari ma non vengono rilevati dati relativi ai movimenti.
In quanto all'accessibilità all'esercizio di fornitori di mobilità al di fuori dei TP l'obiettivo a lungo
termine dell'apertura di questi sistemi di distribuzione è approvato da circa la metà dei partecipanti. Un buon terzo concorda con l'apertura ma chiede che TP e fornitori di mobilità terzi la realizzino parallelamente. Circa due terzi sono favorevoli a sancire per legge l'obbligo di apertura dei sistemi di
distribuzione per altri fornitori di mobilità. Un obbligo di questo tipo viene invece respinto da circa un quarto, in quanto ritenuto un'ingerenza inammissibile nella libertà economica; in singoli casi lo si motiva con la differenza di condizioni generali tra quelle dei TP e di questi fornitori.
Per il progetto sono pervenute ulteriori richieste. Quasi la metà dei partecipanti richiama l'attenzione sul fatto che i rischi e gli effetti del progetto sono ancora poco chiari e dovrebbero essere approfonditi.