Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/93: Legge federale sull'approvazione degli accordi di libero scambio · 10 pagine
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2 Panoramica dei pareri pervenuti
Complessivamente sono pervenuti 51 pareri: 30 favorevoli (tra questi 7 hanno però sollevato la necessità di adeguare il progetto di legge) e 18 contrari al progetto. In tre casi non è stata formulata alcuna presa di posizione.
2.1 Cantoni
Dai Cantoni sono giunti 22 pareri. Quattro Cantoni (GE, JU, SZ, VS) e la Conferenza dei Governi cantonali (CdC) non hanno inoltrato alcun parere. Il progetto viene accolto da 11 Cantoni (AR, BE, BL, FR, NE, NW, SH, TG, TI, UR, ZG), tre (GL, LU, SG) si astengono dal formulare osservazioni, quattro (BS, OW, VD, ZH) lo accolgono con riserva. OW condiziona il suo consenso all’obbligo di referendum facoltativo per gli ALS che sul piano attuativo comportano ripercussioni per le finanze o l’effettivo di personale del Cantone. VD è favorevole: auspica però una migliore definizione della nozione di «nuovi obblighi importanti». BS approva il progetto, sottolineando tuttavia che, in mancanza di criteri oggettivi per definire il concetto «obblighi importanti», si dovrebbe considerare l’eventualità di eliminare l’aggettivo «importanti». ZH è critico nei confronti del progetto per motivi costituzionali (v. capitolo 3). Potrebbe accettarlo se gli aspetti costituzionali e di politica di libero scambio fossero esaminati e ponderati attentamente; inoltre i Cantoni dovrebbero continuare a partecipare ai negoziati ALS. AG e GR criticano il progetto, mentre AI e SO vi si oppongono (v. capitolo 3).
2.2 Partiti politici
Sei partiti politici (PBD, PPD, PLR, PVL, PS, UDC) si sono espressi sul progetto. PBD, PPD, PLR e PVL sono in linea di principio favorevoli; PPD e PVL non ritengono necessario effettuare modifiche. Il PLR solleva il dubbio della costituzionalità del progetto (v. capitolo 3). Il PBD sottolinea che il referendum facoltativo deve essere mantenuto, in particolare nel caso i nuovi obblighi importanti inerenti all’agricoltura. UDC e PS respingono fermamente il progetto. Entrambi i partiti motivano il loro parere affermando che non esistono cosiddetti «accordi standard» perché, a seconda della parte contraente, le disposizioni avrebbero effetti ogni volta diversi; inoltre, il referendum facoltativo sarebbe parte integrante della democrazia svizzera.
2.3 Associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna
L’Associazione dei Comuni Svizzeri e l’Unione delle città svizzere non hanno inoltrato alcun parere.
2.4 Associazioni mantello nazionali dell’economia
Quattro associazioni mantello nazionali dell’economia (USAM, USC, USS, Travail.Suisse) respingono il progetto. Ritengono che se il referendum facoltativo venisse abrogato in questa materia verrebbe a mancare il necessario dibattito e la legittimità democratica degli ALS ne risentirebbe (v. capitolo 3.5). L’USC respinge categoricamente il progetto perché senza referendum facoltativo sarebbe a rischio la protezione doganale indispensabile all’agricoltura. Solo economiesuisse si pronuncia in favore del progetto, proponendo però un cambiamento di formulazione finalizzato a un maggiore rigore applicativo: si tratterebbe di sostituire l’espressione «nuovi obblighi importanti» con «nuovi obblighi rilevanti per l’economia». In questo modo si renderebbe più efficiente la procedura di approvazione. L’USI rinuncia a esprimere un parere e fa riferimento a quello di economiesuisse.
2.5 Altri partecipanti
Dei pareri espressi nel quadro della consultazione, 15 sono stati inoltrati da partecipanti non menzionati ai capitoli 2.1–2.4. Di questi, sei sono favorevoli al progetto (FER, HKBB, scienceindustries, SOHK, Swissmem, Swiss Textiles). Un parere (Centre Patronal) appoggia
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