Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/93: Legge federale sull'approvazione degli accordi di libero scambio · 10 pagine
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in generale il progetto, pur esprimendo una riserva riguardo all’esatta definizione degli «obblighi importanti». La Federazione mugnai svizzeri (DSM) respinge il progetto nella sua forma attuale, ritenendo che qualsiasi ulteriore concessione in materia di accesso al mercato agricolo debba sottostare a referendum facoltativo. Altre quattro organizzazioni attive nel settore agricolo respingono il progetto (AGORA, ASSAF, Prométerre, Uniterre) auspicando eventualmente che per le misure di liberalizzazione del settore agricolo sia mantenuto il referendum facoltativo. Tra i motivi addotti da tre organizzazioni (Alliance Sud, Public Eye, SWISSAID) che respingono il progetto, c’è la scarsa chiarezza in relazione al concetto di «nuovi obblighi importanti».
3 Considerazioni principali inerenti a singoli aspetti del progetto
Qui di seguito sono riportate le principali richieste di modifica del progetto. In alcuni casi, vengono presentate anche osservazioni favorevoli al progetto così com’è stato proposto.
3.1 Considerazioni generali
Undici pareri (BE, FR, NE, NW, PBD, PVL, FER, HKBB, SOHK, Swissmem, Swiss Textiles) accolgono la proposta alla luce del previsto rafforzamento della piazza economica svizzera. Anche i pareri che esprimono riserve (VD, ZH, economiesuisse, Centre Patronal) o che rifiutano il progetto (AGORA, ASSAF, USS) ritengono che possa trattarsi di un fattore vantaggioso.
I pareri di 13 partecipanti alla consultazione (BE, BL, FR, NW, TG, ZG, PPD, PLR, FER, FER, HKBB, SOHK, Swissmem, Swiss Textiles) sono favorevoli al progetto, anche perché consentirebbe di mantenere una prassi consolidata (approvazione degli accordi standard da parte dell’Assemblea federale). Anche altri tre pareri (GR, NE, GLP) reputano che in linea di massima sia sufficiente una decisione dell’Assemblea federale.
Sei pareri (PLR, FER, HKBB, HKB, SOHK, Scienceindustries, Swiss Textiles) rilevano, come ulteriore motivo di approvazione del progetto, i ritardi e l’incertezza giuridica derivanti da un referendum facoltativo. Anche il PBD esprime una posizione analoga: il lungo processo di ratifica ridurrebbe l’attrattiva della Svizzera agli occhi dei partner degli ALS. BS ritiene invece che il progetto peggiori il grado di certezza del diritto. SO sostiene che una distinzione tra ALS con e/o senza nuove importanti disposizioni sarebbe fonte di incertezza. Cinque pareri (SG, PS, USS, AGORA, AGORA, ASSAF) dubitano che l’eventuale abrogazione del referendum facoltativo comporti un significativo guadagno di tempo. SO esprime una posizione simile: l’unico vantaggio consisterebbe nel risparmio di tempo, che tuttavia non basterebbe per giustificare il progetto. Anche l’UDC sottolinea l’irrilevanza del termine per il referendum, visto che si tratterebbe in primo luogo di un miglioramento a lungo termine del benessere, e non di una riduzione fine a sé stessa dei tempi necessari per l’entrata in vigore.
3.2 Costituzionalità
Cinque pareri (AI, ZH, PLR, USAM, Travail.Suisse) dubitano della costituzionalità del progetto. Si tratterebbe in particolare dell’articolo 141 capoverso 1 lettera d punto 3 della Costituzione federale.
Tre pareri (AI, ZH, Travail.Suisse) fanno riferimento alla verifica dell’Ufficio federale di giustizia, secondo cui per giudicare l’importanza di una disposizione che contiene norme di diritto, occorre stabilire soltanto se il contenuto di un dato trattato internazionale costituirebbe una normativa interna di rango legislativo. È irrilevante che gli obblighi ivi contenuti siano o meno nuovi per la Svizzera
AI e ZH sottolineano inoltre che il Consiglio federale vorrebbe legittimare democraticamente il legame tra legislazione nazionale e internazionale, sottoponendo gli accordi internazionali
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