Rapporto esplicativo
Consultazione 2019/87: Approvazione e trasposizione nel diritto svizzero di due accordi con l'Unione europea concernenti Prüm ed Eurodac nonché dell'Accordo con gli Stati Uniti d'America sul potenziamento della cooperazione nella prevenzione e nella lotta ai reati gravi · 52 pagine
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Compendio
La criminalità non conosce frontiere: il confronto rapido dei profili del DNA e delle impronte digitali a livello internazionale è pertanto essenziale per far progredire le indagini e stabilire correlazioni tra i diversi casi. Il collegamento di diversi sistemi d’informazione svizzeri con quelli di altri Stati europei (cooperazione Prüm) persegue tale scopo. Anche l’Accordo con gli Stati Uniti sul potenziamento della cooperazione nella prevenzione e nella lotta ai reati gravi («Cooperation in Preventing and Combating Serious Crime», PCSC) si prefigge lo stesso obiettivo. Un ulteriore accordo di cooperazione (Protocollo Eurodac) permetterà alle autorità di perseguimento penale di accedere al sistema contenente le impronte digitali di persone che presentano una domanda d’asilo in uno Stato partecipante al sistema di Dublino o che sono arrestate mentre cercano di entrare illegalmente nello spazio Dublino. Questi tre strumenti permetteranno alle autorità giudiziarie e di polizia svizzere di combattere in maniera più efficace il terrorismo e la criminalità transfrontaliera.
Situazione iniziale
Per ottenere informazioni sui profili del DNA o sulle impronte digitali a livello internazionale, oggi le autorità di polizia svizzere non possono fare affidamento su un confronto automatizzato con altre banche dati nazionali europee, ma devono rivolgersi a ogni Paese singolarmente, senza sapere se uno di essi dispone di informazioni pertinenti e senza avere alcuna garanzia di risposta da parte del Paese interpellato. Il collegamento di determinati sistemi d’informazione svizzeri (profili del DNA, impronte digitali, dati sui veicoli) con altri Paesi europei (cooperazione Prüm) potrà contribuire a colmare questa lacuna. Tale collegamento consentirà alle autorità svizzere di accertare tempestivamente quali autorità estere sono in possesso di informazioni rilevanti. Questo sviluppo apporterà vantaggi per l’attività di indagine e l’identificazione di persone ricercate, scomparse o decedute, permettendo di ottenere informazioni al loro riguardo e pertanto di condurre le indagini in modo più mirato. Il 27 giugno 2019, l’Accordo di partecipazione a Prüm è stato firmato a Bruxelles. L’Accordo non costituisce uno sviluppo dell’acquis di Schengen.
La banca dati Eurodac contiene le impronte digitali di cittadini di Stati terzi che presentano una domanda d’asilo in uno Stato partecipante al sistema di Dublino o che sono arrestate mentre cercano di entrare illegalmente nello spazio Dublino. A giugno 2013, il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE hanno adottato il nuovo regolamento Eurodac. Il regolamento contiene tra l’altro le disposizioni relative all’accesso delle autorità di perseguimento penale ai dati registrati nella banca dati Eurodac. Tali disposizioni, a differenza del resto del regolamento, non costituiscono uno sviluppo dell’acquis di Dublino. Pertanto, il Consiglio dell’UE e la Commissione europea hanno proposto agli Stati associati e alla Danimarca di sancire un accordo complementare affinché tali disposizioni siano applicabili anche nell’ambito della sicurezza interna. Il 27 giugno 2019, il Protocollo Eurodac è stato firmato a Bruxelles. Esso permette alle autorità di perseguimento penale di accedere a informazioni essenziali ai fini della risoluzione delle indagini legate al terrorismo o alle forme gravi di criminalità.