Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/12: Modifica della legge sul materiale bellico, controprogetto indiretto all'iniziativa popolare «Contro le esportazioni di armi in Paesi teatro di guerre civili (Iniziativa correttiva)» · 8 pagine

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1 Situazione iniziale

Il 20 marzo 2020 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione relativa alla modifica della legge del 13 dicembre 1996 sul materiale bellico (LMB, RS 514.51) come controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Contro l’esportazione di armi in Paesi teatro di guerre civili (Iniziativa correttiva)». La procedura di consultazione si è conclusa il 29 giugno 2020.

Il Consiglio federale ha deciso di porre in consultazione un controprogetto indiretto in due varianti:

La variante 1 prevede di riprendere senza modifiche nella LMB sia i criteri definiti all’articolo 5 capoverso 1 dell’ordinanza del 25 febbraio 1998 sul materiale bellico (OMB, RS 541.511), da considerare nella procedura di autorizzazione, sia i criteri di esclusione previsti al capoverso 2 della stessa disposizione, con le relative eccezioni di cui ai capoversi 3 e 4. La prassi attuale in materia di autorizzazioni verrebbe così mantenuta. Le domande di esportazione di materiale bellico in Paesi che violano in modo grave e sistematico i diritti umani potrebbero continuare a essere autorizzate se il rischio che il materiale esportato venga utilizzato per commettere gravi violazioni di tali diritti è minimo.

Questa variante prevede la possibilità per il Consiglio federale di derogare ai criteri di autorizzazione in presenza di eventi straordinari, qualora lo esiga la salvaguardia degli interessi nazionali della politica estera o della politica di sicurezza del Paese. In tal modo, si tiene conto dell’articolo 54 capoverso 2 Cost., che fa obbligo alla Confederazione di adoperarsi tra le altre cose per salvaguardare l’indipendenza del Paese. Nel contempo viene considerato l’obiettivo definito all’articolo 1 LMB di mantenere una capacità industriale adeguata alle esigenze della difesa nazionale.

Entrambe le esigenze impongono al Consiglio federale di reagire prontamente in base alle circostanze, ad esempio nel caso in cui la base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza (STIB) della Svizzera fosse gravemente minacciata, sempre nel rispetto, tuttavia, dei limiti assoluti che l’articolo 22 LMB pone al suo agire (diritto internazionale, impegni internazionali, principi di politica estera).

Anche la variante 2 prevede di riprendere nella LMB sia i criteri contemplati dall’articolo 5 capoverso 1 OMB, da considerare nella procedura di autorizzazione, sia i criteri di esclusione previsti al capoverso 2 della stessa disposizione, con la relativa eccezione di cui al capoverso

3. L’eccezione prevista dal capoverso 4 OMB riguardante i Paesi che violano in modo grave e sistematico i diritti umani verrebbe abolita.

Le domande di esportazione di materiale bellico in Paesi che violano in modo grave e sistematico i diritti umani non potrebbero più essere autorizzate, anche se il rischio che il materiale esportato possa essere impiegato per commettere gravi violazioni di tali diritti fosse minimo.

Questa variante non prevede la possibilità per il Consiglio federale di derogare ai criteri di autorizzazione in presenza di eventi straordinari per salvaguardare gli interessi nazionali della politica estera o della politica di sicurezza del Paese. L’adeguamento dei criteri di autorizzazione spetterebbe al Parlamento.

I Cantoni e la Conferenza dei Governi cantonali (CdC), i partiti rappresentati nell’Assemblea federale, le associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, le associazioni mantello nazionali dell’economia e 41 altre cerchie interessate sono stati interpellati direttamente. Complessivamente, sono state invitate a partecipare alla consultazione 91 autorità e organizzazioni interessate.

Nel suo comunicato stampa del 28 giugno 2020 il comitato promotore Allianz gegen Waffenexporte in Bürgerkriegsländer ha affermato che con un controprogetto secondo la variante 2 potrebbe prospettarsi il ritiro dell’iniziativa.