Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/12: Modifica della legge sul materiale bellico, controprogetto indiretto all'iniziativa popolare «Contro le esportazioni di armi in Paesi teatro di guerre civili (Iniziativa correttiva)» · 8 pagine

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PBD, PEV, I Verdi e PSS – che fanno tutti parte del comitato promotore – e PPD sostengono la variante 2 del controprogetto indiretto, ritenendo che in tal modo sarebbe soddisfatta buona parte delle richieste dell’iniziativa: sancire a livello di legge i criteri di autorizzazione per le esportazioni di materiale bellico, abolire la deroga a favore dei Paesi che violano in modo grave e sistematico i diritti umani e continuare a vietare le esportazioni di materiale bellico in Paesi teatro di guerre civili. PBD, I Verdi e PSS deplorano anche che continui a essere possibile la fornitura di pezzi di ricambio ai sensi dell’articolo 23 LMB e che nella variante 2 venga mantenuta l’insoddisfacente interpretazione dell’espressione «implicato in un conflitto armato interno o internazionale».

Il pvl, a sua volta parte del comitato promotore, è a favore della variante 2, che a suo avviso soddisfa gran parte delle richieste principali dell’Iniziativa correttiva. Chiede però un inasprimento per quanto riguarda la fornitura di pezzi di ricambio, in modo che per questi ultimi valgano le stesse regole che si applicano alle altre esportazioni di materiale bellico.

L’UDC respinge entrambe le varianti perché da un lato verrebbe sensibilmente ridotto il margine di manovra del Consiglio federale e dall’altro perché rispetto agli altri Paesi, il mantenimento di una STIB è già oggi condizionato da direttive restrittive nel campo delle esportazioni.

5 Cerchie interessate

L’Unione delle Città svizzere ha deciso di non prendere posizione.

Sette associazioni dell’economia, ossia Centre Patronal, economiesuisse, l’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), Swiss Aeronautics, Security & Defence di Swissmem (Swiss ASD), Swissmem e scienceindustries, l’associazione dell’industria chimica, farmaceutica e biotecnologica svizzera, respingono entrambe le varianti. Il loro rifiuto è motivato dal fatto che a loro avviso le disposizioni dell’articolo 5 OMB sono già adeguate e consentono di reagire rapidamente a nuove situazioni. Proprio la crisi legata al coronavirus ha messo in evidenza in modo sistematico quanto sia importante che il Consiglio federale possa, se necessario, intervenire rapidamente in base alla situazione. Le due varianti metterebbero inoltre in pericolo la STIB. L’emergenza COVID-19 ha mostrato chiaramente quanto possa essere pericolosa una totale dipendenza dall’estero.

L’Unione svizzera degli imprenditori ha deciso di non prendere posizione.

Hanno presentato un parere le seguenti cinque imprese dell’industria degli armamenti: General Dynamics European Land Systems - Mowag GmbH (GDELS-Mowag), Nitrochemie Wimmis AG, Rheinmetall Air Defence AG (RAD), Saab Bofors Dynamics Switzerland Ltd e Safran Vectronix AG. Tutte ritengono che non sia necessario intervenire e respingono entrambe le varianti, in particolare perché le disposizioni odierne sono del tutto sufficienti e consentono al Consiglio federale di far fronte in maniera tempestiva a nuovi eventi. La crisi COVID-19 ha evidenziato quanto sia importante che in caso di necessità l’Esecutivo possa reagire rapidamente in base alla situazione. Queste aziende ritengono che le due varianti mettano inoltre in pericolo la STIB, che rappresenta la spina dorsale dell’esercito svizzero e quindi della politica di sicurezza del nostro Paese. Proprio gli eventi attuali in relazione al coronavirus mostrano chiaramente quanto possa essere pericolosa la totale dipendenza dall’estero.

Si sono espressi anche due gruppi di lavoro sulle questioni della sicurezza: l’Arbeitskreis Sicherheit und Wehrtechnik (Asuw) non ritiene vi sia alcuna necessità di intervento e respinge entrambe le varianti, soprattutto perché le disposizioni odierne sono del tutto sufficienti e le due varianti metterebbero in pericolo la STIB. Il gruppo di lavoro Chance Schweiz è a favore della variante 1 affinché venga mantenuta l’attuale regolamentazione restrittiva e al contempo il