Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/12: Modifica della legge sul materiale bellico, controprogetto indiretto all'iniziativa popolare «Contro le esportazioni di armi in Paesi teatro di guerre civili (Iniziativa correttiva)» · 8 pagine

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Con questa variante i tre scopi principali dell’iniziativa sarebbero sostanzialmente raggiunti: sancire almeno a livello di legge i criteri di autorizzazione, vietare le esportazioni di materiale bellico in Paesi teatro di guerre civili e abrogare il disciplinamento derogatorio per i Paesi che violano in modo grave e sistematico i diritti umani1.

2 Sintesi dei risultati della consultazione

Il DEFR ha ricevuto complessivamente 69 pareri da parte di autorità e organizzazioni (cfr. allegato). La maggioranza dei Cantoni è a favore della variante 1 del controprogetto indiretto. La maggioranza dei partiti, il comitato promotore, due organizzazioni per lo sviluppo e un’organizzazione cristiana sono favorevoli alla variante 2. Le associazioni dell’economia e le imprese dell’industria degli armamenti respingono entrambe le varianti del controprogetto indiretto.

1367 cittadini hanno inoltre dato seguito all’appello del comitato promotore di sostenere personalmente con un parere la variante 2: 1342 hanno utilizzato per il loro parere un modello messo a disposizione dal comitato promotore, i restanti 25 hanno presentato una risposta individuale.

3 Cantoni

Argovia, Appenzello Esterno, Friburgo, Giura, Glarona, Lucerna, San Gallo, Ticino,

Turgovia, Uri, Vallese e Zugo sono favorevoli alla variante 1 e rimandano alla necessità di concedere al Consiglio federale un sufficiente margine di manovra in caso di eventi straordinari per salvaguardare gli interessi della politica estera o della politica di sicurezza del Paese. Secondo loro questa variante avrebbe anche effetti meno negativi sulla STIB. Sarebbe inoltre ancora possibile differenziare in funzione del rischio per quanto riguarda le esportazioni in Paesi che violano in modo grave e sistematico i diritti umani, analogamente a quanto previsto negli Stati membri dell’Unione europea.

Basilea Campagna, Berna, Ginevra, Grigioni, Sciaffusa, Soletta e Vaud approvano la

variante 2 in particolare perché ritengono che il regime derogatorio per i Paesi che violano in modo grave e sistematico i diritti umani vada abolito. A loro avviso non è necessario attribuire alcuna facoltà di deroga al Consiglio federale.

Basilea Città e Neuchâtel sono a favore di un controprogetto indiretto ma non specificano quale variante sia preferibile.

Nidvaldo, Obvaldo e Svitto respingono le due varianti, in particolare perché ritengono che la regolamentazione attuale sia sufficiente, temono un indebolimento della STIB e non vogliono che venga limitato il margine di manovra del Consiglio federale.

Appenzello Interno e Zurigo hanno deciso di non prendere posizione.

4 Partiti

Il PLR è a favore della variante 1, benché a suo avviso un controprogetto non sia necessario, visto che le richieste dell’iniziativa sono già soddisfatte dalla normativa esistente. In questo modo è comunque possibile tener conto da un lato dell’esigenza di dare una base democratica più ampia per i criteri di autorizzazione e dall’altra di lasciare al Consiglio federale sufficiente margine di manovra per reagire prontamente di fronte a eventi straordinari.

1 https://korrektur-initiative.ch/press_release/allianz-gegen-waffenexporte-in-buergerkriegslaender-will-variante-2-des-indirektengegenvorschlags-zur-korrektur-initiative/.