Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/45: Modifica della legge federale sull'assicurazione malattie (misure di contenimento dei costi - 2° pacchetto) · 55 pagine

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SMN, VAKA, SMAG, Klinik Schützen Rheinfelden, GZF, ASM, ASL, KSB, PKS, Privatklinik Wyss, Psychiatrische Dienste Aargau, KSA, VPSB, die spitäler.be e Verein Barmelweid sono favorevoli al rafforzamento delle cure coordinate. Sottolineano però che una cooperazione imposta dall’alto è destinata a fallire e che le dinamiche esistenti non dovrebbero essere sostituite da una soluzione unica imposta dallo Stato. Secondo SMN e PKS, le condizioni di autorizzazione ostacolano l’innovazione e creano inutili barriere amministrative. Il coordinamento delle cure non dovrebbe limitarsi al settore ambulatoriale. SMN è del parere che le reti non debbano essere necessariamente dirette da medici. Gli importi forfettari possono essere concordati dalle parti contraenti e non devono essere stabiliti dalla legge. Sarebbe più efficace prevedere incentivi per i modelli assicurativi che prevedono cure coordinate, per esempio adeguando le disposizioni sulle riduzioni dei premi di cui agli articoli 90c e 93 segg. OAMal.

H+, AllKidS, KJM, SVS, Forel Klinik, Insel Gruppe AG, USB, Hirslanden AG, Hirslanden Klinik St. Anna, Hirslanden Klinik Birshof, VZK e GSASA respingono la misura. Lo sviluppo di modelli di business e il loro recepimento nella legge non è un compito dello Stato ed è in contraddizione con la concorrenza regolamentata. Il ruolo di autorità responsabile dell’autorizzazione e della sorveglianza dei Cantoni non è chiaro, in particolare nel caso di reti di cure intercantonali. Il tipo di rimunerazione non dovrebbe essere prescritto dallo Stato, ma concordato dai partner tariffali. La proposta di affidare il controllo dell’intera catena di cure a organismi che non ne hanno la competenza è bocciata. Imporre strutture anziché la trasparenza dei risultati non è la strada giusta e i criteri di autorizzazione sono troppo dettagliati. H+, USB e Insel Gruppe AG sono del parere che anche gli ospedali debbano poter ricoprire il ruolo di reti di cure coordinate.

FMH, KKA, Zmed, BEKAG, AeGLU, VLSS, MSN, AGZ, KOCH, SMVS, mfe, SGAIM, MSN, mediX, FMCH, OdA AM, Argomed, Unimedsuisse, SGDV e 53 pareri sono favorevoli alle cure coordinate, ma ritengono che le prescrizioni imposte dallo Stato compromettano il dinamismo, la flessibilità e la capacità di innovazione dei fornitori di prestazioni e degli assicuratori. Non è necessaria una nuova categoria di fornitori di prestazioni visto che è già possibile creare strutture che dispensano cure ambulatoriali erogate da medici e queste strutture possono fungere da rete di cure (KKA, Zmed, BEKAG, AeGLU, VLSS, MSN, AGZ, KOCH, SMVS, MSN, mediX, OdA AM). Le condizioni da soddisfare in materia di struttura, organizzazione e gestione delle reti sono eccessive e questo riduce l’attrattiva di un eventuale investimento (KKA, Zmed, BE-KAG, VLSS, MSN, AGZ, KOCH, SMVS, mfe, MSN, mediX, Argomed, SGAIM, OdA AM, FMPP e 9 altre organizzazioni, nonché 27 pareri, SGDV e 53 pareri, PULSUS, FMCH). Già oggi i partner tariffali possono concordare rimunerazioni forfettarie; non è quindi necessario introdurre un obbligo in tal senso (Zmed, mfe, MSN, mediX, SGAIM, FMPP e altre 9 organizzazioni e 27 pareri, SGDV e 53 pareri). Gli importi forfettari per l’intero percorso terapeutico si prestano meglio di quelli che per esempio coprono solo i primi accertamenti, ma devono tener conto anche del dispendio legato al coordinamento (KKA, BEKAG, VLSS, MSN, AGZ, KOCH, SMVS). Gli importi forfettari possono essere opportuni per gli atti medici ma non per le attività intellettuali, come per esempio il consulto, altrimenti c’è un rischio di razionamento delle prestazioni (SGDV e 53 pareri, SGPMR, SGR, Ruoss Cecile). Non è possibile introdurre importi forfettari lungo tutta la catena di cure; vi è il rischio che le reti evitino di offrire percorsi terapeutici complessi (FMH, FMCH, Unimedsuisse, SSO, VKZS). A trarre vantaggio dagli importi forfettari sono in primo luogo i fornitori che possono sfruttare economie di scala ma che non trattano pazienti anziani o malati cronici. Questo porta a un deterioramento della qualità dell’assistenza (PULSUS, SGR). Gli studi medici indipendenti risulterebbero perdenti anche se hanno costi comprovatamente inferiori. Questa situazione comporta ulteriori costi per l’AOMS ed esercita una pressione sul personale sanitario, analogamente a quanto avviene con i DRG (SVM). Le reti devono essere incentrate sui medici di famiglia (mfe, SAIM); l’obbligo relativo alla cartella informatizzata del paziente viene respinto (mfe, SGAIM, SGR). Mws boccia la misura perché ritiene che favorisca il paternalismo di Stato e sottolinea che la scelta di ricorrere a una rete di cure coordinate deve restare volontaria. Secondo Unimedsuisse, la proposta non è matura e auspica il lancio di progetti pilota. SSO e VKZS respingono la proposta di considerare le reti nuovi fornitori di prestazioni in quanto le responsabilità non sono sufficientemente chiare, le misure non sono precisate nella legge e c’è il rischio di introdurre la libertà di contrarre in forma dissimulata.