Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/72: Legge federale concernente l'impiego di mezzi elettronici nell'amministrazione per l'adempimento dei compiti delle autorità · 68 pagine
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Tribunali federali e Ministero pubblico della Confederazione -
Altre associazioni dell’economia -
Commissioni extraparlamentari -
Altre organizzazioni interessate2
Imprese -
Singole persone -
I seguenti partecipanti alla consultazione hanno esplicitamente rinunciato a inviare un parere:
USI, COMCO, Skyguide, Tribunale amministrativo federale e Tribunale penale federale.
I riscontri dei partecipanti alla consultazione sull’avamprogetto possono essere riassunti come riportato di seguito.
3.2 Riassunto dei risultati della consultazione e principali critiche
3.2.1 Finalità e indirizzi del progetto
7 Cantoni (ZG, BE, GR, ZH, GL, OW, AG), 6 partiti (PSS, PLR, pvl, PES, Partito Pirata,
Alternative Linke Bern), 6 associazioni dell’economia (economiesuisse, Fiduciari Suisse,
digitalswitzerland, Swiss Data Alliance, Swico, FER), l’ACS e, in linea di massima,
11 organizzazioni hanno accolto con favore il progetto, anche se in alcuni casi hanno espresso delle riserve.
Le riserve riguardano principalmente la facoltà del Consiglio federale di obbligare le autorità dei Cantoni come pure le persone e organizzazioni esterne incaricate da questi ultimi dell’esecuzione del diritto federale a utilizzare servizi elettronici delle autorità (art. 12 cpv. 3) e ad applicare
standard (art. 13 cpv. 2). È stato apprezzato in particolare l’approccio alla regolamentazione scelto, che prevede di riunire in un atto normativo centrale le questioni relative all’amministrazione digitale che secondo la Confederazione sono da chiarire a livello legislativo invece di disciplinarle punto per punto in singole leggi specifiche. In riferimento alle dichiarazioni di obbligatorietà menzionate in precedenza, alcuni partecipanti chiedono che il campo di applicazione della legge sia limitato ai progetti di digitalizzazione della Confederazione.
L’avamprogetto, nella forma in cui è posto in consultazione, è stato respinto da 13 Cantoni (LU, BL, AR, VS, JU, SZ, TI, FR, GE, SG, NE, NW, VD) nonché dalla CdC. Altri 3 Cantoni (AG, TG, SH) si sono rifatti esplicitamente alla posizione della CdC e hanno anch’essi respinto il progetto. Secondo la CdC i Governi cantonali appoggiano comunque svariati punti del progetto di legge. In particolare hanno accolto con favore il fatto che si intenda creare una base legale per la
partecipazione della Confederazione a eOperations Svizzera SA (art. 6 AP-LMeCA). I Governi cantonali ritengono però che sia necessario che venga fatta chiarezza sul rapporto tra il progetto di legge e il progetto «Amministrazione digitale Svizzera» (ADS), nell’ambito del quale la
Confederazione e i Cantoni stanno gettando le basi per la creazione di una nuova organizzazione. La legge dovrebbe essere concepita in modo tale da sostenere il progetto ADS e non da entrare in concorrenza con quest’ultimo. Per garantire una collaborazione efficiente e costruttiva, i Governi cantonali invitano la Confederazione ad adottare un approccio coerente e globale nella
collaborazione con i Cantoni per lo sviluppo dell’amministrazione digitale in Svizzera. I Governi cantonali faticano tuttavia a comprendere il motivo per cui la Confederazione in questa fase di slancio cooperativo voglia imporre ai Cantoni regole unilaterali che costituiscono un’ingerenza nella sovranità degli stessi. Per quanto riguarda le prescrizioni vincolanti previste dalla
Confederazione per i Cantoni (dichiarazioni di obbligatorietà), i Governi cantonali ritengono non vi sia una base costituzionale che consenta alla Confederazione di interferire in questa misura
nell’autonomia dei Cantoni. Le sfide della trasformazione digitale possono essere superate con