Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/47: Modifica dell’ordinanza sull’assicurazione malattie (OAMal) · 16 pagine

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effettive. Il DFI dovrà quindi equiparare le differenze tra le regioni di premio. In tal modo viene tuttavia ignorato il criterio delle «differenze tra i costi», il che non sarebbe conforme alle prescrizioni di legge. Inoltre sussiste il rischio che i premi non si basino più sui costi in una specifica regione, distorcendo pertanto i costi sanitari. Oltre a ciò, un’ulteriore norma di delega supplementare complica ancora di più un sistema di riduzioni già complesso e poco chiaro. Nella sua sentenza del 18 dicembre 2007 relativa all’articolo 90 OAMal, Ordine delle riduzioni di premi (considerando 4.1), il Tribunale federale ha precisato che le riduzioni devono avvenire con un’aliquota uniforme in tutta la Svizzera in franchi e non in percentuali. Ne risulta che le riduzioni nelle regioni di premio 2 e 3, che sono più convenienti, in percentuale sono più elevate rispetto alla più costosa regione di premio 1. Il Tribunale federale stabilisce che non è ammissibile disciplinare l’ordine degli sconti; la norma di delega ai fini dell’equiparazione delle differenze tra le regioni di premio nel presente avamprogetto contraddice tale sentenza.

SAB respinge la norma di delega proposta relativa alla fissazione di riduzioni massime tra le regioni di premio per le forme particolari d’assicurazione. Dal punto di vista di SAB, l’adeguamento dei prezzi proposto equivale a una soppressione strisciante delle regioni di premio. Con l’ultima revisione della LAMal, il legislatore ha introdotto differenze massime tra le regioni di premio, che per volontà dello stesso valgono tuttavia unicamente per l’assicurazione ordinaria. Con la revisione dell’ordinanza proposta ora, tale equiparazione delle differenze tra le regioni di premio dovrebbe essere estesa anche alle forme particolari d’assicurazione e pertanto all’85 per cento circa degli assicurati. Ciò è motivato con la parità di trattamento dell’assicurazione ordinaria e delle forme particolari d’assicurazione. Secondo SAB tale argomento non è plausibile:

- nell’articolo 61 capoverso 2bisLAMal, il legislatore ha limitato consapevolmente l’equiparazione delle differenze tra le regioni di premio all’ambito dell’assicurazione ordinaria;

- l’estensione alle forme particolari d’assicurazione porta alla scomparsa progressiva delle differenze tra le regioni di premio. Per gli assicurati nelle regioni di premio più convenienti, tendenzialmente ciò condurrà a un aumento dei costi, senza che nel contempo venga migliorata l’assistenza sanitaria. Di conseguenza respingiamo i nuovi articoli proposti, ovvero l’articolo 95 capoverso 4, l’articolo 98 capoverso 6 e l’articolo 101 capoverso 5.

BFG constata che in linea di principio sempre meno assicurati hanno un’assicurazione di base standard e che le forme particolari d’assicurazione sono sempre più diffuse. Il premio di riferimento è tuttavia ancora quello dell’assicurazione di base standard; le riduzioni per i modelli di assicurazione alternativi si riferiscono pertanto a una popolazione di riferimento sempre più piccola. Ciò è sbagliato: i premi per i prodotti che rientrano nell’assicurazione di base devono essere calcolati in modo individuale e indipendente. Secondo il parere di BFG, è in tale ambito che sussiste un’importante necessità d’intervento. Dal punto di vista di BFG una limitazione delle riduzioni standardizzata (riduzioni massime) in questo settore non è l’approccio corretto, perché la dinamizzazione del sistema e importanti stimoli per l’ulteriore sviluppo del sistema sono ostacolati dalla standardizzazione. Un tale intervento non è necessario poiché la sorveglianza degli assicuratori può verificare individualmente le varie riduzioni sulla base di calcoli matematici di genere assicurativo e può correggerle all’occorrenza. A ciò si aggiunge il fatto che le riduzioni dei premi dell’assicurazione ordinaria si riferiscono alla franchigia, mentre nel caso delle forme particolari d’assicurazione si riferiscono ai risparmi immanenti ai modelli ottenuti nelle prestazioni mediche o nell’amministrazione (incremento dell’efficienza). Pertanto le riduzioni sono motivate in modo diverso e non devono necessariamente essere gestite in modo unitario. In base ai summenzionati argomenti, BFG richiede di rinunciare alla standardizzazione per mezzo di riduzioni massime tra le regioni di premio per le forme particolari d’assicurazione.

Economiesuisse ha una visione critica dell’ulteriore disciplinamento delle riduzioni massime tra le regioni di premio. La norma di delega sarebbe superflua e porterebbe a una maggiore regolamentazione delle forme di assicurazione alternative. Ma proprio in questo settore la LAMal finora prevedeva un disciplinamento snello, il che comporta grandi vantaggi. Non è un caso se l’85 per cento degli assicurati fa ricorso a una tale forma di assicurazione. Invece di esigere ora riduzioni massime anche per queste forme di assicurazione, si dovrebbe fare l’esatto contrario, ovvero abolire le riduzioni massime in generale. In tal modo si può diminuire la densità normativa e offrire maggiore spazio di manovra agli assicuratori-malattie. In generale, considerando il calo dell’importanza della franchigia ordinaria per il mercato delle assicurazioni malattie, i modelli di assicurazione alternativi andrebbero utilizzati maggiormente come punto di riferimento nella legislazione.