Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/49: Diritto d’esecuzione della legge sulla sicurezza delle informazioni · 47 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 20Fedlex · Rapporto esplicativo

Art. 26 Archiviazione

Capoverso 1: le disposizioni concernenti l’archiviazione disciplinano la tutela di documenti della Confederazione che hanno un valore archivistico (incl. i documenti classificati) e la loro comunicazione al pubblico, tenendo conto di interessi legittimi della protezione della personalità e della protezione dello Stato nonché della trasparenza e della tracciabilità.

Capoverso 2: l’AFS ha il compito di garantire la protezione degli archivi archiviati centralmente e classificati. Esso può derogare ai requisiti e alle misure standard del servizio specializzato della Confederazione per la sicurezza delle informazioni previsti all’articolo 85 LSIn. L’AFS deve tuttavia proteggere gli archivi classificati così che la sicurezza ottenuta sia conforme al rischio posto dagli archivi.

Capoverso 3: il termine di protezione degli archivi (incl. gli archivi classificati) non viene prorogato automaticamente alla sua scadenza. La classificazione decade invece automaticamente con detta scadenza. Ciò significa che successivamente a essa vi sarà un diritto generale di consultare gli archivi (cfr. l’art. 10 cpv. 1 dell’ordinanza sull’archiviazione dell’8 settembre 199920[OLAr]). La maggior parte delle informazioni classificate non necessitano di una proroga del termine di protezione di 30 o di 50 anni dopo che è scaduto. Per contro, ad esempio nel caso di edifici o progetti militari, può essere giustificato prorogare il termine di protezione prima che scada (cfr. l’art. 12 della legge sull’archiviazione del 26 giugno 199821[LAr] in combinato disposto con l’art. 14 OLAr).

L’ufficio competente è responsabile dell’avvio tempestivo di una proroga del termine di protezione. I termini di protezione per i documenti versati figurano nell’elenco di versamento che l’unità amministrativa competente gestisce nei sistemi GEVER (ActaNova). I fondi i cui termini di protezione sono stati prorogati in virtù di interessi pubblici e privati preponderanti degni di protezione (cfr. l’art. 12 LAr e l’art. 14 OLAr) vengono elencati nell’allegato 3 dell’OLAr (cfr. l’art. 14 cpv. 5 OLAr).

Sezione 5: Sicurezza nell’impiego di mezzi informatici Art. 27 Procedura di sicurezza

In linea di massima, viene ripresa l’attuale procedura di sicurezza di cui agli articoli 14b–14e OCiber.

Capoverso 1: l’attuale necessità di protezione deve essere rilevata mediante i criteri dei livelli di sicurezza di cui all’articolo 28.

Capoverso 2: le eccezioni alle direttive necessitano sempre di un’autorizzazione esplicita del servizio che le ha emanate (cfr. commento sull’autorizzazione di deroghe di cui all’art. 9).

Inserito attualmente nelle prescrizioni in materia di informatica, il metodo di gestione dei rischi per ridurre lo spionaggio da parte dei servizi d’informazione sarà disciplinato mediante le normative concernenti la procedura di sicurezza relativa alle aziende e non necessita più di una normativa separata (cfr. gli art. 55–58 LSIn).

Capoverso 3: in linea di massima, un rischio residuo può essere un rischio accettato o un rischio ignoto (cfr. manuale sulla gestione dei rischi della Confederazione). Unicamente il primo è un rischio residuo ai sensi dell’OSIn. Se il rischio originario viene ridotto a un livello ragionevole grazie a misure di gestione dei rischi (ad es. per evitare, ridurre o trasferire i rischi), si parla di rischio residuo.

Capoverso 4: l’accettazione «comprovabile» (cfr. commento ad art. 8 cpv. 2) di rischi residui è importante, in quanto conferma lo svolgimento di un processo di analisi e decisionale e quindi una decisione consapevole sui rischi residui ammessi. In linea generale, la delega di tale decisione consapevole può avvenire per il tramite di un’istruzione oppure, in casi specifici (ad es. nell’ambito di un progetto informatico), a un altro membro della direzione (parimenti comprovabile).

Capoversi 5 e 6: la presenza di una minaccia nuova o ricorrente può mettere in discussione, in tutto o in parte, un’analisi dei rischi esistente, motivo per cui il concetto in materia di rischi deve, se del caso, essere adeguato.

20 RS 152.11

21 RS 152.1