Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/17: Messaggio concernente la promozione della cultura negli anni 2025–2028 (messaggio sulla cultura) · 107 pagine
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2.3 Trasformazione digitale nella cultura
La progressiva trasformazione digitale comporta cambiamenti in tutti gli ambiti della società, compreso il settore della cultura. Le tecnologie digitali offrono nuove forme di produzione e presentazione, ma anche nuove modalità di mediazione, distribuzione, archiviazione e conservazione delle opere, oltre a nuovi modelli di retribuzione. La digitalizzazione riguarda tutti gli attori culturali e tutti i livelli e le fasi delle attività culturali.
Condizioni quadro eque in ambito digitale
La tecnologia blockchain è un esempio di come la trasformazione digitale possa influenzare il settore della cultura e ridefinire le relazioni tra i creativi, le organizzazioni di distribuzione, le imprese tecnologiche e il pubblico. I certificati digitali stanno cambiando il mercato dell’arte e di conseguenza si delineano nuove condizioni quadro. Sorgono nuovi interrogativi riguardo alla paternità delle opere, ai diritti d’autore, all’indennizzo adeguato e alla distribuzione dei profitti. Nel campo della musica lo streaming accresce le possibilità degli artisti, ma le piattaforme che dominano il mercato hanno ormai imposto un modello di remunerazione che è redditizio soprattutto per loro stesse e privilegia gli interpreti maggiormente ascoltati. Per la grande maggioranza degli operatori musicali lo streaming non è redditizio e, nonostante l’esistenza dei canali digitali, la musica dal vivo rimane una fonte di reddito essenziale. Affinché la creazione culturale possa trarre beneficio dal potenziale della trasformazione digitale, la politica culturale deve creare condizioni quadro adatte e gli strumenti di promozione devono essere concepiti in modo da tale da poter sostenere anche i nuovi formati digitali di produzione e distribuzione. Inoltre, gli operatori e le istituzioni culturali devono acquisire nuove competenze tecniche, conoscenze giuridiche e abilità organizzative per poter gestire la trasformazione digitale delle loro organizzazioni, un investimento nel futuro che richiede tempo e risorse.
Collezionare, archiviare e diffondere il patrimonio culturale digitale
Rispetto alle sale da concerto, ai teatri di prosa e ai teatri d’opera o alle orchestre, le istituzioni della memoria come i musei e le biblioteche devono affrontare sfide diverse per compiere la trasformazione digitale: sono responsabili della digitalizzazione degli oggetti analogici, dello sviluppo di strategie ’collezionistiche e dell’archiviazione delle opere originariamente digitali. Oltre a essere salvati, i dati devono anche essere resi visibili nello spazio digitale, protetti da accessi indesiderati e trasmessi al pubblico, il che comporta costi elevati in termini di infrastrutture e di manutenzione a lungo termine.
Per realizzare con successo la trasformazione digitale, le istituzioni della memoria devono essere dotate di competenze, risorse finanziarie e spazi di archiviazione dati adeguati. I relativi costi possono essere sostenuti soltanto se le istituzioni cultuali e gli enti di promozione della cultura si impegnano per sfruttare al massimo le possibili sinergie invece di puntare su soluzioni individuali. Sono quindi più che mai necessari standard comuni, sistemi collezionistici cooperativi e infrastrutture condivise per l’archiviazione a lungo termine.
Copresenza di analogico e digitale
La cultura e l’arte accompagnano la trasformazione digitale esplorando le possibilità artistiche e creative dello spazio digitale, sviluppando e sperimentando nuovi formati. La mediazione digitale permette di rendere accessibile la cultura in qualsiasi luogo e di acquisire nuovo pubblico.
Allo stesso tempo però, il contributo della cultura è proprio quello di porci di fronte alla dimensione fisica e materiale delle cose. La cultura vive di incontri personali, dell’immediatezza