Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/50: Revisione parziale della legge sulle epidemie · 179 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione sulla revisione parziale della legge sulle epidemie (LEp)
FS critica il fatto che si stiano negoziando con l’OMS prescrizioni sanitarie internazionali e un accordo sulle pandemie e in parallelo si dia avvio alla revisione della LEp e chiede di vietare in tutto il mondo la ricerca sul guadagno di funzione (gain of function).
EAWAG ritiene essenziale per la sorveglianza sindromica che i dati sul consumo siano accessibili per tutti i principi attivi (non solo per gli antibiotici) e gratuitamente.
IFF critica il fatto che nella revisione vengano utilizzate formulazioni diverse per indicare la partecipazione dei Cantoni alle decisioni del Consiglio federale. Osserva che la revisione si limita per lo più a precisazioni puntuali e ad aggiustamenti redazionali senza affrontare molte questioni emerse nel corso della pandemia di COVID-19. Segnala inoltre che le ripercussioni per l’economia vengono messe nettamente in primo piano, mentre non si menziona l’impatto dell’epidemia e dei provvedimenti epidemiologici sui diritti fondamentali e sui diritti umani. Infine, deplora il fatto che la revisione non tematizzi a sufficienza il coinvolgimento del mondo scientifico e la gestione dell’incertezza e che non siano state recepite nuove idee per quanto riguarda il diritto di ricorso in caso di pandemia.
JUFA respinge l’AP-LEp in particolare perché prevede un’estensione delle competenze di intervento nella sfera familiare tutelata dalla Costituzione. Ritiene inoltre che le restrizioni alla libertà familiare e ai diritti dei genitori in materia di educazione, anch’essi garantiti dalla Costituzione, dovrebbero essere introdotte nel quadro della procedura legislativa ordinaria.
Secondo KF sarebbe auspicabile che la LEp menzioni l’importanza dell’aria pulita per la salute e che un piano di prevenzione sottolinei l’importanza di questo aspetto.
KMU-Forum auspica che la LEp preveda che i mezzi finanziari messi a disposizione dalla Confederazione e dalle assicurazioni sociali siano distribuiti equamente. Vari membri del Forum chiedono inoltre che nell’avamprogetto venga inserita una disposizione che preveda la possibilità di accordare alle imprese, in caso di epidemia, un sostegno finanziario e pratico per i provvedimenti di interesse pubblico che servono a individuare, sorvegliare, prevenire e combattere le malattie trasmissibili e le loro conseguenze.
Pro Senectute accoglie con favore il fatto che sia nel testo dell’avamprogetto sia nel rapporto esplicativo si sia rinunciato a utilizzare limiti di età rigidi per definire i gruppi di persone a rischio.
LIBERTÉ chiede a coloro che hanno redatto l’avamprogetto piena trasparenza riguardo alle loro relazioni di interesse in campo medico, in particolare nei confronti di aziende farmaceutiche o assicurazioni malattie, e chiede lo stralcio sistematico degli articoli redatti da persone che intrattengono relazioni di interesse in questo settore.
MV chiede di abbandonare la strada delle misure coercitive perché potrebbe danneggiare la democrazia e provocare una pericolosa divisione della società.
Per ospita l’AP-LEp non può essere accettato fintanto che non viene eliminata la discriminazione nei confronti dei fornitori di prestazioni privati e non sarà garantita e sancita per legge la parità di trattamento tra istituzioni pubbliche e private del settore sanitario, in particolare gli ospedali. I nuovi obblighi che la LEp parzialmente rivista prevede per le istituzioni pubbliche e private del settore sanitario, riconosciuti come appropriati, possono entrare in vigore soltanto se prima si crea un equilibrio tra diritti e obblighi (separazione dei molteplici ruoli dei Cantoni, introduzione di una governance moderna, esclusione di sussidi non conformi alla legge e distorsivi della concorrenza).
RLN chiede che l’articolo 18 venga modificato come segue: «I Cantoni gestiscono una rete di laboratori regionali per eseguire analisi di microrganismi rari, emergenti e/o patogeni. Coordinano tali analisi e assicurano la collaborazione con le autorità federali competenti e i laboratori ad alta sicurezza».
USI chiede una base legale che permetta ai datori di lavoro di sottoporre i propri lavoratori a determinati obblighi (p. es. test in azienda).