Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/87: Modifica della Legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF) per quanto riguarda il finanziamento della Fondazione fondo per le vittime dell’amianto (Fondazione EFA) · 10 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 5Fedlex · Rapporto sui risultati
federale della sanità pubblica parla di costi compresi tra 25 e 50 milioni di franchi da qui al 2030 per il proseguimento dell’attività della fondazione, senza però menzionare alcun termine definitivo per la sua liquidazione. Secondo UDC occorre impedire gli abusi. Non appena le domande di risarcimento diminuiranno in misura significativa o addirittura verranno a cadere, occorrerà procedere rapidamente allo scioglimento della fondazione.
PSS condivide la necessità di garantire il finanziamento della fondazione EFA. Per questo motivo ritiene che sia importante creare strutture di finanziamento a lungo termine. Deplora tuttavia che, con la proposta di alimentare il Fondo per le vittime dell’amianto attraverso l’IN-SAI, tutti siano chiamati collettivamente alla cassa. Secondo PSS a essere chiamata a rendere conto – a lungo termine – dovrebbe essere l’industria che ha usato l’amianto ed è quindi responsabile dei danni alla salute. PSS avrebbe quindi preferito se tutte le associazioni e le aziende responsabili avessero fatto la loro parte, come deciso inizialmente nell’ambito della tavola rotonda del 2016. In tal caso, non sarebbe necessaria una soluzione che coinvolga l’INSAI. PSS deplora che non sia stato possibile trovare un’altra soluzione. Ciononostante approva il finanziamento proposto.
6 Osservazioni delle associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna
Dalle associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna non è pervenuto alcun parere.
7 Osservazioni delle associazioni mantello nazionali dell’economia
Pur sostenendo il progetto, USAM rileva che non è chiaro perché debba ora essere chiamato alla cassa l’INSAI, che ha sempre adempiuto i suoi impegni in virtù delle disposizioni giuridiche e contrattuali. Vi è il rischio che venga creato un precedente, che in futuro potrebbe rivelarsi fatale. USAM sottolinea pertanto che deve trattarsi di un finanziamento speciale una tantum. Osserva inoltre che, a oggi, i contributi versati da terzi nel fondo ammontano a 26 milioni di franchi. Non sono attesi altri versamenti da questi ambienti. Bisogna partire dal presupposto che spetterà unicamente all’INSAI coprire i restanti costi, pari a 25–50 milioni di franchi. Ciò significa che, nella migliore delle ipotesi, l’INSAI dovrà sopperire ad almeno la metà delle uscite del fondo, nella peggiore delle ipotesi potrebbe addirittura raggiungere i due terzi. È lecito chiedersi se l’INSAI e i suoi assicurati non siano chiamati a fornire un contributo sproporzionato. È difficile mettere a tacere l’impressione che la politica scelga la strada della minor resistenza e che i fondi siano cercati dove sembrano essere disponibili in eccesso. Inoltre, il disegno di articolo stabilisce che l’INSAI potrà finanziare il fondo esclusivamente da eccedenze dei ricavi. Secondo USAM, si vuole così manifestamente dare l’impressione che non potranno essere impiegati i proventi dei premi. Al di là delle parole usate per diffondere fumo negli occhi, bisogna però tener presente che, prima o poi, le eccedenze dei ricavi dell’INSAI sono restituite agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi e che di conseguenza sono sì impiegati i proventi dei premi. USAM rileva inoltre che il fondo mira a versare indennità alle persone ammalatesi in seguito a un’esposizione non professionale all’amianto. I contributi dell’INSAI dovranno però provenire esclusivamente dall’assicurazione contro gli infortuni professionali, il che è un po’ strano. Se la causa della malattia va cercata al di fuori dell’attività professionale, ci si potrebbe attendere che il finanziamento provenga dall’assicurazione contro gli infortuni non professionali o che si applichi perlomeno un finanziamento misto. USAM esorta pertanto a verificare se non sia più corretto proprio un finanziamento misto (con fondi provenienti per metà dall’assicurazione contro gli infortuni professionali e per metà da quella contro gli infortuni non professionali). Secondo USAM questa soluzione sarebbe anche più consona alla struttura della fondazione, composta dalle parti sociali.