Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/12: Legge federale che vieta Hamas e le organizzazioni associate · 11 pagine

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Si sono dichiarati contrari all’avamprogetto nella sua forma attuale le ONG e GDS. Le ONG temono che la nuova legge renda punibile la loro attività attuale, impedendone così lo svolgimento. GDS e dirittifondamentali.ch ritengono che con la legge proposta non siano tutelati i principi dello Stato di diritto. GDS, dirittifondamentali.ch e FSP sostengono che gli atti di violenza perpetrati da Hamas contro la popolazione civile sono perseguibili penalmente già in virtù della legislazione attuale e che la legge proposta è pertanto inutile.

CCC Genève, ASP e due privati respingono in modo categorico l’avamprogetto di legge, non considerandolo giustificato nel contesto storico. Inoltre affermano che Hamas sia innanzitutto un movimento politico e non un’organizzazione terroristica.

I Cantoni di Neuchâtel e Soletta, il Tribunale federale, il Tribunale penale federale, il Tribunale amministrativo federale, l’Unione svizzera degli imprenditori e l’Associazione svizzera dei magistrati hanno fornito una risposta, senza tuttavia esprimere un parere.

Le critiche e le osservazioni concernenti aspetti specifici formulate da alcuni partecipanti sono illustrate più in dettaglio nei punti seguenti.

3.2 Osservazioni generali

I Verdi, PS e Appel de Genève sottolineano che la procedura seguita dal Consiglio federale di creare una legge specifica che vieta Hamas e le organizzazioni associate non rappresenta alcun pregiudizio e che in futuro, per vietare organizzazioni, dovrebbe essere applicata la procedura prevista dall’articolo 74 della legge federale del 25 settembre 20154 sulle attività informative (LAIn). GDS e dirittifondamentali.ch respingono la nuova legge, perché regolerebbe un caso singolo e non una fattispecie generale.

Il Ministero pubblico della Confederazione accoglie il divieto, ma propone di strutturarlo sul modello della precedente legge federale che vieta i gruppi «Al-Qaïda» e «Stato islamico» nonché le organizzazioni associate. Infatti, questa legge ha dimostrato la sua efficacia nella prassi penale ed è ormai disponibile una considerevole giurisprudenza per la sua applicazione.

La CCPCS è favorevole a vietare Hamas, ma dubita che l’attuazione quale legge autonoma e sottoposta a referendum sia la variante più adeguata. Per la CCPCS un divieto di organizzazioni ai sensi dell’articolo 74 LAIn sarebbe più appropriato per poter agire in modo rapido ed efficace. Si renderebbe quindi necessaria una revisione dell’articolo 74 LAIn. Nello specifico andrebbe abrogata, senza essere sostituita, la condizione prevista dall’articolo 74 capoverso 2 secondo cui il divieto si deve fondare su una decisione delle Nazioni Unite che sancisce un divieto o sanzioni nei confronti dell’organizzazione o del gruppo.

3.3 Organizzazioni e gruppi interessati dal divieto (art. 1 cpv. 1)

In aggiunta al divieto di Hamas, i Cantoni di Nidvaldo e Vallese si dicono favorevoli a un divieto generale di Hezbollah e di tutti i suoi gruppi affiliati, classificando anch’essi come organizzazioni terroristiche secondo l’articolo 260terdel Codice penale (CP)5. Per il Cantone di Nidvaldo un tale divieto è necessario in quanto Hezbollah persegue obiettivi molto simili a quelli di Hamas. Un privato auspica un divieto che comprenda numerose organizzazioni e gruppi.

L’UDC chiede l’estensione del campo di applicazione della legge alla totalità delle organizzazioni e dei gruppi i cui obiettivi e mezzi sono identici a quelli di Hamas. Di conseguenza, nell’articolo 1 capoverso 1 dell’avamprogetto occorrerebbe aggiungere una lettera c che preveda

4RS 121

5 RS 311.0