Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/16: Revisione totale dell’Ordinanza della SEFRI sulle prescrizioni minime in materia di cultura generale nella formazione professionale di base · 82 pagine

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BFS Bülach ritiene che alcuni cambiamenti nella procedura di qualificazione, in parte ingiustificati, rappresentino una svalutazione dell’importanza della materia e un aumento della discrepanza con le materie professionali. Non comprende l’organizzazione dei cambiamenti previsti nella pratica. A suo parere la forma e la valutazione del lavoro finale non sono chiare. Teme una riduzione delle lezioni a causa di una procedura di qualificazione lunga e complessa per le persone in formazione, della durata di più settimane. Rileva che le nuove disposizioni attribuiscono un peso maggiore alle note scolastiche, senza prevedere una seconda istanza. Reputa che la valorizzazione del lavoro finale, che può essere creato con l’IA, ponga dei problemi e che non possa essere concepita una forma d’esame orale orientata alle competenze per tutti gli argomenti. È favorevole a non modificare la procedura di qualificazione in questa riforma e a mantenere per il momento la divisione in tre parti nella composizione della nota finale; auspica inoltre che nella nota finale della materia continui ad essere incluso un valore di riferimento oggettivo. Ritiene che ciò favorisca la qualità della pratica d’esame, l’obiettività e il carattere vincolante nell’esecuzione, poiché la preparazione degli esami finali, quanto meno nel Cantone di Zurigo, coinvolge molti insegnanti delle varie discipline.

BFS Davos esprime due punti di vista: l’uniformazione della cultura generale è plausibile e opportuna per la formazione professionale di base «Falegname AFC». Per quanto riguarda i campi professionali di commercio al dettaglio e impiegati di commercio, la cultura generale non integrata non è applicabile e scuoterebbe dalle fondamenta le quattro professioni, svuotando della sua ragion d’essere l’orientamento alle competenze operative implementato dal 2022. La formazione integrata garantisce che non vi sia una separazione artificiale nello sviluppo, nell’insegnamento e nella verifica delle competenze nelle aree Comunicazione, Economia, Società e Tecnologia. Considerando il rischio della mancata accettazione di una nuova riforma, propone che l’uniformazione della cultura generale nei campi professionali di commercio al dettaglio e impiegati di commercio sia adeguata non prima di dieci anni (nel 2034), alla luce delle esperienze e conoscenze acquisite grazie al lavoro con i campi di competenze operative delle formazioni riformate.

BFS Langenthal e SFG Bern-Biel ritengono che la regolamentazione della cultura generale per tutte le formazioni professionali di base sia uno dei vantaggi principali di questa riforma, in quanto rafforzerà la cultura generale e ridurrà la complessità dell’attuazione. Per BFS Langenthal, BZ Interlaken, fbbe e SFG Bern-Biel i Cantoni dovrebbero fornire sufficienti risorse aggiuntive e preparare il processo in modo tale da consentire la creazione di programmi d’istituto modello cantonali e permettere alle scuole professionali di concentrarsi sull’attuazione concreta della riforma nell’insegnamento. Il requisito che prescrive l’impiego di due insegnanti come periti solleva questioni finanziarie e organizzative di cui è necessario tenere conto.

BFS Winterthur A è favorevole a un adeguamento delle disposizioni transitorie di cui all’articolo 15 capoverso 5, poiché un adeguamento nel 2033 sarebbe troppo tardivo e le persone in formazione del campo professionale del commercio al dettaglio sarebbero svantaggiate fino ad allora. A suo avviso, la cultura generale integrata è insoddisfacente. Un ritorno alle tre lezioni dell’ICG valorizzerebbe la qualità della formazione e non comporterebbe un grande dispendio.

bTG avrebbe voluto che nello sviluppo del modello venissero coinvolti docenti di cultura generale esperti. Valuta positivamente l’esistenza dell’ICG come materia indipendente e il processo globale di acquisizione delle competenze attraverso la struttura curricolare del PQI. Considera positivo anche il fatto che l’area d’apprendimento «Lingua e comunicazione» sarà rafforzata e che in futuro il PQI sarà rivisto in cicli brevi e regolari per andare incontro alle mega-tendenze. Valuta invece negativamente il fatto che la composizione dei membri della commissione incaricata della revisione dei futuri PQI non sia maggiormente definita, che l’esame finale (come terzo strumento di riferimento, oltre alla nota del