Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/23: Revisione parziale dell’ordinanza sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici · 81 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 4Fedlex · Rapporto sui risultati
Riferimento: BAFU-412.2-1/22/12
Sintesi
Il 27 marzo 2024 il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle
comunicazioni (DATEC) ha avviato la procedura di consultazione relativa alla revisione parziale dell’ordinanza federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (Ordinanza sulla caccia, OCP; RS 922.1). I 245 pareri pervenuti per un totale di circa 7000 pagine sono, come prevedibile, controversi.
Circa la metà dei rispondenti, tra cui 13 Cantoni, la Conferenza per la foresta, la fauna e il paesaggio (CFP), la Conferenza svizzera delle sezioni dell’agricoltura (COSAC) e la Conferenza dei governi dei Cantoni alpini (CGCA) nonché l’UDC, chiede una revisione sostanziale del progetto. L’altra metà (tra l’altro 13 Cantoni, la Conferenza dei direttori cantonali dell’agricoltura [CDCA] e i due partiti nazionali Il Centro e il PLR nonché i partiti regionali SVPO e UFS) si dichiara d’accordo, ma con riserve o richieste di modifica. Due partiti (I Verdi, PS) respingono il progetto, adducendo come motivazione il fatto che la revisione parziale sarebbe anticostituzionale e illegale, non poggerebbe su evidenze scientifiche, promuoverebbe in misura insufficiente la protezione del bestiame e punterebbe in modo unilaterale sugli abbattimenti di lupi invece di migliorarne la coesistenza con l’economia alpestre e l’agricoltura. Nel dettaglio, tra le molteplici e divergenti richieste di modifica espresse, ne vengono formulate anche di costruttive.
Regolazione dei branchi di lupi, abbattimenti di singoli lupi: la maggior parte dei rispondenti
chiede una revisione del concetto globale, sostenendo che le risorse finanziarie sono troppo esigue e gli ostacoli amministrativi troppo elevati. Le soglie d’intervento (numero di predazioni) sarebbero ancora troppo alte secondo le organizzazioni agricole e troppo basse secondo le organizzazioni orientate alla protezione. La popolazione minima auspicata di branchi di lupi in Svizzera è valutata in vario modo. Cinque Cantoni e la Federazione svizzera dei patriziati e delle corporazioni (FSPC)
accolgono favorevolmente l’allegato 3. Nove Cantoni, la CFP e la Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio (CFNP) propongono una popolazione minima di 20–25 branchi. Altri tre Cantoni non indicano alcuna popolazione minima, ma chiedono che il numero sia stabilito sulla base di evidenze scientifiche. Diverse organizzazioni suggeriscono una popolazione minima di 40, 20 o 4 o un numero che sia scientificamente giustificato. Altri rispondenti preferiscono non specificare alcun numero, in quanto il danno non dipende dalla quantità di lupi ma dal loro comportamento. Vi sono pareri discordanti anche riguardo al computo delle predazioni nei pascoli la cui protezione è considerata non ragionevolmente esigibile e alla limitazione temporale degli ordini di abbattimento di singoli lupi che hanno provocato danni. Tra l’altro otto Cantoni così come COSAC, CFP e CGCA chiedono di rinunciare integralmente alle restrizioni amministrative per quanto riguarda tempistiche e perimetro. Inoltre, diversi partecipanti alla consultazione chiedono l’introduzione di un sistema di gestione dei dati.
Prevenzione e risarcimento dei danni causati dalla selvaggina: la maggior parte dei rispondenti
chiede una revisione sostanziale della normativa proposta in materia di protezione del bestiame.
Alcuni la respingono totalmente. Le critiche riguardano tra l’altro le direttive federali relative alla consulenza da parte dei Cantoni. Vengono richiesti piani di protezione del bestiame a livello di singola azienda invece di disposizioni sulla ragionevole esigibilità. Altri auspicano chiarezza sulla definizione di ragionevole esigibilità, o direttamente nell’articolo o in un allegato. Dal punto di vista delle organizzazioni orientate alla protezione è importante chiarire se il carico degli alpeggi la cui protezione è considerata non ragionevolmente esigibile sia conforme alla protezione degli animali. Le organizzazioni agricole chiedono che siano previste zone prive di lupi dove le misure di
protezione non sono ragionevolmente esigibili. La grande maggioranza chiede inoltre una revisione della nuova normativa in materia di esame e riconoscimento dei cani da protezione del bestiame.
Non viene contestata tanto la necessità di un esame valido a livello nazionale e da svolgersi in modo uniforme su tutto il territorio svizzero secondo le direttive federali, quanto piuttosto la delega
dell’esame ai Cantoni, i criteri per lo svolgimento dell’esame e i relativi costi.
Castori: la grande maggioranza chiede una revisione sostanziale delle misure concernenti la
prevenzione dei danni e la partecipazione della Confederazione in caso di danni alle infrastrutture. In particolare, le organizzazioni orientate alla protezione ritengono che l’abbattimento sia giustificato solo se è possibile dimostrare che il danno è stato effettivamente causato dal castoro. Il concetto di
4/81 BAFU-D-DCD83401/958