Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/91: Iniziativa parlamentare. La povertà non è un reato · 13 pagine
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20.451 n Iv. Pa. Marti Samira. La povertà non è un reato
Rapporto sui risultati della procedura di consultazione
Motivazioni dei pareri favorevoli
I partecipanti alla consultazione che si sono espressi favorevolmente ritengono che la codifica della giurisprudenza relativa alla colpa della dipendenza dall’aiuto sociale possa contribuire ad aumentare la chiarezza nell’applicazione del diritto, ad accrescere la certezza del diritto e a uniformare maggiormente la prassi dei Cantoni.
BL, LU, SG, VD e ZH concordano con il progetto preliminare posto in consultazione.
Molti partecipanti favorevoli auspicano tuttavia un’ulteriore modifica della legge che sia maggiormente orientata alla formulazione originale dell’iniziativa parlamentare. Soltanto così è possibile soddisfare l’effettiva richiesta dell’iniziativa e proteggere meglio i diritti delle persone interessate (PEV, Verdi, PS, BS, GR, NE, CDI, CSIAS, CDOS, AGATHU, AIS, AL, AvenirSocial, Bil, Bin, Brava, Caritas, Caritas Zentralschweiz, CSP, GDS, CFM, EKS, FIZ, Frieda, HelloWelcome, ACES, NKS, Plateforme Traite, SOS, Save the Children, Osservatorio svizzero sul diritto d’asilo e degli stranieri, SFH, SFM, USS, ISDU, CRS, CFQF, Solidaritätsnetz Bern, sosf, spaz, UCS, Verein Fabbrica di Zurigo, Stadt Zürich, UNICEF, SCCA).
Una parte di questi partecipanti alla consultazione è del parere che la revoca o la commutazione di un permesso previsto dal diritto degli stranieri dopo un soggiorno di una certa durata sostanzialmente a causa di una dipendenza dall’aiuto sociale non deve più essere possibile. Alle persone che non sono in possesso di un passaporto svizzero ma sono nate in Svizzera o vi sono immigrate da molti anni si deve concedere lo stesso accesso ai diritti sociali che hanno i cittadini svizzeri. Se si rinuncia a introdurre un termine di protezione in questo senso, si deve creare almeno una maggiore certezza del diritto. A tal fine la soglia per la revoca del permesso deve essere più elevata e soprattutto è necessario anche un adattamento del concetto di colpa propria (PS, CFM, AGATHU, AIS, AL, AvenirSocial, Bil, Bin, Brava, Caritas, Caritas Zentralschweiz, GDS, EKS, femmes protestantes, FIZ, HelloWelcome, ACES, NKS, Plateforme Traite, SOS, Save the Children, Osservatorio svizzero sul diritto d’asilo e degli stranieri, USS, ISDU, spaz, Verein Fabbrica di Zurigo, UNICEF, SCCA).
NE e la CSIAS sono dell’opinione che sia possibile ridurre l’incertezza delle persone interessate, promuovere le possibilità di integrazione e contrastare la precarietà eliminando la possibilità di una revoca dovuta a una dipendenza dall’aiuto sociale dopo 15 anni di soggiorno in Svizzera. Il CSP, Freiplatzaktion Zürich, SFM, ISDU e sosf propongono a tal fine un termine di dieci anni.
Nel valutare il percepimento dell’aiuto sociale per la revoca del permesso, il criterio contenuto nel progetto preliminare della «colpa propria» viene giudicato inadeguato da molti partecipanti alla consultazione che hanno espresso un parere favorevole. Si dovrebbe invece utilizzare la formulazione contenuta nell’iniziativa parlamentare, secondo cui la persona in questione ha intenzionalmente causato la situazione che ha portato all’indigenza o non ha fatto nulla per cambiarla (PEV, Verdi, PS, BS, GR, NE, ZH, AGATHU, AIS, AL, AvenirSocial, Bil, Bin, Brava, Caritas, Caritas Zentralschweiz, CSP, GDS, femmes protestantes, FIZ, Freiplatzaktion Zürich, Frieda, CFQF, COFF, CFIG, CFM, EKS, Heilsarmee Schweiz, ACES, HelloWelcome, CDI, NKS, Plateforme Traite, SOS, Save the Children, Osservatorio svizzero sul diritto d’asilo e degli stranieri, SFH, SFM, USS, ACS, CSIAS, ISDU, CDOS, Solidaritätsnetz Bern, sosf,
CRS, UCS, spaz, Verein Fabbrica di Zurigo, Stadt Zürich, UNICEF, SCCA).
La CDOS sottolinea inoltre che il concetto di «intenzionalità» del percepimento dell’aiuto sociale alzerebbe la soglia per la revoca del permesso rispetto al diritto vigente e al progetto preliminare della CIP-N. Ciò contribuirebbe probabilmente anche a far sì che meno persone