Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/116: Controprogetto indiretto (Legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese) all'iniziativa popolare «Per grandi imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell'ambiente» · 147 pagine
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Rapporto esplicativo AP-LGSI
queste ragioni, il Consiglio federale ha deciso di opporre all’iniziativa popolare un controprogetto indiretto in forma di legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese (LGSI), come soluzione equilibrata, proporzionata e compatibile con il sistema internazionale. In questo modo l’Esecutivo rafforza la certezza del diritto, protegge la competitività e crea le condizioni per un riconoscimento di equivalenza da parte dell’UE.
L’analisi d’impatto esterna sulla regolamentazione del 5 marzo 2026 mostra che la maggior parte dei costi economici deriva dalle normative europee. In ragione della regolamentazione per Stati terzi circa 115 grandi imprese svizzere sottostanno agli obblighi di presentare una relazione e circa 60 agli obblighi di diligenza secondo la direttiva Omnibus. Nel campo di applicazione del controprogetto indiretto rientrano circa 110 imprese tenute a presentare una relazione e circa 30 imprese soggette agli obblighi di diligenza. Va osservato che alla maggior parte di queste imprese si applica già la regolamentazione per Stati terzi dell’UE. Indipendentemente da ciò si stima che circa 100 000 imprese, soprattutto PMI, lungo le catene di approvvigionamento sono toccate indirettamente dalla normativa UE; cifra che rimarrebbe invariata anche con il controprogetto indiretto. Quest’ultimo non comporta alcuna ripercussione economica rispetto allo status quo, tuttavia aumenta il carattere vincolante e la certezza del diritto delle prescrizioni UE già in vigore e rafforza le misure accompagnatorie di sgravio per le PMI. L’iniziativa popolare è invece correlata a maggiori incertezze e potenzialmente a oneri aggiuntivi, in particolare a causa del campo di applicazione più esteso (attività ad alto rischio specifiche del settore) e degli obblighi supplementari (tra cui piani climatici).
Contenuto del progetto
L’avamprogetto della LGSI raggruppa le importanti normative in una legge speciale. Si basa su norme internazionali e sul nuovo diritto dell’UE, tenendo conto delle più recenti modifiche secondo la direttiva Omnibus. Lo scopo dell’avamprogetto è aumentare ulteriormente la trasparenza e introdurre obblighi di diligenza basati sul rischio in materia di protezione dei diritti umani e dell’ambiente, senza generare uno Swiss finish.
Gli obblighi di diligenza si applicano alle imprese molto grandi in funzione del rischio. Riguardano l’attività commerciale dell’impresa, delle imprese da essa controllate e – in un quadro ben definito – quella dei suoi partner commerciali rilevanti lungo la catena di attività. Le imprese devono priorizzare le loro misure in funzione della gravità del rischio. In sintonia con la direttiva Omnibus dell’UE, l’avamprogetto non prevede l’obbligo di elaborare piani sulla transizione climatica. Le normative consolidate concernenti minerali originari di zone di conflitto e il lavoro minorile sono ripresi invariati.
Per quanto riguarda l’obbligo di presentare una relazione sullo sviluppo sostenibile, le grandi imprese sono tenute a riferire secondo norme UE o norme riconosciute ed equivalenti; è inoltre prevista una verifica esterna con un grado di approfondimento limitato.
Per creare certezza giuridica, l’avamprogetto contiene una regolamentazione sulla responsabilità che si orienta al diritto vigente (Codice delle obbligazioni, CO) e attua le prescrizioni dell’UE. Si tratta di una responsabilità per colpa secondo cui le grandi imprese soggette agli obblighi di diligenza che li violano devono rispondere dei danni